La fibula e l’origine della spilla

Come sai da qualche tempo mi sono appassionata di spille, ne ho realizzate di colorate con il mio vetro, ne ho parlato su alcuni post e mi sono incuriosita sulla loro origine: come è nata la spilla?

Prima del velcro, della chiusura lampo, degli automatici e dei bottoni c’era lei la spilla. Ma prima ancora?

Questa domanda mi è venuta spontanea davanti ad una vetrina di un museo in Umbria (ma ce ne sono in tutto il mondo) piena di FIBULE!

Cosa erano le fibule, perchè le troviamo in tutti gli scavi, perchè a volte sono tanto diverse eppure sono così simili a degli oggetti che noi ancora usiamo come le spille e le fibbie?

Come sempre mi capita quando affronto un argomento nuovo, penso di cavarmela con poche righe e poi scopro che c’è un mondo sconosciuto.

Sulla fibula ad esempio ho trovato tantissime foto, materiali, e informazioni. Il post che segue è un escursus su tutto quello che ho trovato, ricchissimo di link e immagini ( e molti link ad immagini di musei e di collezioni di fibule).

Questo è il secondo di una serie di post che vuole approfondire vari aspetti di questi accessori così utili per noi. Non solo, questi ci accompagnano da oltre 4000 anni ed sono rimasti pressapoco invariati nelle loro parti fondamentali perchè svolgono la loro funzione perfettamente.

Una raccomandazione prima di iniziare, ho cercato di strutturare il post per renderlo il più chiaro e semplice possibile da fruire, ho inserito paragrafi e grassetti per rendere chiaro l’argomento ed anche per evidenziare link utili.

Soprattutto in questo caso cliccare sui link è funzionale alla comprensione, vista la grande quantità di modelli di fibula.

Non potendo mettere tutte le immagini per ogni modello, su alcune ho inserito i link che ti permetteranno di capire subito come erano fatte. Io stessa senza immagini ho avuto difficoltà ad immaginarle solo con la descrizione (che comunque ho inserito) perchè se ci pensi sono dei meccanismi complessi.

Quindi usa tutti i link che ti ho messo, ti aiuteranno a scoprire quanto è interessante e antico questo accessorio.

Altri link rimandano a gallerie di foto relative all’argomento, e ad approfondimenti di termini tecnici o riferimenti storici, artistici.

Origine della fibula e della spilla.

Photo by BruceBlaus su commons.wikimedia.org

Perchè si chiamano fibula e spilla.

Il nome fibula deriva dall’osso della gamba detto perone o fibula. Questo perchè i primi accessori usati per tenere insieme lembi di tessuto e pelli animali erano spine (spille?!) e schegge di selce o osso acuminate.

A proposito di ossa,  specialmente quelle di animali di piccola taglia, anche per forma, si prestavano a questo utilizzo. Per questo motivo gli archeologi hanno denominato questi accessori così, oltre che per la loro forma (vedi immagine accanto) molto simile alla struttura ossea della gamba.

Quindi anche se lo spillone si sviluppa alcuni secoli prima della fibula e hanno denominazioni diverse anche se simili, hanno molte cose in comune.

La principale è certamente quella della funzione fondamentale che aveva. A seconda dello svilupparsi della società in diverse aree geografiche vedremo come alcune culture preferirono l’una o l’altra.

 

 

Come è fatta una fibula.

Per poter proseguire nella lettura e nella comprensione di quanto segue questa parte è fondamentale. Infatti spiega brevemente le componenti principali e da le basi per capire di cosa si parla.

Per arrivare subito al punto e chiarire come erano fatte le prime “protofibule” il paragone più calzante è la spilla da balia o spilla di sicurezza.

In pratica si prende un lungo spillone, una estremità viene assottigliata fino ad ottenere una punta. L’altra viene ridotta ad una lamina e piegata per ottenere una sorta di “fodero”. Nel mezzo si crea una molla avvolgendo più volte il filo metallico in spire.

Nel tempo ci sono state tantissime variazioni nella forma e in alcuni componenti, ma le parti che la compongono sono rimaste pressapoco le stesse.

