Trame e finiture del vetro Tiffany

Negli scorsi post abbiamo visto come si fa il vetro e come si colora, ma una cosa che influenza molto il suo aspetto e l’uso sono le trame e le finiture del vetro Tiffany.

Intanto chiarisco che il vetro artistico viene chiamato Tiffany prevalentemente in Italia mentre nei paesi anglosassoni è chiamato “stained glass” cioè vetro stagnato.

Questo perchè la tecnica è stata sviluppata da L. Comfort Tiffany, ma i vetri decorati esistevano da secoli (basti guardare le più belle cattedrali gotiche europee). Per gli anglosassoni parlare di Tiffany significa prevalentemente parlare di gioielleria, per questo è utile fare questo chiarimento.

Noi quindi lo chiameremo indifferentemente vetro Tiffany o vetro cattedrale per intendere il vetro a lastre usato come decorazione.

Detto questo, a L. C. Tiffany va il merito di aver fatto moltissima ricerca per creare nuovi tipi di vetri, viaggiò e sperimentò moltissimo, creò dei laboratori e si circondò di esperti vetrai con cui recuperò vecchie tecniche decorative del vetro, risalenti ai romani e anche precedenti, mentre altre le inventò di sana pianta.

In questo post cercherò di dare una descrizione di massima delle trame e finiture più frequenti, ma tieni conto che in genere esistono delle sotto categorie per ognuna, spesso sviluppate dai singoli laboratori.

In ogni caso proviamo a partire dall’inizio. 

Piccola annotazione, da qui in poi troverai molti link che ti permetteranno di vedere i vetri di cui stiamo parlando.

VETRO CATTEDRALE

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Come si fa per colorare il vetro

Come si fa per colorare il vetro? La scorsa settimana abbiamo parlato di come si fa il vetro, ma non ho approfondito la questione colori, anche se ho mostrato su Instagram alcuni dei miei vetri colorati.

Nel post non ho approfondito come si colora il vetro per due motivi, il primo è che il post era già abbastanza lungo, e capire, almeno in parte tutti quei concetti mi ha richiesto un po’ di approfondimento.

L’uso dei colori nel vetro cattedrale o Tiffany, sono un ulteriore step nel mondo della chimica. Infatti, se anche nei video sul vetro si vede l’addetto che aggiunge una polverina verde, o viola, o rossa al fuso, ciò non significa che basti trovare un colorante qualsiasi.

Difatti, quelle polverine sono dei sali, sali metallici, ossia ossidi e/o solfati. Cosa cambia?

Facciamo un passettino indietro. La tecnica di colorazione con sali metallici è quella usata nell’antichità. In tempi moderni sono stati creati sali più stabili con processi di sintesi (cioè in laboratori di chimica) però le materie prime sono sempre quelle.

Invece in tempi moderni sono stati sviluppati anche altri metodi per colorare il vetro, che però mostrano degli inconvenienti.

Intanto chiariamo che non esiste un solo modo per colorare il vetro, in primis esiste la colorazione a caldo e a freddo.

La colorazione a caldo in fusione con:
  1. ossidi metallici (gli ossidi sono dei sali, ne ho accennato nel post precedente) aggiunti alla massa vitrea, per conferire un colore omogeneo; detta anche Colori in fuoco soprattutto dai maestri vetrai di Murano ;
  2. sostanze in stato colloidale, come d’esempio l’oro colloidale per ottenere il vetro rosso-rubino e, Infine,
  3. particelle di materiali coloranti dispersi nella massa vitrea, come nell’avventurina.
La colorazione a caldo senza fusione

Questa tecnica prevede l’inclusione di sostanze chimiche tra due lastre di vetro incolore incandescenti. Queste sostanze a contatto con l’alta temperatura generano colori ed effetti particolari ed unici. Questo procedimento venne ideato da Ercole Barovier verso il 1930.

La colorazione a freddo

Per questo tipo di colorazione si usano dei colori che vengono applicati sul vetro senza cottura. Si usano colori a lacca o ad olio, in epoca moderna si è iniziato ad usare anche vernici sintetiche (in genere a base polimerica).

