Il mio anno splendente

Alla fine di novembre è arrivata la newsletter di Francesca Baldassarri (se sei un’artigiana e non la conosci corri sul suo sito) dove dopo una serie di succose novità chiedeva se avevo già tirato le somme di questo 2018.

In effetti non mi ero fermata ancora a rifletterci ma leggendola (vedi una parte della newsletter qui sotto)  mi è venuta l’idea per questo post.

Prima di questa email guardavo si e no agli ultimi due mesi appena trascorsi, giusto ogni tanto, ricordandomi più  spesso delle cose che ancora avevo da fare, senza soffermarmi su tutto quello che avevo fatto. Tanto che per scrivere questo post ho dovuto andare a spulciare i miei social, la mia email, le foto e i post sul blog (nonchè i conti correnti!!!) per ricordarmi quasi tutto.

Quindi ora se ti va facciamo insieme un escursus di questo anno e vediamo che cosa è successo.

Il 2 gennaio mi arrivava questa bellissima recensione!

A gennaio ero bella carica, piena di progetti, magari non chiarissimi, un po’ sfocati, ma energica.

Sul blog pubblicavo questi post dove condividevo la mia parola dell’anno, FLUIRE e la foto della ruota dell’anno, era il mese dedicato all’avventura. L’artigiano del MAKE ME SHINE l’avevo conosciuto a novembre e non sapevo ancora che mi avrebbe insegnato tante cose e sarebbe diventato un buon amico.

Il 27 gennaio c’era il Mansardina Day (faccio parte di un gruppo per la crescita dei piccoli bussiness), e facevo la conoscenza di tante professioniste e freelance che fino ad allora erano solo delle piccole foto e una serie di commenti sul mio portatile; iniziava una nuova avventura.

A marzo usciva il MAKE ME SHINE dove rispondevo alle vostre domande e continuavano ad uscire regolarmente anche i miei post settimanali, una soddisfazione che portavo avanti più o meno da giugno. Tra un imprevisto e l’altro iniziavo a lavorare alla nuova capsule collection che avevo in mente dall’autunno.

 

 

 

Ad aprile iniziavo a partecipare ai primi incontri della Rete al Femminile di Roma (la rete è nazionale se vuoi sapere cos’è vai qui) e a maggio ero iscritta all’associazione.

Qui ho conosciuto davvero tante donne in gambissima e sono nate anche delle amicizie molto belle.

Iniziavo anche a pubblicare dei post monotematici sui gioielli, che avevo in mente da tempo, degli articoli divisi per argomento, il primo era questo sulle collane.

Allora non lo sapevo ma avevo appena piantato un altro semino per un nuovo progetto!

A maggio finalmente usciva la capsule collection che avevo tanto sognato, colorata, allegra, glamour e con un messaggio positivo PEACE & FLOWERS.

Tra giugno e luglio  decidevo di affrontare un argomento cruciale per chi fa gioielli come me, e parlarne sul mio blog: l’allergia ai gioielli!

Era una vita che ci pensavo, dopo tante ricerche finalmente mi ero decisa.

Sempre a luglio aggiungevo un nuovo tassello al mio bussiness acquistavo un corso dedicato alla pianificazione e …..un dominio!

 

 

 

Arrivata ad agosto ero decisamente stanca, abbassate le serrande virtuali del mio lavoro, mi accingevo a realizzare un mio sogno di sempre, visitare la Sicilia, le sue città d’arte, la Valle dei Templi, l’Etna, e fare colazione con granite e brioche!

E rivedere un’amica che avevo conosciuto l’anno prima ad Ancona!

Tutto bellissimo, ma al mio ritorno avevo una lista di cose da fare infinita e non so come a settembre riuscivo ad aprire il mio nuovo sito (quasi tutto da sola) dove sei ora e preparavo l’uscita della mia newsletter, programmavo le mie nuove attività per il 2019 grazie ai due corsi fatti durante l’anno e iniziavo a pubblicare la mia nuova collezione. Non so come avevo fatto tutto in circa un mese e mezzo!

Alla fine di settembre insieme alla Rete al Femminile di Roma finalmente ci presentavamo alla nostra città con il primo OPEN DAY, due giorni dopo usciva la mia prima newsletter!

Contemporaneamente riprendevo ad andare a coro per partecipare ad un concorso nazionale molto importante, per festeggiare il nostro trentennale.