Fibula romana (mantello) scavata nel sito del castellum Albaniana romano ad Alphen aan den Rijn, Paesi Bassi
Nello schema più semplice le componenti essenziali di una fibula sono:
  • Ardiglione o ago (la parte appuntita)
  • Molla (che può essere di vari tipi)
  • Arco la parte superiore tra la staffa e la molla. Sarà la parte che cambierà di più nel tempo e darà vita ai vari tipi di fibula.
  • Staffa, che serve ad alloggiare e fermare l’estremità appuntita dell’ardiglione.

Nella foto accanto ad esempio vediamo IN ALTO una fibula ad arco di violino (su questo ci torniamo dopo), dove le due linee sono parallele, mentre IN BASSO è ad arco, con la parte superiore chiaramente arcuata o spezzata.

Ho voluto precisare subito queste due differenze perchè vengono nominate spesso e differenziano molto i tipi di fibule trovate in zone diverse.

Evoluzione della Fibula e della Spilla

La diffusione delle fibule

Tutte le fonti concordano sul fatto che le prime fibule rinvenute risalgono all’età del bronzo ( per ripassare le età dei metalli vai a questa mappa) e che l’area del Mediterraneo e della sua zona orientale furono i territori di maggior diffusione.

Cercherò di schematizzare le varie differenze, i cambiamenti dovuti sia alle mode delle varie popolazioni che dell’evoluzione sociale. Nonostante questo ci saranno varie sovrapposizioni di stili e modelli, tra culture ed aree geografiche diverse.

La fibula Prenestina
Fibula Prenestina: fibula a drago con iscrizione sinistrorsa incisa che dichiara l’oggetto di essere stato fatto (o meglio fatto fare) da Manio per Numerio.

Inizio subito con un po’ di campanilismo citando la fibula prenestina, rinvenuta nel 1871 a Palestrina (l’antica Praeneste) e conservata al Museo Pigorini di Roma forse la più famosa fibula dell’Italia antica. La caratteristica principale di questa fibula è l’iscrizione in latino riportata su di essa, ritenuta il più antico documento scritto in latino. Di recente è stata anche appurata l’autenticità dell’epigrafe.

 

Fibula Praenestina.svg

L’iscrizione si legge:
MANIOS MED FHE FHAKED NVMASIOI

E viene fatta corrispondere, in latino classico, a MANIVS ME FECIT NVMERIO, ossia « Manio mi ha fatto per Numerio».

Protofibula
Perni in bronzo, utilizzati per fissare gli indumenti. Età del bronzo. Il Museo della Città di Praga. Fonte Wikimedia

Prima di inoltrarci nella fibula vera e propria parliamo della protofibula.

Spilla da mantello, 2200 a.C. foto di David Van Vleck, Jr.; il perno corrisponde allo stesso a pagina 16 (e 17) nel libro Ancient and Romano-British Brooches di Richard Hattatt

Ago e fibre vegetali. Dalle descrizioni che ne da Treccani, l’antenata della fibula era simile ad un ago (una spilla forata) all’interno del quale venivano fatte passare fibre intrecciate.

Queste garantivano maggiore aderenza rispetto all’uso della semplice spilla ed era usata soprattutto in Egitto, in Palestina, in Siria, a Cipro, a Troia, nei paesi danubiani, nell’Italia settentrionale, in Germania.

Ago e filo metallico. Successivamente le fibre iniziarono ad essere sostituite da fili metallici, ma erano ancora separati dal corpo principale. Questa era la PROTOFIBULA (di cui purtroppo non ho trovato immagini).

Il processo di trasformazione è stato molto lento e non è avvenuto ovunque in maniera omogenea. Dai reperti pare sia avvenuto solo in Europa, soprattutto nei paesi d’oltralpe durante l’età del bronzo (l’età del bronzo va dal 2.300 al 1.200 a.C.).

In Germania e in Scandinavia, la protofibula ha vari sviluppi durante tutta l’età del bronzo, quando altrove è già in uso la fibula.