Questo tipo di pittura di fatto non resiste a lungo (è come i colori a vetro che si trovano nei negozi per artisti), un escamotage può essere dipingere il vetro internamente, in questo modo la pittura non è intaccata dagli agenti esterni perchè il vetro la protegge.

Questo tipo di colori venivano usati per decorare oggetti vari, spesso dai vetrai che non avevano una fornace a disposizione.

Colorazione a freddo con ricottura

Esiste poi una tecnica che prevede la colorazione della superficie del vetro con dei pigmenti colorati (creando anche disegni) senza che il colore entri nella pasta vitrea, poi però necessita una ricottura per il fissaggio dei pigmenti. A questa tecnica spesso seguiva l’incisione del vetro per mostrare la sottigliezza dello strato di colore.

Oggigiorno esistono varie aziende che realizzano colori economici simili a quelli per ceramica per dipingere il vetro. Si possono fissare con cotture a temperature “domestiche” (160°C circa) e rendono la colorazione permanente e resistente.

LASTRE DI VETRO COLORATE

Come abbiamo visto sopra per colorare le grandi lastre di vetro si aggiungono sali di metalli (in forma ionica o colloidale) al fuso del vetro. La differenza è nella struttura chimica dei due sali, io me li sono dovuti far spiegare dalla mia amica Isabella e, anche se più o meno ho capito, non mi metto qui a farti la lezione di chimica.

Ti basti sapere che alcuni metalli, possono produrre diversi tipi di sali (semplificando molto, li chiameremo  solo ossidi e solfati), che generano colori diversi.

Te lo dico perchè quando ti elencherò i colori e i metalli che si usano per crearli vedrai che con uno stesso metallo possono essere creati coloranti molto diversi.

Dopo questa lunga, ma necessaria, premessa andiamo alla parte divertente.

I COLORI

BLU . Il blu è abbastanza facile e se hai visto “La ragazza con l’orecchino di perla“, sai che uno dei coloranti più preziosi e belli è il cobalto. Nel vetro non viene usato puro ma sotto forma di sale.

Può dare diversi tipi di sali, che generano diverse sfumature con Ossidi di cobalto ad esempio si ottiene un blu violetto. Un’altra sfumatura di blu tendente al verde si può ottenere invece con un sale di ferro, ma anche il rame può fare sfumature bluastre.

ROSSO. Questo colore si può ottenere usando diversi metalli, ad esempio mischiando zolfo, cadmio e selenio. Oppure con Cloruro di oro (III) AuCl3 o composti contenenti rame si ottengono delle tonalità di rosso rubino molto intense. Ovviamente l’intensità è data anche dalla quantità di oro che si usa, ma questo spiega come mai sia così costoso.

IL ROSA. Il rosa si può ottenere sia attraverso l’uso dell’oro per tonalità più intense, sia con l’ossido di Erbio Er2O per varianti più delicate. 

IL GIALLO. Sotto forma di ossido di ferro, questo metallo si usa per dare una colorazione giallo marroncino al vetro, mischiato con lo zolfo si ottiene una sfumatura giallo-ambra. Anche una miscela di Zolfo e Cadmio Solfuro di cadmio CdS oppure l’argento danno delle tonalità di giallo. Persino il piomo può essere usato per sfumature di giallo. Oltre ad ottenere sfumature diverse, è evidente come alcuni possano essere più convenienti di altri. 

IL VERDE. Può avere varie sfumature, con l’ossido di rame si può ottenere un color acquamarina oppure un verde. Ma ricordiamoci che con il ferro si possono ottenere delle sfumature di blu verde. Con l’Ossido di cromo (III) Cr2O3 si ottiene il verde smeraldo. Invece con Ossido di uranio (IV) UOun verde fosforescente, ovviamente appena si sono scoperti i danni che provoca questa sostanza si è sospeso l’uso di questo vetro. 

IL VIOLA. Per ottenere il viola si possono usare vari sali metallici, il Biossido di manganese MnO2 per avere una sfumatura viola porpora, mentre con un mix di cobalto-manganese si ottengono diverse sfumature di un color ametista. L’ossido di nichel NiO da il violetto. 