Dopo mesi di studio e prove fatte incastrando lavoro, famiglia e i nuovi progetti io ed il mio coro partivamo per Arezzo e arrivavamo davanti alla giuria (non abbiamo vinto ma giudica tu…) alla fine eravamo comunque soddisfatti di tutto e tutta la fatica sembrava scomparsa.

Nella newsletter di dicembre è uscita la mia guida gratuita alle collane “Collanina a chi…” dove ho raccolto i vari post dedicati alle collane scritti durante l’anno con molte altre informazioni utili.

Ora si prospetta un anno tutto nuovo davanti, ho già in lavorazione nuovi progetti che usciranno a breve e quelli che dovrò fare a lungo termine. Ci sono tante cose nuove che vorrei imparare, e altre che voglio migliorare, ma intanto guardo tutto quello che ho fatto e posso dire che non è stato un anno inconcludente, che ho fatto dei grossi passi avanti e che sono soddisfatta.

Ti va di raccontarmi i tuoi progressi di questo anno appena trascorso e i progetti per il prossimo nei commenti?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto sei Gnocca Inside?

Ti è mai capitato di scoprire una cosa su di te che non sapevi?

Non parlo di quando ti vedi in foto da dietro e scopri che sei diversa da come immaginavi, per carità magari scopri che hai un fondoschiena da paura e ti si alza l’autostima, il che è fantastico.

Parlo di quando inizi a fare una cosa che non hai mai fatto e scopri che ti viene abbastanza facile e ti diverti pure, e magari sei pure brava!

Tipo quando compri la libreria all’IKEA con difficoltà 5 DAN e tu invece in 20 minuti l’hai già sballata, montata e pure spolverata!

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Quel tipo di talento! Nascosto perchè mai usato.

Grazie a te e alle persone che mi seguono io ho scoperto che mi piace scrivere. Certo non un romanzo, ma con cose corte e senza senso, tipo questi post sul blog, mi diverto e pare che anche a te piacciano.

Pensa che alle medie avevo appena la sufficienza, forse ogni tanto arrivavo al sette. Comunque anche se non mi faceva fatica, sapevo usare correttamente grammatica e sintassi, e coniugavo i tempi verbali meglio di come faccio ora, solo che non splendevo per contenuti e stile.

O forse era semplicemente perchè avevo le mie due migliori amiche che erano bravissime. Quindi per prima cosa, le ho fatte fuori! Sono seppellite con delle Louboutin di cemento sul fondo del Tevere, e tanto nessuno lo pulirà mai, quindi sto tranquilla.

Ho iniziato con dei post descrittivi e man mano che passava il tempo mi sono sciolta. Poi un giorno è saltato fuori lui, IL POST, quello che fino ad ora è il più letto del mio blog, dove tutte hanno scritto entusiaste, dicendomi che mi capivano, che erano morte dalle risate, che pure loro erano così ecc…

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Perchè ho tirato fuori questo argomento? Perchè magari pure tu hai un talento piccino, dove magari non sei il top,  su cui non hai puntato la tua carriera, ma che ti viene bene, che ti piace, che ti rilassa. Che ne so, cucinare torte complicatissime, fare yoga con facilità, truccarti in 30 secondi e sembrare uscita da una rivista, cambiare l’olio alla macchina meglio del meccanico, riparare tutto quello che si rompe a casa perfettamente.

All’ultima riunione della Rete al Femminile avevo Pamela vicino che diceva che lei è una scheggia a fare le grandi pulizie, quelle grosse, dove sposti i mobili, pulisci i vetri, ribalti la casa e poi la rimetti a lucido, ma odia le pulizie quotidiane, passare la scopa, spolverare ecc… ovviamente l’ho già prenotata per la prossima primavera!!!!

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La mia amica Isabella invece legge tutto e conosce benissimo l’italiano! Hai presente quando compri un nuovo elettrodomestico e inizi a cincischiare per metterlo in funzione ma assolutamente non guardi le istruzioni? O quando entri in un sito e ti dicono LEGGI l’informative a poi acconsenti? E tu “Si vabbè” e fai click senza nemmeno aprirla? Lei no, lei legge tutte le istruzioni da cima a fondo, tutta la garanzia e tutto quello che è scritto fuori e dentro la scatola, tutte le informative e tutte le clausole più microscopiche.

Le ho chiesto di farmi da correttore di bozze, ovviamente!!!