  • La versione con filo intrecciato evolve in una versione con doppia spirale all’estremità dell’elemento filiforme.
  • Un’altra versione ha l’estremità allargata a nastro o a losanga e il capo della spilla viene trasformato in T o in doppia croce.
  • Un’altra variante è quella in cui le due spirali sono sostituite da grandi dischi convessi decorati a rilievo.

Invece nel bacino del mediterraneo vediamo che, anche con diverse differenze, si diffusero proprio nell’età del bronzo le fibule vere e proprie, cioè composte da un unico pezzo.

Queste ricostruzioni temporali non sono comunque precise e sicure, perchè non c’è la certezza che la protofibula sia effettivamente arrivata prima della fibula. In Italia ne sono stati trovati pochi esemplari, con delle varianti sia semplici che più elaborati.

La fibula e l’abbigliamento

Come ho detto sopra, la fibula si è adattata, evoluta o estinta a seconda degli usi e soprattutto dei costumi delle varie popolazioni.

Infatti era legata all’uso che se ne doveva fare ed è cambiata per adattarsi all’abbigliamento dei diversi popoli, che variava da zona a zona.

Mentre le popolazioni protostoriche delle zone settentrionali del Mediterraneo, dei paesi dell’Asia Anteriore gravitanti verso il Mediterraneo e dell’Europa continentale la trovarono presto indispensabile non fu così per altri.

Le grandi civiltà del vicino Oriente, ad esempio non trovarono il nuovo strumento adatto ai loro costumi e non l’adottarono.

Una illustrazione del diciannovesimo secolo mostra alcuni tipici abiti delle donne dell’antica Grecia: il peplo e l’himation.

Non solo, anche il periodo storico ha influenzato la diffusione della fibula.

Per esempio in Grecia ed in Italia era molto diffusa nel periodo arcaico, ma dal periodo classico è divenuta un accessorio meno utilizzato.

Questo è giustificato anche dai tipi di vestiario che nel tempo si sono evoluti, e che esigevano o escludevano l’uso di alcuni accessori. Ad esempio i chitoni o tuniche, lo himàtion, la toga eccc…

Rimangono nel mondo imperiale romano come gioielli cerimoniali, insegne di onorificenze, di grado ecc….

Mentre come oggetto di uso comune continuano ad essere usate dalle genti europee (almeno per un periodo) appartenenti a quelle culture che chiamiamo “del Ferro” o dell’Età del Ferro.

Infatti è considerata oggetto “barbarico” e ritorna, come vedremo dopo, in uso nell’età delle invasioni germaniche e nel Medioevo.

Sviluppo formale della fibula

Ho parlato prima di evoluzione, perchè in effetti le mode e le culture hanno in molti caso adattato la fibula alle loro necessità funzionali, formali, ma anche ai gusti estetici.

Anche se le componenti essenziali della fibula rimangono le stesse (quelle che ti ho elencato all’inizio, ardiglione, molla arco e staffa), queste nei secoli cambiano. Ci sono modifiche, variazioni, miglioramenti tecnici, estetici e funzionali.

A questo proposito alla fine dell’articolo puoi trovare dei link a delle gallerie di immagini per vedere la grande varietà di modelli.

Ad esempio diventa difficile riconoscere che una fibula del principio dell’Età del Ferro sia parente di una di età longobarda.

Fibula etrusca del VII secolo a.C. Metropolitan Museum

La prima infatti è di bronzo ad arco filiforme, serpeggiante, con un aspetto slanciato ed elastico, la seconda ha una borchia circolare in oro, lavorato in filigrana e decorata con gemme e vetri policromi.

Del resto alcune fibule molto antiche hanno una lavorazione talmente raffinata che si fatica a credere che siano oggetti che hanno migliaia di anni.

Queste variazioni non hanno sempre un andamento lineare, e delle cause precise. Possono essere influenzate da esigenze funzionali o estetiche, o entrambe. Da incontri con altre culture, stili ed estetiche, ma anche da sperimentazioni di singoli artigiani e da innovazioni tecnologiche.

 

Fibule lombarde del XVI secolo.

Tra queste se ne riconoscono alcune proprie di determinate regioni o civiltà; per esempio fibule italiche a disco, fibule greche arcaiche a placchetta verticale; fibule anatoliche a manicotti, fibule di La Tène a balestra, ecc..