IL NERO. Per ottenere il nero si usa la stessa abbinata che si usa per il viola, il cobalto-manganese, ovviamente modificate le formulazioni e i dosaggi sono diversi, ma è interessante perchè io ho un vetro viola che in fotografia viene nero per quanto è scuro!

BIANCO. Se poi vuoi colorare il vetro di bianco  puoi farlo mediante composti contenenti stagno.

Oltre alle colorazioni esistono dei particolari effetti come l’iridescenza, l’opacità ecc… ottenuti sempre mediante processi chimici scoperti e sperimentati nel tempo. Ma di questi ne possiamo parlare successivamente perchè è un argomento ancora più vasto di quello sui colori.

Io spero che questo post ti abbia aiutato a capire ed apprezzare ancora di più questo materiale bellissimo, che da millenni ci accompagna. 

Ora sai come si fa a colorare il vetro e, se ti è venuta voglia di avere il tuo pezzettino di vetro colorato, puoi andare nel mio shop e scegliere quello che preferisci da indossare. 

Ed ora il video!!!

Fonti:
www.muranoglass-shop.it/blog/i-processi-di-colorazione-del-vetro-fusione-e-colorazione-a-freddo.html
www.glassway.vda.it/vetro/index.cfm?glass=1,12,0,0
www.chimicamo.org/tutto-chimica/vetri-colorati.html/2
www.wikipedia.org

Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.

Oggi voglio iniziare a parlarti del vetro, la materia prima di cui sono fatti i miei gioielli. Il vetro che uso per fare i miei gioielli però di per se non è una materia prima (come ad esempio il legno o il marmo) ma è un composto, formato da altre sostanze.

Il vetro è conosciuto fin dall’antichità, lo conoscevano i Fenici, gli Egizi ed i Romani, e a parte alcuni ritocchi la formula di base è rimasta immutata. Non immaginatevi vetri grossolani o rozzi, già a quei tempi realizzavano oggetti finemente lavorati.

Parlare del vetro richiederebbe mesi, perchè è usato in talmente tanti modi che l’argomento è vastissimo, e passa dall’arte, all’industria, all’ottica, alla medicina, al settore alimentare e molto altro.

Io stessa ne so davvero poco, e scoprire le basi di questo materiale non è semplice perchè se fai una ricerca nel web esce fuori davvero di tutto, da chi ci fa le bottiglie a chi lo usa nell’edilizia.

Quindi oggi, proviamo a parlare del vetro che si usa per fare il Tiffany (e se vuoi sapere perchè si chiama così vai qui)

Prima le basi. Di cosa è fatto il vetro? Continue reading “Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.”

Gioielli per chi è allergico ai gioielli

Si, oggi parliamo di nuovo di allergia ai gioielli, ne avevo parlato già in questo post dove ti davo 7 suggerimenti su trucchi per poterli indossare comunque. Il punto è che chi è allergico ai gioielli pensa principalmente ai metalli e alle leghe che contengono le sostanze allergizzanti.

Ma se chi è allergico ai metalli non indossasse gioielli di metallo?

Ecco, io mi escludo automaticamente, perchè nei miei bijoux c’è lo stagno. In realtà raramente è  il diretto responsabile della reazione allergica, ma è legato con altri metalli che invece possono dare fastidio ad alcune persone.

Nonostante questo mi è capitato di recente, parlando con una amica di trovarmi di nuovo davanti una persona che deve rinunciare ad indossare tanti tipi di gioielli a causa dell’allergia.

La cosa mi spiace sempre molto, quindi ho cercato per tutte le persone allergiche ai gioielli delle alternative. Dei gioielli per le persone “che pensano di essere allergiche” ai gioielli. Continue reading “Gioielli per chi è allergico ai gioielli”

Quanti tipi di anelli esistono? Parte 2

La scorsa settimana abbiamo approfondito gli anelli dedicati all’amore, ma quanti tipi di anelli esistono? Oggi oltre agli anelli ampliamo un po’ il discorso, perchè alcuni non sono definiti in base all’uso, ma allo stile e alla lavorazione tecnica. Se ti eri chiesta cosa vuol dire Pavè o Halo, quando indossare quell’anello così appariscente e dove, oggi lo imparerai, insieme ad altre curiosità sugli anelli.

