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Gioielli religiosi. Quando le gioie superano l'estetica.

Ciao a tutti,
ultimamente, per via del mio lavoro, mi soffermo spesso a pensare a come i gioielli abbiano significati diversi per ognuno di noi. Vedi l’ultimo post che ho scritto.

Molte persone non li usano, perché li trovano scomodi, altri perché sono frivoli, o li trovano inutili. C’è chi indossa sempre gli stessi per pigrizia nel cambiarli (io ad esempio non mi trucco quasi mai per non dovermi struccare la sera. Lo so non vale lo stesso! eh eh eh) o per affezione, l’anello della nonna, il ciondolo del fidanzato. Insomma, i gioielli hanno davvero un valore e un significato diverso per ogni persona.
Io personalmente ne apprezzo la bellezza e l’originalità, e li trovo un ottimo accessorio che completa un outfit. Altre persone li amano per il mero valore economico, alcune gazze ladre ne amano lo splendore oppure il significato sociale, che fa pensare che se hai gioielli sei una persona di valore.
Quindi capiamo che alcuni gioielli rappresentano degli status symbol mentre altri sono dei SIMBOLI veri e propri come ad esempio la CORONA e lo SCETTRO per un re, il PASTORALE per il Papa, o la croce per un cristiano.

 

Mi sono resa conto che i gioielli vanno anche oltre il significato che ognuno di noi gli da personalmente, ma in alcuni casi hanno un valore simbolico ed emotivo molto forte. Pensate alla fede di matrimonio. Anche chi non è religioso sa che ha un significato molto ben preciso, forte e potente. Una volta nessuno avrebbe osato fare proposte di tipo sentimentale ad un persona con la fede nuziale, oggi giorno è diverso ma il valore simbolico rimane, anche se in realtà l’uso dellanello di matrimonio ha origini più antiche e diverse da quello che pensiamo.

Ecco facendo tutto questo ragionamento mi sono chiesta, ma quanti altri gioielli legati a valori così forti esistono? Mi è venuto in mente subito il Rosario, che non è una collana, anche se può essere indossato come se lo fosse e mi sono resa conto che esistono gioielli specificamente dedicati ad alcune pratiche religiose.


 

E da lì la domanda, ma quanti simboli e gioielli legati alla religione esistono?
Intanto vedendo la definizione che i dizionari danno della parola gioiello

gioièllo s. m. [dal fr. ant. joel, che è il lat. *iocalis, agg. di iocus «scherzo, gioco»]. – 1.Ornamento di metallo prezioso lavorato, spesso adorno di una o più gemme, destinato a ornare le mani, le braccia, il collo, la fronte, ecc. (anelli, orecchini, collier, diademi, ecc.): ornarsi di gioielliuna parure di gioielli, l’insieme abbinato di collana, orecchini, braccialetto, ecc.; lo scrigno dei g.; tenereconservare come un g., con grande cura, gelosamente. 2. fig. Di cosa o persona ritenuta bella e perfetta e quindi preziosa: una villettaun’edizioneuna miniatura che è un g.; ha un gdi figlia; in partic., di meccanismo, congegno e sim. rifinito con gran cura in tutti i suoi particolari e perfetto nel funzionamento: una radiolinaun televisoreun motorino che è un gioiello. ◆ Dim. gioiellino (frequente soprattutto in senso fig.). TAV.

è chiaro che io la uso sempre in maniera molto più ampia, infatti includo anche la cosiddetta “bigiotteria” e altri oggetti decorativi realizzati con materiali non sempre preziosi. Quindi passatemi il fatto che nel termine “gioiello” ci sia un po’ tutto.

Quindi ho fatto una piccola ricerca ho trovato cose davvero interessanti.

Intanto ho dovuto fare un distinguo tra i gioielli normali a tema religioso (ultimamente esistono linee di gioielli dove ad esempio sull’anello o sul bracciale è riportata una frase tratta ad esempio dal Vangelo) e da quelli usati per professare la propria fede o simbolici di essa (ad esempio il rosario e la croce appesa al collo per i cristiani). Già da qui capirete che a volte il limite è sottilissimo e si passa dall’uno all’altro in un attimo.

All’inizio volevo fare un post abbastanza specifico per ogni gioiello, ma sarebbe risultato lunghissimo, quindi, visto che on line ho trovato davvero tantissimo materiale, ho deciso di dare dei piccoli cenni e di mettervi i link che ho trovato, dove potrete approfondire le sezioni che vi interessano.