I vari tipi di fibule nel tempo

Ora faremo un escursus sulle varie fibule sviluppatesi nelle varie zone del mediterraneo e nei periodi storici.

Infatti oltre alla fibula di cui abbiamo parlato fin qui, dalla forma generalmente allungata, in Grecia e ad Roma, nacquero varianti più decorative. In queste l’arco scompare ed è sostituito da elementi piatti, soprattutto circolari e decorati con gemme.

Fibula ad arco di violino

Fibule dell’età del bronzo (Ciclo dell’arco di violino). –

Vari tipi di arco di violino

Come abbiamo visto sopra parlando della protofibula fino al II millennio a.c. i popoli del mediterraneo non usavano la fibula.

Da questo momento però iniziò a svilupparsi in vari esemplari e zone. Le fibule dell’età del bronzo ricordano più o meno tutte la loro origine, infatti hanno un profilo parallelo che ricorda l’arco di violino (vedi immagine a lato, da qui il nome).

I paleoetnografi identificano il centro da cui parte la diffusione di questo tipo di fibula nell’Italia settentrionale o nei Balcani.

Mentre di recente si è ipotizzato che sia nata in ambiente miceneo.

Queste ipotesi nascono dai ritrovamenti in Italia, ma anche nella valle del Danubio, in Bosnia, in Grecia (ultimi strati micenei), a Creta, a Cipro.

Nella civiltà del bronzo italiana si vede poi che l’evoluzione della fibula si sviluppò in due diversi sensi.

La necessità di avere maggiore solidità ed elasticità crearono delle varianti.

In una l’arco si alza, trasformandosi da arco di violino in arco semplice sempre a forma di filo attorcigliato o graffito .

Da un altro lato si moltiplicano le spirali, spezzando la linea diritta dell’arco di violino; e s’ingrandisce il dischetto della staffa.

Le foto qui sotto, fatte da me al Museo Pigorini di Roma (EUR) ne mostrano giusto due. Da queste varianti iniziali si svilupperanno quelli che saranno chiamati ad arco semplice e ad arco spezzato.

 

Come detto sopra sia la protofibula che la fibula subiscono numerose variazioni stilistiche e tecnologiche: la fibula ad arco di violino ad esempio inizia ad avere il dischetto spiraliforme alla staffa più ingrossato mentre l’arco si intreccia orizzontalmente in successive spirali. Vedi foto del Metropolitan Museum.

Può darsi che le varianti della protofibula abbiano influenzato anche quelle della fibula, perchè si riscontrano alcuni elementi simili tra le due.

Ad esempio la fibula a spirali o a occhiali, tipica del primo periodo dell’età del ferro ungherese, formata da un arco filiforme, con due (o a volte 4) grandi spirali piatte, da cui sporgono l’ardiglione, l’uncino e la staffa.

Arco, o Bogen, Fibula, con arco attorcigliato. X-IX sec. BCE. “Doppia spirale”, o Brillen, Fibula, in ferro. Tipo St. Lucia. Thraco-Cimmerian. IX-VIII sec. BCE. Doppia “doppia spirale”, o Vierpass, perone. Greco. VIII sec. BCE.
Fibula con arco semplice e con arco spezzato (età del ferro e classiche)

Tutte le forme di fibule che appaiono nell’età del ferro (X-VI sec.) in Italia si sviluppano dai due tipi con arco semplice e con arco spezzato.

Fibula ad arco semplice. Questo tipo di fibula è predominante nel settentrione e da origine alle seguenti varianti:

  • ad arco ingrossato, sia liscio che graffito
  • a sanguisuga. Cioè un grosso arco graffito, nodoso e rivestito con dischi di metallo e d’ambra.
  • a navicella. Formata da un grosso arco liscio o graffito ma vuoto verso l’interno e aperto verso l’ardiglione (simile ad una conchiglia). A volte sono decorate con parti del corpo (testa o busto) di animali o di ochine.
  • ad arco piatto (foliate). In alcuni inizia conil corpo di un animale (canel, leone ecc…) nei tipi nordici si trovano anche dei pendagli a catenelle e spirali.