Se fai una cosa simile, ti dico, sii orgogliosa e coltivala, non forzarla se non ne hai voglia, ma impegnati a non perderla, non buttarla via, potrebbe darti grandi soddisfazioni. Tienila in esercizio magari mettendola al servizio di amiche e parenti e chiedi a loro, se hanno un talento a loro volta che invece a te manca, di aiutarti come ho fatto io con le mie amiche.

Ricordati che hai qualcosa di speciale che hai solo tu e nessun altro sei unica e questo ti farà splendere più di mille gioielli, ma ricordati anche di festeggiare questi talenti, fatti un regalo, valorizza te stessa, mostra al mondo come brilli.

Insomma sii sempre consapevole di essere una GNOCCA INSIDE! Se nei prossimi giorni farai qualcosa come negli esempi che ti ho fatto sopra scrivi un post o fai una foto e usa l’hashtag #gnoccainside così tutte protremo vederti e potremo condividere il nostro essere GNOCCA INSIDE!!!!

 

 

 

MAKE ME SHINE – L’Officina

Buon dicembre, quest’anno non ho preparato post natalizi ma vi faccio qualche regalino speciale. Il primo è stata la mia guida gratuita nella newsletter, la seconda è questo MAKE ME SHINE super magico, perché ospito una delle mie artigiane preferite che realizza cose che mi fanno letteralmente sognare. Ti presento Sonia.

Come si chiama il tuo brand e di cosa si occupa, da dove viene questo nome?

Il mio brand si chiama “L’Officina”, progetto e realizzo ceramiche in gres: oggetti d’uso come tazze, teiere, ciotole, ecc, oggetti decorativi per la casa e gioielli in porcellana e gres. Sul vocabolario ad una voce si legge: “Con significato più ampio, ma oggi raro, laboratorio artigiano per attività non meccaniche: officina del falegname, del vetraio, del vasaio; officcina tipografica, litografica.” quale definizione migliore per un laboratorio ceramico?

Mi parli della tecnica che usi e/o del tuo lavoro?

Il mio lavoro è molto tradizionale, utilizzo il tornio per le piccole produzioni di oggetti d’uso oppure la tecnica della lastra o del colombino. Mi piace sperimentare unendo le varie tecniche di foggiatura per ottenere risultati sempre diversi. Mi occupo di alta temperatura, le mie ceramiche sono in gres o porcellana e utilizzo smalti realizzati da me o derivati da prodotti di tipo commerciale.

Come hai cominciato? L’hai scoperta ed imparata,come ci sei arrivata? Perchè l’hai scelta?

Il mio percorso è stato piuttosto tortuoso, ma le competenze che ho acquisito lungo la strada mi sono servite, tutte, per il mio attuale lavoro. Ho cominciato dall’informatica, ho lavorato alcuni anni in azienda, mi sono rivolta poi al mondo della grafica e infine per un caso piuttosto fortuito ho incontrato il mio primo maestro di ceramica. Quando ho cominciato a giocare con l’argilla ho scoperto un mondo che mi ha appassionata, un universo fatto di chimica, di fisica ma anche di creatività e progettualità. Un mondo perfetto in cui mi sono immersa con molto impegno, ho studiato e studio tuttora tantissimo.

Come è il tuo lavoro on line come l’hai iniziato e perchè?

Ho cominciato quasi subito a lavorare on line, agli albori dei piccoli e-commerce. Quasi tutti i miei ceramisti preferiti, quelli a cui guardavo come ispirazione, erano inglesi o americani, e quasi tutti avevano uno shop su Etsy, così decisi anche io di aprire il mio primo shop proprio su quel portale, era il 2009.

Io mi rivolgo moltissimo alla natura nella quale sono immersa, ai boschi alle montagne, ai colori naturali, ma non è solo questo.

Da dove trai l’ispirazione e le idee per le tue creazioni?

Penso che le idee si formino dopo complesse elaborazioni sia di tipo conscio che inconscio. Il gusto e l’occhio che abbiamo viene allenato da molte suggestioni che riceviamo tutti i giorni. Io mi rivolgo moltissimo alla natura nella quale sono immersa, ai boschi alle montagne, ai colori naturali, ma non è solo questo. I film che guardiamo, la musica, gli incontri che si fanno, gli stimoli esterni, internet, tutto si combina per ottenere le idee finali. A volte da un’idea, nasce una ceramica, altre volte ho bisogno di tempo per far sedimentare fino a che arriva il momento buono per rispolverare quell’intuizione. E’ molto difficile schematizzare questo processo.