Iniziamo quindi da uno dei più diffusi in varie religioni. La prima è una specie di collana composta da vari grani che viene scorsa con le dita per pregare. Esatto, quello che per i cristiani è il rosario, per i buddisti si chiama mala e per i musulmani è il misbaha, all’interno poi della religione musulmana questo cambia leggermente nome e aspetto, a seconda delle zone geografiche. In tutti varia il numero di grani e ovviamente le preghiere ma l’uso pratico è pressoché identico.

Il ROSARIO: come sapete, prima che Madonna e Dolce e Gabbana lo inserissero dentro il loro portagioie il rosario era una catena formata da dei grani che serviva per recitare una serie di preghiere in un determinato ordine. Molti assimilano questa pratica alla meditazione, il cantilenare e la ripetizione sono simili a quelle praticate in altre religioni, la ripetizione porta ad uno stato meditativo. Visto che probabilmente molti di voi conoscono il rosario non mi dilungherò sulla spiegazione di cosa sia, se volete Wikipedia ne da una spiegazione dettagliata, ma riporto invece le origini che nemmeno io conoscevo. “La parola “rosario” deriva da un’usanza medioevale che consisteva nel mettere una corona di rose sulle statue della Vergine; queste rose erano simbolo delle preghiere “belle” e “profumate” rivolte a Maria. Così nacque l’idea di utilizzare una collana di grani (la corona) per guidare la meditazione. Nel XIII secolo, i monaci dell’Ordine cistercense elaborarono, a partire da questa collana, una nuova preghiera che chiamarono rosario, dato che la comparavano a una corona di rose mistiche offerte alla Vergine.” (cit. Wikipedia) . Ne sono state fatte poi altre versioni più pratiche da portare come un anello con una croce sul davanti e 10 puntini sulla vera, oppure dei mini rosari sempre con un piccolo Crocifisso e 10 grani.

LA MALA o IL MALA è un gioiello simile al Rosario cattolico, il significato del termine mala è infatti “rosario”, è un filo di grani che molti buddhisti ed induisti usano quando recitano i mantra.

“Altri termini sanscriti per indicare questo oggetto religioso sono:

Akṣamālā, composto da akṣá, sostantivo maschile che indica un seme dell’Elaeocarpus ganitrus o anche della Terminalia bellirica con cui vengono elaborati rispettivamente rosari e dadi; e mālā, “rosario”; quindi “rosario composto da semi”.
Japamālā, composto da jápa che come aggettivo è ciò ‘che mormora’, il ‘mormorare’ preghiere, dal verbo (classe 1a) jap per l’appunto ‘mormorare preghiere, pronunciare incantesimi’; e mālā, “rosario”; quindi “rosario per contare le preghiere, i mantra, mormorati”. (Cit. Wikipedia

Di solito una mala consiste di centootto grani più piccoli e di un grano più grande che rappresenta uno stupa, questi oggetti sono composti da perle, pietre o semi naturali e servono a conteggiare le formule sacre indirizzate alla divinità. Qui trovate un articolo che ne spiega il significato a seconda del materiale di cui è fatto.

Su questa pagina, dedicata ai gioielli orientali ho trovato un post molto interessante sui vari rosari esistenti al mondo.

Il Komboloi koboloi (in greco Κομπολόι) è il tipico rosario greco. Non è ancora stato chiarito se derivi dal tipico rosario cristiano o da quello musulmano ma presenta alcune differenze da entrambi, anzitutto non ha un numero definito di perle; in secondo luogo, le perle non sono fisse ma libere di scorrere lungo il filo. La parola deriva da kobas, che significa corda; ed infatti i primi komboloi erano semplici cordicelle annodate.

Il Tasbīḥ ( arabo : تسبيح ) è una forma di dhikr ( atti devozionali nell’Islam in cui brevi frasi o le preghiere vengono ripetutamente recitate silenziosamente nella mente o ad alta voce) che coinvolge le espressioni ripetitive di brevi frasi nella lode e nella glorificazione di Allah. Per tenere traccia del conteggio si usano le falangi della mano destra o un misbaha.

Una MISBAHA è uno strumento che viene usato come aiuto per eseguire lo dhikr , compresi i nomi di Dio nell’Islam e la glorificazione di Dio dopo una preghiera regolare . [4] Spesso è fatto di perline di legno , ma anche di semi di ulivo , avorio , ambra , perle o plastica .