La fibula ad arco spezzato. Anche questo tipo di fibula da origine a diverse varianti a seconda delle caratteristiche e delle modifiche che subiscono le parti che lo compongono.

  • a disco. Quando hanno un dischetto alla staffa, con il corpo di varie forme e appunto un grande disco al piede. Sono più frequenti nel primo periodo dell’età del ferro e si trovano quasi esclusivamente nell’Italia centro meridionale. Però durante il periodo orientalizzante (sec. VII) riappaiono in oro e riccamente decorate.
  • ad arco serpeggiante. Detta anche a drago, deriva dalla fibula ad arco spezzato. Varia nei particolari e spesso ha dei rigonfiamenti simmetrici, punte, cornette, sporgenze. La staffa è prevalentemente lunga e protettiva, a forma di cassetta. Sono stati trovati bellissimi esemplari in oro di questo tipo di fibule soprattutto nelle tombe orientalizzanti dell’Etruria e del Lazio.

Una cosa particolare è che mentre le fibule a drago con lunga staffa sembrino destinate ai corredi maschili, quelle a sanguisuga e a navicella sono state ritrovate prevalentemente in tombe femminili.

Ci sono poi alcune eccezioni isolate nell’età del ferro italina. Ad esempio per il capo dell’ardiglione a forma di spilla, o per il fatto che i due elementi siano staccati, come accade nelle protofibule di cui abbiamo visto sopra.

Talvolta capita di ritrovare anche fibule a doppia e quadrupla spirale, normalmente tipiche dello stile danubiano. Daltronde sono state ritrovate molti tipi di fibule italiche nella prima età del ferro germanica (Hallstatt).

Fibula greca a larga staffa
Le grandi dimensioni e gli intarsi in lamina d’oro che decorano la superficie superiore dell’arco rendono questa fibula particolarmente degna di nota. Il grande piatto di raccolta è inciso su entrambi i lati con un delicato disegno lineare di tre pesci all’interno di un bordo. Come tutte le fibule, fungeva da chiusura per abiti, solitamente indossata in coppia su ciascuna spalla. Grecia 750-700 a.C. (tardo geometrico) bronzo intarsiato con oro (metallo) Walter Arts Museum

La fibula greca a larga staffa deriva dalla fibula ad arco semplice frequente nella zona egea presente nel periodo submiceneo. Nella parte dell’arco spesso presenta grossi rigonfiamenti simmetrici, al piede ha una laminetta quadrata o quadrangolare posta verticalmente. La parte inferiore di questa laminetta forma la staffa in cui si inserisce l’ardiglione (la punta).

Fibula d’oro periodo Geometrico. Treasure Gallery, Altes Museum, Berlino, Germania. Raccolta completa di foto indicizzate su WorldHistoryPics.com

Talvolta la laminetta è decorata a graffito, nello stile detto Dipylon (tipoco decoro dei vasi  greci di quel periodo) caratterizzato da figure stilizzate e geometriche.

In Grecia ed in oriente si trovano altri tipi di fibule:

  • In Beozia una zona della Grecia antica, c’era la fibula con arco piatto, posto verticalmente e graffito;
  • in Asia Minore e in Siria era frequente la fibula con un grosso arco e un doppio ingrossamento laterale (tipo che ricorda l’aspetto di un’elettrocalamita).
  • a Cipro, in Egitto e nell’Oriente semitico è stata trovata la fibula a grosso arco rigonfio e spezzato con profilo triangolare.
  • in Grecia sono stati trovati anche esemplari di tipo italico e danubiano. Ad esempio le fibule a doppia e quadrupla spirale si reggevano i pepli. O cumunque sono stati trovati fermagli a bottoni e a palmetta in quello stile.
(Da sinistra a destra). Fibula serpentina all’italiana con spine. Villanoviano. VIII-VII sec. BCE. (Perno e piede mancanti.) Fibula Asia Minore (Tipo XII.8). Frigio. VII sec. BCE. Coppia di fibule del braccio (Tipo XIII.12). Cipriota / persiano. VIII-VII sec. BCE. Fibula ad arco con placca triangolare (Tipo BI2, variante delta). Greco. Metà VII-VI sec. BCE. Fonte WikiMedia

 

Dopo il V secolo con la moda del chitone in Grecia e della tebenna e della toga in Italia vediamo diminuire i ritrovamenti di fibule.