Come definiresti il tuo stile?

Mi piace pensare di seguire uno stile barocco organico semplificato. Barocco perchè sulle mie ceramiche compaiono sempre architetture, soprattutto di fiori che non aggiungono nulla alla funzione dell’oggetto. Organico perchè adoro le forme che la natura assegna alle proprie creature, dai funghi alle piante, agli animali, ecc… Semplificato perchè cerco sempre e comunque di avere delle forme di base piuttosto semplici. Sarebbe interessante sapere come lo definiscono gli altri.

Qual’è il lavoro, l’esperienza o l’evento che ti ha dato più soddisfazioni e perché?

Amo il mio lavoro quotidiano, andare in laboratorio al mattino e perdermi nel lavoro al tornio o nella modellazione dei miei fiori, mi piace alla sera pensare ai passaggi da realizzare il giorno successivo e poi, a fine giornata, sapere di avere fatto tutto quello che mi ero programmata. Ho poi l’onore di poter partecipare a delle mostre di ceramica e non che mi fanno provare delle belle emozioni. L’ultima avventura è stata quella di entrare dentro un’opera d’arte di Felice Casorati in un’installazione per una mostra a Venezia. Se vi va potete leggere qui i dettagli.

Qual’è la cosa più strana,buffa,assurda che un cliente ti ha chiesto?

Non lo posso scrivere, siamo in fascia protetta! (n.d.r. WOW!!!!!)

Quali sono i progetti per il futuro?

Il mio progetto più grande è quello di far crescere il mio laboratorio come brand, per questo lavoro duramente sulla qualità delle mie ceramiche cercando di superare sempre qualche limite, di alzare sempre un pochino l’asticella. Il mio impegno è di aumentare la mia visibilità su Internet, perchè è lì che ho il mio pubblico principale.

Cosa speri arrivi ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?

Come artigiana spero di comunicare tutta la passione e l’impegno che impiego nel realizzare le ceramiche, perchè in questo lavoro se non c’è passione non si riesce ad andare avanti.

Ogni artigiano ha un tallone d’Achille, uno step difficile da superare, oppure vede dei difetti nel proprio lavoro che cerca continuamente di migliorare, tu ne hai uno? Quale?

L’ansia di non riuscire a rispettare i tempi di consegna, questo è uno dei miei incubi. Purtroppo nel processo di realizzazione da argilla a ceramica ci sono infinite cose che possono andare storte. Solo il controllo minuzioso di tutte le varie fasi mi da’ sicurezza. Per questo non si può lavorare con la fretta di finire per una consegna urgente perchè sicuramente qualcosa andrà storto.

Cosa hai imparato da questo tipo di lavoro?

La cosa fondamentale che ho imparato è di lavorare con costanza e con metodo. Il metodo mi dà sicurezza e mi avvicina al mio obbiettivo di migliorare sempre la qualità dei miei prodotti.

Hai visto che meraviglia? Ma non finisce qui, corri a vedere i contatti de L’Officina.  Sonia ha attivato questo codice sconto (valido fino al 31 dicembre) MAKEMESHINE10 sul suo shop da sogno, io ho messo tra i preferiti quasi tutti i suoi articoli, ed ecco arrivato anche il terzo regalo.

Riferimenti:
Sito : www.lofficinadellaceramica.it
Blog: https://www.lofficinadellaceramica.it/blog
Etsy: www.lofficina.etsy.com
Facebook: https://www.facebook.com/lofficinadellaceramica/
Instagram:@loffcina
Pinterest: https://www.pinterest.it/lofficina

Natale impegnativo? Coi gioielli giusti ce la puoi fare.

Si avvicinano le feste sei pronta? Non guardarmi così, il tempo vola, l’altro ieri ho aperto il sito e oggi eccoci qui!

Quindi non è prematuro parlare delle feste perchè poi gli ultimi giorni sarà troppo tardi.

Voglio aiutarti a risolvere il problema “che mi metto”? Continue reading “Natale impegnativo? Coi gioielli giusti ce la puoi fare.”

I miei gioielli silenziosi

Cara amica, ormai ti sei abituata ai miei gioielli colorati, allegri, un po’ chiassosi. Spesso controcorrente e innovativi.

