Gioielli particolari colorati grandi effetto WOW!

E se invece dei soliti regali, dei pensierini tu dovessi fare o farti un per regalo un gioiello davvero particolare, unico, speciale effetto WOW?

Benvenuta nel Paese delle Meraviglie mia cara Alice!

Nulla per me è troppo, non esiste troppo grande, troppo, strano o troppo colorato. L’unicità è la mia musa ispiratrice, il mio ossigeno. Qui sta solo a te capire quanto unico deve essere il gioiello che vuoi.

Vuoi vedere delle cose che ti faranno dire WOW? Eccole qui.

LE COLLANE MATRIOSKA

Io comincerei subito con gioielli super colorati ed iconici, le Matrioske.

Sono delle collane grandi, come catena hanno un cordone di passamaneria di colore molto acceso intonato al ciondolo a forma di Matrioska. Queste bambole tradizionali russe hanno richiesto tantissimo lavoro e ricerca, non solo da parte mia e ho raccontato tutto il procedimento in questo post prima e in quest’altro dopo.

Leggendolo capirai perchè sono pezzi unici. Al momento non avrei nemmeno modo di farne altre.

Oltre all’unicità ci sono altre cose che me le fanno amare e mi fanno dire che sono dei gioielli particolari e speciali, intanto sono una capsule collection, molto colorate, e tutte diverse.

A proposito dei colori, per realizzarle ho cercato dei vetri speciali, con colori molto pop e siccome il Tiffany e tutti gli altri vetri che uso normalmente non andavano bene ho dovuto comprare dei vetri da vetrofusione.

Comunque loro sono sicuramente un regalo o un autoregalo che merita un WOW!!!

Ci sono altri pezzi collegati a questa collezione e due collane speciali e diverse, le trovi tutte qui

Invece passiamo alla seconda linea WOW del mio shop, composta da vari pezzi, anelli, orecchini, ciondoli, un paio di cose da uomo che hai già visto nel post della scorsa settimana, ma i pezzi top sono le collane.

LA COLLEZIONE CIRCUITI

La storia di questa collezione è molto arzigogolata, legata a nuove persone che avevo conosciuto in quel periodo, alla mia vena creativa che vede sempre qualcosa di prezioso in quello che per altri è uno scarto inutilizzabile.

Frequentavo questo laboratorio ed era pieno di schede di computer vecchie o “svampate” che non si potevano più usare. Il mio occhio da studentessa di architettura vedeva edifici di chip, vie di rame stampate sui circuiti, serbatoi nelle bobine. Insomma, erano bellissime.

Avevo già visto altri usare i circuiti per realizzare oggetti alternativi, tra cui anche gioielli, alcuni con esiti più felici di altri, diciamocelo!

Come sempre, le gestazioni dei miei progetti sono lunghe e nebbiose. Per mesi questi tarli mi assillano senza uscire allo scoperto, poi la nebbia si dirada e puff! Ecco che l’idea esce.

I gioielli con i circuiti sono particolari, bellissimi secondo me, alcuni con delle piccole trovare originali, come il disco in vetro al posto della pila a pasticca, o il saliscendi in argento che passa attraverso il circuito, per non parlare del filo elettrico che funge da girocollo. I colori sono determinati dal circuito, è lui che da forma al gioiello, parte tutto da lì.

 

I prossimi gioielli che ti propongo sono alcuni parte di micro collezioni, altri dei solitari pezzi unici, altri attrraversano trasversalmente altre linee. 

I GIOIELLI CON I TESSUTI

Il concetto di base è semplice, mettere in tessuto tra due lastre di vetro, ma la storia ci insegna che tra il dire ed il fare…..

e quindi posso anticiparti che ci sono pochi pezzi perchè è un procedimento che richiede, attenzione, cura e tempo. 

Un po’ come le torte, quelle a strati, prepari tutto, ma poi quando metti insieme se non stai attenta la torta crolla .

Di questi gioielli ci sono diversi tipi, alcuni pezzi delle Matrioske (quelli che hanno dato vita a tutta la collezione), un ciondolo pazzesco con del pizzo recuperato da un capo che andava buttato, il mono set giallo e nero, e la collezione Giapponese

Ora non ci sono più tutti i pezzi iniziali di ogni linea, ma sono gioielli talmente originali ed unici che ne basta uno. 