Solitamente consistono di 99 perle per assistere alla glorificazione di Dio dopo le preghiere: 33 Subhanallah , 33 Alhamdulillah e 33 Allahuakbar . Alcuni suggeriscono che le 99 perle si riferiscono anche ai 99 nomi di Allah . Le misbaha più piccole consistono in 33 grani, nel qual caso si pedala attraverso tre volte per completare 99. Tuttavia, misbaha può anche consistere di 100 o 200 perle di conteggio per aiutare nei compiti zikr di certi ordini sufi .

Il CROCIFISSO o CROCE è il simbolo del Cristianesimo, ed è presente alla fine di ogni tipo di rosario cristiano, tra l’altro. Non è usato per pregare, ma è un simbolo della fede che si professa. Molti lo vedono come un amuleto o una protezione contro il male. Vedi l’uso che se ne fa per esorcismi e contro i vampiri!

Il sai sin è un braccialetto sacro, usato prevalentemente in Thailandia; da regione a regione variano i numeri di fili che lo compongono, il colore e il significato. Questo braccialetto è un semplice filo di cotone, generalmente bianco, che viene benedetto dai monaci buddisti. In maniera più ampia fa parte di una serie di riti e credenze legati alla religione buddista e ha un significato socialmente e spiritualmente molto importante. Cerimonie connesse a questo filo sacro si ritrovano oggi in India, Nepal e in diversi altri paesi asiatici. Cosi’ si può asserire che il sai sin predata la tradizione buddhista si ritrova nella tradizione hinduista e brahamina e si può far risalire ai riti animisti. In generale il sai sin viene usato per tutte quelle cerimonie religiose e sociali che rivestono una certa importanza, dai matrimoni alla benedizione di una nuova casa, alla nascita di un figlio maschio.

La MANO DI FATIMA è un simbolo particolarmente usato in medio oriente e noto anche in occidente, io pur avendolo visto non ne conoscevo il significato.  Si chiama così per commemorare Fatima, la figlia del Profeta Maometto andata in sposa ad Ali, nipote del padre. La leggenda racconta che una sera Fatima stava preparando la cena, quando vide rientrare il marito, di cui era perdutamente innamorata, con una concubina….il resto della storia potete leggerlo qui.

Ci sono alcune varianti in questo oggetto, ma è sempre realizzato in argento, il metallo del Profeta. Le giovani donne arabe e islamiche lo indossano per avere il dono della pazienza, ma ormai è assimilato anche come amuleto che protegge dal male.

Il Gao, conosciuto anche come Ga’u o Gahu, è un amuleto protettivo formato da una scatola talismanica in argento abbellita ed arricchita da pietre dure e preziose.
Indossato come gioiello dalle popolazioni di Tibet, Nepal, Buthan e Mongolia, è sempre stato considerato una potente difesa dalla malasorte, dalle malattie e da tutto ciò che potesse in qualsiasi modo arrecare danno alla persona, pure in previsione di viaggi e spostamenti. La scatola in argento in genere racchiude al suo interno un foglietto stampato con frasi propiziatorie o anche scritto a mano, in sanscrito e delle reliquie benedette.

Credetemi a scavare si trovano ancora molti altri gioielli religiosi o ritenuti sacri, io mi fermo perché davvero dovrei fare un sito dedicato solo a questo e, a parte che ce ne sono già di ottimi, non è la mia materia specifica e quindi lascio parlare gli esperti. Vi consiglio quindi di tornare sui vari link che ho disseminato nel testo per approfondire questo argomento davvero interessante.

Io trovo che ogni tanto cambiare punto di vista faccia bene, in questo guardando ai gioielli non solo dal punto di vista economico o estetico ma da uno più profondo, intimo e spirituale, arrivando fino al sacro.

Spero abbiate trovato questo articolo interessante. Conoscevate questi gioielli religiosi? Avete un gioiello che ha un valore simbolico particolare per voi?  Scrivetemelo nei commenti. 

 
 

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3 Comments

  1. Mi è piaciuto moltissimo questo articolo!

  2. mi è partito il commento prima di finire.. ;o)
    volevo aggiungere che sin da bambina mi piacevano molto i cindoli murrina, che da grande ho rivalutato come piccoli mandala.

    1. Infatti Tiziana, ci sono poi quelle piccole cose che hanno un valore simbolico o spirituale solo per noi.

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