Li ho sempre fatti e già ne sto preparando altri che arriveranno a brevissimo e saranno chiacchierini e chiacchierati (se vuoi essere aggiornata su questa novità iscriviti alla newsletter), ma ogni tanto, soprattutto quando arriva l’autunno arrivano i miei gioielli silenziosi. Semplici, lineari, con colori sobri, non chiassosi. Continue reading “I miei gioielli silenziosi”

La luce silenziosa dei gioielli

Il 3 novembre ho partecipato ad un vernissage, le opere esposte erano realizzate dagli studenti che avevano frequentato la I Master Class tenuta da Leonardi Emanuele (Artisticalmente ) e Carla Campea (Arte in Regola)

Ogni opera aveva un suo significato specifico e una sua poesia, insomma un racconto che docenti e allievi narravano ai presenti.

A volte le persone, quasi scusandosi, mi dicono che indossano un certo gioiello perché ha per loro un valore affettivo.

Trovo questa cosa immensamente tenera, e davanti a questo non c’è valutazione economica, estetica o artistica che regga.

Io stessa nel mio portagioie o delle collanine di perline colorate realizzate per me da mia nipote, e quando trovo il giusto abbinamento le indosso, anche se hanno uno stile infantile.

Diventa quindi vero che al di la del mero valore economico, ogni cosa ha il valore che noi gli attribuiamo, del resto i brillanti non sono che sassi luccicanti, giusto?!

Tornando al vernissage, l’artigiana e artista che ospitava l’evento era non solo una degli insegnanti del corso ma anche la padrona di casa.

In questa occasione è stato presentato anche il libro “Il Gioiello nel sistema Moda” di Bianca Cappello, Pierpaolo Piscopo ne ha tratto un interessante articolo sul valore della moda ai giorni nostri.

Indossiamo spesso capi che non solo non hanno un valore economico reale o di utilità (altrimenti non si spiegherebbero i maglioni a maniche corte!!!), ma nemmeno affettivo.

Per questo forse quello che mettiamo addosso alla fine significa poco, perché vale poco.

Penso ai gioielli di famiglia, tramandati o regalati da una nonna ai suoi discendenti, scegliendo con cura cosa donare a chi.

Penso ai grandi artisti della moda, del gioiello e delle arti applicate in generale che hanno lasciato dei segni profondi tanto da essere entrati quasi nella leggenda.

Penso alla rivoluzione degli abiti di Chanel, che voleva liberare il corpo delle donne, e l’ha fatto in maniera così profonda da essere giunta ai giorni nostri quasi intatta.

Penso alle artigiane che conosco, alcune davvero geniali, che mettono dentro ogni piccola creazione una scintilla che le terrà in vita per sempre, al di là delle variazioni del tempo e della moda.

Penso ai gioielli semplici, un po’ banali, regalati da una persona cara che ci ricordano un momento importante della nostra vita, e quindi pieni di un valore incommensurabile economicamente.

Penso ai miei gioielli, a quando li ho immaginati, cosa accadeva mentre li realizzavo, in che momento della mia vita ero, quanto tempo è trascorso dalla prima scintilla creativa al momento in cui sono diventati reali, completi, nelle mie mani.

Ogni volta che una persona prende un mio gioiello sento come questa carica emotiva, un misto di ricordi, emozioni, lavoro e speranze, passa dalle mie mani alle sue.

Vedo questa scintilla che accende qualcosa, che poi cresce fino ad arrivare agli occhi che splendono.

Molto simile a chi timidamente mi dice “per me questo ha un valore affettivo” o “è un ricordo”.

I miei gioielli diventeranno un ricordo per le persone che li ricevono, siano essi regali o acquisti, accompagneranno momenti quotidiani ma anche speciali della vita di quella persona.

Mi capita a volte di rivedere dopo anni, qualcuno che indossa un mio gioiello, e io lo osservo come una vecchia zia che non riconosce il nipotino cresciuto.

Per questo le mie creazioni non saranno una fredda replica all’infinito di un oggetto vuoto creato nella logica del commercio, programmato per rompersi in un dato momento prestabilito.

Avranno una luce, come in fondo ad una caverna; una voce che sussurrerà alla persona giusta e che sarà l’unica a riuscire ad ascoltarla e seguirla fino alla sua sorgente. Avranno qualcosa di me e molto di chi le indosserà.

Per questo io stessa, cerco sempre oggetti particolari, realizzati a mano, da qualcuno che poi continuo a seguire, per vedere come evolve il suo stile, seguire la narrazione che è iniziata con il mio acquisto.