In questo periodo si trovano prevalentemente fibule ad arco semplice, doppio, triplo o ingrossato, con staffa sia larga che lunga, con punta a bottone o figure semi umane o animalesche.

Fibula etrusca a serpentina in oro e argento con decorazione di animali realizzata con tecnica della granulazione. VII sec. a.C.

Invece in Italia, nelle necropoli si incontrano bellissimi esemplari in oro, con maggiori modelli e adornati con avorio e ambra scolpita.

Arte greco romana, bronzo 900-700 a.C. Cleveland Museum of Art WikiMedia

Nel settentrione è frequente la fibula detta della Certosa. Ha un arco più alto verso il capo e termina con un bottone sporgente sulla staffa.

A questo tipo di fibula si ricollegano anche quelle con capo a forma di balestra, non molto frequenti in Italia e forse provenienti dalle invasioni dei Galli.

 

 

 

 

Fibule di età romana (ciclo del capo a balestra)
Fibula a balestra in argento e oro Impero Romano ca. AD 286-306 / 7 o 308/9 , Metropolitan Museum of Art ,

Come abbiamo visto sopra, dal V secolo un nuovo tipo di fibula arrivato probabilmente dal nord inizia a sostituire gli altri modelli.

Questa fibula ha un grande numero di avvolgimenti a spirale, indipendenti dall’arco e sorretti da un secondo arco orizzontale, perpendicolare all’ardiglione.

Fibula di bronzo con un’ampia molla a spirale attaccata a un cappio appiattito. L’arco è leggermente arcuato e decorato con fasce. Si incurva nella parte inferiore per formare la fibbia. Credit: by WikiPedia Museo della caccia

Fibula a Scorpione. Dall’iniziale modello della Certosa la punta della staffa si ripiega verso l’arco, formando la fibula con profilo ad S o a scorpione. In effetti il profilo ricorda proprio quello di uno scorpione con la coda girata in alto. Tanto che ad un certo punto la punta si ricongiunge con l’arco (vedi foto in alto)

Da questa fibula ad S o a scorpione deriva la fibula a balestra che si estende in tutta l’Europa settentrionale e centrale – nelle necropoli galliche se ne trovano di decorate con coralli e pietre – mentre in Italia, almeno fino all’erà imperiale, non è frequente.

 

La fibula Romana. Durante il I sec. d.C. torna in voga questo tipo di fibula con il riaffermarsi dei costumi militari e barbarici. Questo tipo di fibula si fa notare per la grande varietà di forme e di ornamenti che la caratterizzano. Gli esemplari sono di materiale prezioso e con lavorazioni molto eleganti.

  • alcune riprendono gli antichi cicli italici, ad arco semplice e lunga staffa, spesso con lunghi pendagli sferici
  • molte sono a forma di animali, di vasi, a sandalo, a bipenne, a pinzette ecc…
  • la fibula a balestra con staffa in forma di lamina triangolare (piena o forata) è la più diffusa. Durante l’impero romano questa fibula svilupperà in altri modelli soprattutto nelle periferie dell’impero. Quando il capo a balestra perde la sua funzione tecnica si trasforma in un semplice elemento stilistico, perpendicolare all’ardiglione.
  • tra le più significative ci sono anche la fibula a disco intermedio, a grosso arco e coda svasata.
  • la fibula a croce latina ha dei bottoni all’estremità del capo e dell’elemento trasversale.
  • in epoca imperiale diventano frequenti anche i fermagli preziosi, i più interessanti sono quelli a bulla e a medaglione, con gli imperatori di Roma raffigurati sopra.

La fibula barbarica. Questo tipo di fibula rispecchia molto quelle delle province del basso impero, ma con una maggiore quantità e richezza di forme e di ornamenti.