 

Potrei anche concludere qui, ma se vuoi davvero qualcosa che faccia i fuochi d’artificio devo presentarti le mie due linee più POP, sia per i colori che per lo spirito con cui sono nate.
Loro hanno la gioia e la grinta, e lo esprimono con ogni colore, dettaglio, parola e simbolo.

PEACE AND FLOWER

Solo 4 pezzi, ciondoli medaglione enormi, colorati con dei charms che puoi cambiare.

In quel periodo mi sentivo molto figlia dei fiori e avevo voglia di colori accesi.

La seconda line super POP, unica e particolare è formata da ciondoli e girocolli coloratissimi.

COLLANE CON LE SCRITTE 

Se vuoi tutta la storia ti invito a leggere questo poste poi i singoli post per M’ARIMBARZA, GNOCCA INSIDE, FREE TO BE UNIQUE, SPECCHIO RIFLESSO , NON SONO UMILE e MAKE ME SHINE.

Secondo me ti aiuteranno a capire il senso di ogni frase che ho scelto per questa linea di collane e scegliere quella più adatta a te. Anche per loro dall’idea iniziale al primo prototipo valido è passato più di un anno, fatto di ipotesi, prove, tentativi, errori e fallimenti. 

 

Creerò altri gioielli particolari e unici? Certo, altrimenti mi annoierei troppo. Ne ho già in mente qualcuno?

Assolutamente si, anzi ti dirò di più, alcuni sono fermi da anni, in attesa che tu sia pronta per loro, quindi se vuoi sempre essere aggiornata su cosa produco iscriviti alla mia newsletter ora. 

Regali di Natale per minimalisti, scegli un gioiello artigianale.

Il Natale  non si può certo considerare una festività minimalista, io stessa ieri ho acquistato una decorazione per l’albero a forma di ananas rosa glitterato! Tuttavia se vogliamo fare dei regali riusciti dobbiamo adattarci ad acquistare oggetti (o servizi) che rispecchino il gusto di chi li riceve.

Per questo, anche se spesso risulta difficile, ci ritroviamo a volte a dover fare regali minimalisti che hanno ben poco di natalizio. Questo non toglie che possano essere belli e preziosi e soprattutto dimostrare il nostro affetto a chi li riceve.

Ammetto che non ho uno stile minimalista in senso stretto. Amo i colori, le cose estrose, sopra le righe, ma ti assicuro che aprezzo una cosa fatta bene, dalla linea pulita e soprattutto che non sia noiosa nella sua semplicità.

Quindi dopo il post della scorsa settimana, con i regali divisi per fasce di prezzo, in questo post ti farò vedere quali articoli dallo stile minimalista puoi trovare nel mio shop. Continue reading “Regali di Natale per minimalisti, scegli un gioiello artigianale.”

Trame e finiture del vetro Tiffany

Negli scorsi post abbiamo visto come si fa il vetro e come si colora, ma una cosa che influenza molto il suo aspetto e l’uso sono le trame e le finiture del vetro Tiffany.

Intanto chiarisco che il vetro artistico viene chiamato Tiffany prevalentemente in Italia mentre nei paesi anglosassoni è chiamato “stained glass” cioè vetro stagnato.

Questo perchè la tecnica è stata sviluppata da L. Comfort Tiffany, ma i vetri decorati esistevano da secoli (basti guardare le più belle cattedrali gotiche europee). Per gli anglosassoni parlare di Tiffany significa prevalentemente parlare di gioielleria, per questo è utile fare questo chiarimento.

Noi quindi lo chiameremo indifferentemente vetro Tiffany o vetro cattedrale per intendere il vetro a lastre usato come decorazione.

Detto questo, a L. C. Tiffany va il merito di aver fatto moltissima ricerca per creare nuovi tipi di vetri, viaggiò e sperimentò moltissimo, creò dei laboratori e si circondò di esperti vetrai con cui recuperò vecchie tecniche decorative del vetro, risalenti ai romani e anche precedenti, mentre altre le inventò di sana pianta.

In questo post cercherò di dare una descrizione di massima delle trame e finiture più frequenti, ma tieni conto che in genere esistono delle sotto categorie per ognuna, spesso sviluppate dai singoli laboratori.

In ogni caso proviamo a partire dall’inizio. 

Piccola annotazione, da qui in poi troverai molti link che ti permetteranno di vedere i vetri di cui stiamo parlando.