In questo modo ogni cosa avrà un valore speciale, molto superiore a quello scritto sul cartellino del prezzo e racconterà probabilmente anche qualcosa di me, in quel momento della mia vita, così come accade alle mie clienti ma ti aiuterà a capire qualcosa di più di te.

Si avvicina il Natale, questa settimana inizia il periodo del Cyber Monday e Black Friday, noi piccoli artigiani ci troviamo a fare la lotta con i giganti.

Etsy non è più l’isola felice dell’handmade e ci sarà l’inseguimento al regalo che costa meno.

Etsy ci ha chiesto negli ultimi mesi di spalmare le spese di spedizione sul costo dei prodotti e di mettere SPEDIZIONE GRAUITA, o spedizione a prezzi più bassi di quelli effettivi, per competere con piattaforme come Amazon, ovviamente. I grandi già lo fanno, noi piccoli non possiamo e non abbiamo quella mentalità, eticamente non riusciamo a prendere in giro i nostri clienti, gli oggetti che vendiamo costano quello che vedete, i nostri prezzi non sono gonfiati, DEVONO avere il prezzo che hanno, ne più ne meno.

Io ho attivato da ieri degli sconti su alcuni prodotti, non su tutti, avevo già predisposto le spese di spedizione gratuite per ordini dai 100 Euro in su, questo è il massimo che posso fare, ma solo fino a fine novembre, poi come Cenerentola, torniamo tutti alla realtà.

Credimi non mi piace fare questi discorsi a te, vorrei lasciarti fuori dai problemi della vendita on line e lasciarti gustare solo la gioia del gioiello, ma voglio spiegarti quello che succede, perchè sennò ti sembrerei matta.

Sto valutando di cambiare alcune cose, tipo la piattaforma di vendita, quindi più che mai è importante questo spazio del mio sito, tutto dedicato a noi, senza interferenze esterne e soprattutto la newsletter che mi serve per tenerti aggiornata e al corrente di tutto, iscriviti qui se apprezzi di più la gioia del dono che la corsa all’acquisto e vuoi avere un canale dedicato per noi.

MAKE ME SHINE Tuttosicrea

Eccoci al Make me shine di novembre, per rallegrare questo mese che ci immerge nell’autunno pieno ho scelto una mia cara amica. Ci siamo conosciute nel team di Etsy ed è una di quelle persone che hanno un talento davvero multipotenziale, infatti quando l’ho conosciuta faceva tutt’altro rispetto a quello che vedrete oggi. Non mi dilungo perchè, tra le altre cose le piace raccontare e quindi lascio a lei la parola.

Continue reading “MAKE ME SHINE Tuttosicrea”

Silenzio, parlo io!

Inizia con novembre il mese che nella mia ruota dell’anno è contraddistinto dalla parola Silenzio.

Forse non ci crederai, ma apprezzo molto il silenzio. Quello della mattina, quando il sole sorge e la natura si risveglia. Quello delle aule dove gli studenti concentrati scrivono. Quello di un artista o un artigiano che lavora. Quello di una camera dove dorme un bambino. Continue reading “Silenzio, parlo io!”

Tintinnanti, scintillanti braccialetti!

Dopo una lunga pausa torno a parlarti di gioielli in maniera analitica. Nello specifico di bracciali. Io li trovo molto graziosi, ma non so perché li indosso poco, ne ho di vari tipi, fatti da me, ma anche ricevuti in regalo e acquistati, di forme, stili e colori diversi. Forse per il fatto che sto tutto il tempo alla scrivania e sbatto continuamente sui bordi o sulla tastiera, indossarli mi risulta scomodo, però li trovo bellissimi.

Sono allegri e democratici. Stanno bene a tutti e sono simpatici con il loro tintinnare. Gli unici che non mi piacciono sono quelli che hanno tutti, che vanno di moda e che ti raccontano la storiella che te li puoi personalizzare come vuoi con ciondolini e charms vari. Non è vero, alla fine si somigliano tutti.

Ma comunque non rispecchiano il mio gusto estetico quindi il problema non si pone.

Tornando ai bracciali tout court, come ho fatto per collane e orecchini, voglio dedicargli questo post per aiutarti a classificarli e a trovarli on line.

Infatti se sai come si chiamano e che differenza c’è tra un bracciale bangle e un bracciale cuff, potrai fare le tue ricerche in maniera più approfondita e specifica risparmiando tempo.