  • a croce latina e a T, con la caratteristica decorazione degli oggetti barbarici, frequenti soprattutto tra gli oggetti franchi e di età merovingia, burgundi e alamanni

    Fibula merovingia a forma di pesce. Questa fibula è decorata con lastre di almandino, disposte su una lamina d’argento destinata a riflettere la luce attraverso le pietre. Archivi di fotografie del Musée national Suisse
  • a forma di animale; tantissime fibule a forma di aquile, di api ed altri animali.
  • a fermaglio, scudo, medaglione ed ottagono
  • ad S, ma non come quella a scorpione. Questo tipo di fibula ha una piastra ad S al posto dell’arco e sotto è inserito l’ardiglione con la staffa. Anche questa è decorata con pietre e smalti. Probabilmente sviluppatesi in Russia meridionale, per i rapporti che aveva con Bisanzio e la Persia.
  • a capo semicircolare, detto gotico. Spesso con bottoni o figure parziali poste a raggiera. Probabilmente proveniente dall’oriente.
  • Bizantina. questo tipo di fibula a bottone, con tre o più pendagli, sono riccamente adornate con perle, e i fermagli a medaglioni anch’essi decorati, in maniera semplice o con figure.

 

I materiali delle fibule

Dalle immagini precedenti si evince facilmente che le fibule erano prevalentemente realizzate in bronzo, successivamente in ferro, ma ne sono state ritrovate anche in oro e oro e argento, oltre che argento. Tra l’altro quelle in oro sono le meglio conservate.

In età imperiale, come abbiamo visto erano anche riccamente decorate con gemme, pasta vitrea, e già in secoli precedenti si usava l’ambra e l’osso.

Le dimensioni erano spesso contenute. Partivano anche da 2 sm, per arrivare anche ai 50 cm, ma di solito non superavano i 20 cm.

Queste variazioni nelle dimensioni erano legate all’uso, otre che al tipo di fibula. Ad esempio per sostenere un tessuto più pesante e spesso o il cuoio occorrevano fibule più pesanti e grandi. Ad esempio per tendaggi o funzioni istituzionali e di rappresentanza.

Infine La Spilla.

A questo punto penso sia chiaro anche a te, che la spilla non è altro che l’evoluzione naturale della fibula. La cosa interessante è che in tanti secoli alcuni tipi siano rimasti invariati nelle parti che la compongono, esattamente come erano quasi 4000 anni fa. 

Inoltre la spilla è forse l’unico ornamento che ha anche una funzione di utilità ed è nata da una necessità pratica, ossia tenere insieme tessuti e pelli.

Mentre gli altri gioielli nascono con funzioni ornamentali e sociali. Ad esempio gli anelli per il matrimonio, o le collane come decorazione e i copricapi per indicare una carica istituzionale.

Questo post è venuto un po’ lungo, ma penso che spezzettarlo avrebbe reso più difficile leggerlo, soprattutto per la necessità di tornare talvolta indietro e recuperare qualche riferimento.
Come ti ho detto, non pensavo che questo argomento fosse così ampio, e all’inizio ammetto di aver annaspato nella grande quantità di informazioni.
Ora sono felice di aver condiviso con te questa bellissima scoperta, non guarderò più le spille allo stesso modo, perchè raccontano molto della storia umana, dell’ingegno, della capacità di creare bellezza e di realizzare cose incredibili. Fammi sapere se ti è piaciuto e se guarderai le spille in maniera diversa da oggi in poi. 

 

Vuoi vedere altri tipi di fibula?

GALLERIA FOTO 1 

GALLERIA FOTO 2

GALLERIA FOTO 3

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Fibula_prenestina

https://www.treccani.it/enciclopedia/fibula_%28Enciclopedia-Italiana%29/

https://www.treccani.it/enciclopedia/fibula_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Fibula_(spilla)

https://it.wikipedia.org/wiki/Spilla_di_sicurezza

https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/come-vestivano-etruschi-moda-toscana-2600-anni-fa#:~:text=Inoltre%2C%20tipica%20dell’abbigliamento%20maschile,su%20di%20una%20sola%20spalla.

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