Cercando di riprendere il filo dal post precedente iniziamo con anelli preziosi muniti di gemme. Continue reading “Quanti tipi di anelli esistono? Parte 2”

Gioielli in estate? 10 dritte per accessoriarti con il caldo

Quest’anno il caldo ci ha assalite alle spalle con un colpo fortissimo, lasciandoci sudare e stremate a boccheggiare sulle scrivanie, ed essere carine e ordinate sta diventanto una fatica di Sisifo.

Anche indossare gioielli è difficile, si attaccano, ci strangolano, ci danno caldo loro stessi, ma con i vestitini leggeri e semplici che mettiamo per stare fresce senza un accessorio sembra che siamo uscite in camicia da notte (Cit. Luca alla nostra amica Marina, alcune sere fa, quando l’ha vista con un abitino di cotone bianco, per altro carinissimo) come fare? Continue reading “Gioielli in estate? 10 dritte per accessoriarti con il caldo”

Gioielli tradizionali – Le spille sarde

Dopo una lunga pausa eccoci alla terza puntata dei gioielli tradizionali, e alla Sardegna, oggi cercherò di fare un’escursus sulle spille.

La dicitura è molto generica perchè anche di queste ne esistono tantissime e hanno delle caratteristiche specifiche sia stilisticamente sia per l’uso che se ne faceva e se ne fa ancora. Se immagini le spille da mettere sul risvolto della giacca, diciamo che hai una visione un po’ limitata.

Cagliari -Costume tradizionale Foto per gentile concessione di Gianni Careddu

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Di che materiale sono i tuoi gioielli?

Come fai a sapere se i tuoi gioielli sono preziosi o meno, come tenerli bene e pulirli se non sai di cosa sono fatti? Sapere se puoi indossarli in determinate situazioni senza rovinarli?

Devi sapere di cosa sono fatti!

Io non sono una super esperta, ma ci vengono incontro i marchi che indicano di che materiale sono fatti. Purtroppo sono usati solo in oreficeria e, diciamolo, non è che li conosciamo tutti. Tra l’altro molti paesi usano marchiature diverse e i gioielli antichi o etnici non sempre sono marchiati. Per fortuna ci aiuta il web, anche se, a volte, le pagine tra cui navigare sono davvero tante. Continue reading “Di che materiale sono i tuoi gioielli?”

GIOIELLI TRADIZIONALI – Gli anelli sardi

Torna la rubrica dei gioielli tradizionali anche questo mese. Ti sto facendo girare la Sardegna, per scoprire la sua ricca cultura del gioiello. Lo scorso mese ti ho parlato del Bottone sardo, oggi parliamo degli anelli.

Dico anelli perchè, oltre agli anelli normali, nella tradizione sarda ci sono degli anelli speciali legati a momenti specifici della vita dell’individuo alcuni distinti per genere, riservati solo alla donna o all’uomo alcuni venivano regalati, non potevi comprarteli da sola e in molti casi ho trovato intrecci con altre tradizioni, non solo italiane. Continue reading “GIOIELLI TRADIZIONALI – Gli anelli sardi”

I tuoi gioielli sono splendenti come in gioielleria?

Ah che belle le vetrine dei gioiellieri, così lucide, splendenti e scintillanti, ti fermi anche se in realtà non comprerai nulla. Ma quelli che hai in casa sono così?

Io adoro le pietre, quelle grosse, sfaccettate, che rilettono la luce in mille sfumaure, ma certo anche i metalli scintillanti contribuiscono ad abbagliare. Poi torni a casa e il tuo portagioie è opaco, disordinato, ingrabugliato!

Ti capita mai? Se la risposta è si non ti scoraggiare basta un po’ di buona volontà e qualche trucchetto.

In realtà pulire i gioielli non è così difficile, ci sono metodi fai da te che letteralmente fanno da soli, nel senso che alcuni non richiedono nemmeno che tu strofini. Continue reading “I tuoi gioielli sono splendenti come in gioielleria?”