Andiamo quindi subito al sodo e vediamo i tipi di bracciale principale che esistono:

BANGLE: i bangle sono i braccialetti rigidi, sottili e tintinnati da indossare a grappoli. Oppure quelli singoli e cicciottosi che generalmente si indossano silgolarmente ma le tendenze stanno cambiando, Iris Apfel insegna (e arrivano a coprire l’intero avanbraccio)

Bracciali cuff

CUFF: Sono i bracciali aderenti. Che siano in pelle e avere delle chiusure per tenerli a pelle o in metallo e di solito sono a forma di C così dall’apertura si posso infilare e sfilare, generalmente si portano sull’avanbraccio o addirittura sul braccio, vicino la spalla.

GEMSTONE: in genere sono i bracciali che sono formati da gemme, pietre preziose o naturali.

BEADED: Bead come abbiamo detto altre volte sono le perle intese come perline o perlone di plastica, metallo, vetro, legno ecc… Possono avere un filo elastico senza chiusura o un filo (metallico, di tessuto, di fibra naturale o sintetica) con delle chiusure.

MULTISTRAND: braccialetto formato da tanti fili, in genere con perline o cristalli. Spesso sono a spirale in filo memory, un filo metallico che torna sempre alla sua forma a spirale.

TENNIS: Il nome di questo bracciale è abbastanza particolare, fino al 1987 questo modello di bracciale si chiamava eternity bracelet, ed era un simbolo d’amore eterno appunto. Questo primo nome era dovuto alla presenza di pietre preziose, spesso brillanti (ma più modestamente zirconi, scristalli o altre prietre) e perchè la chiusura, quando era chiuso “spariva” tra i brillanti creando un effeto di continuità infinito. Però nel 1987 la campionessa statunitense Chris Evert perse  il suo infinity durante un match degli US Open. In diretta tv, l’atleta interruppe la partita finchè non lo ritrovò.

WRISTWATCH: potremmo anche definirlo orologio gioiello o bracciale orologio. Di fatto è un bracciale con un orologio o un orologio con un bracciale gioiello al posto del normale cinturino.

CHARM: è il classico braccialetto a catena adornato però da uno o più – in genere più che meno – ciondolini.

Ora. I braccialetti sono, per mia esperienza, uno dei gioielli che più facilmente si rompono, questo perchè vengono indossati nella parte più mobile del corpo, le braccia e spesso proprio vicino alle mani.

Quando capita di rimanere incastrati con il bracciale a qualcosa, mentre ci muoviamo, la tecnica scelta dal 70% delle persone per liberarsi, è quella di tirare. E da qui la rottura.

Ergo! NON TIRARE!!!! Fermati, controlla e con attenzione districati.

Altra cosa che rende i bracciali delle trappole quasi mortali sono le chiusure. Esistono addirittura dei tutorial su come chiudere il braccialetto con l’attach e altri strumenti, ma esiste una chiusura che non vai mai, mai, mai messa su questo gioiello.E qui vi racconto una storia vera: mia cugina una volta ha ricevuto in regalo un bracciale con chiusura a vite. Ovviamente non poteva chiuderlo perchè per quel tipo di chiusura occorrono le dita di entrambe le mani. Quindi è venuta da me per farsi cambiare la chiusura e abbiamo messo un più civile moschettone che riusciva a chiudere con una mano.

Spero davvero che questo post ti sia stato utile, se vuoi puoi visitare anche la mia bacheca Pinterst sui bracciali che periodicamente aggiorno oppure salvarti questo post.

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9 pezzi base da avere nel porta gioie e da usare con saggezza.

Si parla molto di “capsule wardrobe” cioè guardaroba capsula, che consiste nell’avere pochi pezzi intramontabili nell’armadio da combinare in vari modi per poter avere outfit sempre diversi.

L’idea è molto bella, le regole variano a seconda del post che leggi, ad esempio il numero di pezzi da avere, c’è chi dice 37, chi 50 chi spara altre cirfre. Chi include gli accessori come scarpe e borse, chi non le conta. L’intimo in genere non viene considerato e così i gioielli e la bigiotteria.

Rifacendomi a questo concetto e alle tendenze di stagione di cui ti ho parlato in questo post, vorrei cercare di capire insieme come usare il nostro scrigno dei tesori senza dover ricomprare tutto nuovo.

Insomma trovare il nostro “capsule wardrobe” dei bijoux! Continue reading “9 pezzi base da avere nel porta gioie e da usare con saggezza.”