VETRO CATTEDRALE

Continue reading “Trame e finiture del vetro Tiffany”

Come si fa per colorare il vetro

Come si fa per colorare il vetro? La scorsa settimana abbiamo parlato di come si fa il vetro, ma non ho approfondito la questione colori, anche se ho mostrato su Instagram alcuni dei miei vetri colorati.

Nel post non ho approfondito come si colora il vetro per due motivi, il primo è che il post era già abbastanza lungo, e capire, almeno in parte tutti quei concetti mi ha richiesto un po’ di approfondimento.

L’uso dei colori nel vetro cattedrale o Tiffany, sono un ulteriore step nel mondo della chimica. Infatti, se anche nei video sul vetro si vede l’addetto che aggiunge una polverina verde, o viola, o rossa al fuso, ciò non significa che basti trovare un colorante qualsiasi.

Difatti, quelle polverine sono dei sali, sali metallici, ossia ossidi e/o solfati. Cosa cambia?

Facciamo un passettino indietro. La tecnica di colorazione con sali metallici è quella usata nell’antichità. In tempi moderni sono stati creati sali più stabili con processi di sintesi (cioè in laboratori di chimica) però le materie prime sono sempre quelle.

Invece in tempi moderni sono stati sviluppati anche altri metodi per colorare il vetro, che però mostrano degli inconvenienti.

Intanto chiariamo che non esiste un solo modo per colorare il vetro, in primis esiste la colorazione a caldo e a freddo.

La colorazione a caldo in fusione con:
  1. ossidi metallici (gli ossidi sono dei sali, ne ho accennato nel post precedente) aggiunti alla massa vitrea, per conferire un colore omogeneo; detta anche Colori in fuoco soprattutto dai maestri vetrai di Murano ;
  2. sostanze in stato colloidale, come d’esempio l’oro colloidale per ottenere il vetro rosso-rubino e, Infine,
  3. particelle di materiali coloranti dispersi nella massa vitrea, come nell’avventurina.
La colorazione a caldo senza fusione

Questa tecnica prevede l’inclusione di sostanze chimiche tra due lastre di vetro incolore incandescenti. Queste sostanze a contatto con l’alta temperatura generano colori ed effetti particolari ed unici. Questo procedimento venne ideato da Ercole Barovier verso il 1930.

La colorazione a freddo

Per questo tipo di colorazione si usano dei colori che vengono applicati sul vetro senza cottura. Si usano colori a lacca o ad olio, in epoca moderna si è iniziato ad usare anche vernici sintetiche (in genere a base polimerica).

Questo tipo di pittura di fatto non resiste a lungo (è come i colori a vetro che si trovano nei negozi per artisti), un escamotage può essere dipingere il vetro internamente, in questo modo la pittura non è intaccata dagli agenti esterni perchè il vetro la protegge.

Questo tipo di colori venivano usati per decorare oggetti vari, spesso dai vetrai che non avevano una fornace a disposizione.

Colorazione a freddo con ricottura

Esiste poi una tecnica che prevede la colorazione della superficie del vetro con dei pigmenti colorati (creando anche disegni) senza che il colore entri nella pasta vitrea, poi però necessita una ricottura per il fissaggio dei pigmenti. A questa tecnica spesso seguiva l’incisione del vetro per mostrare la sottigliezza dello strato di colore.

Oggigiorno esistono varie aziende che realizzano colori economici simili a quelli per ceramica per dipingere il vetro. Si possono fissare con cotture a temperature “domestiche” (160°C circa) e rendono la colorazione permanente e resistente.

LASTRE DI VETRO COLORATE

Come abbiamo visto sopra per colorare le grandi lastre di vetro si aggiungono sali di metalli (in forma ionica o colloidale) al fuso del vetro. La differenza è nella struttura chimica dei due sali, io me li sono dovuti far spiegare dalla mia amica Isabella e, anche se più o meno ho capito, non mi metto qui a farti la lezione di chimica.

Ti basti sapere che alcuni metalli, possono produrre diversi tipi di sali (semplificando molto, li chiameremo  solo ossidi e solfati), che generano colori diversi.

Te lo dico perchè quando ti elencherò i colori e i metalli che si usano per crearli vedrai che con uno stesso metallo possono essere creati coloranti molto diversi.

Dopo questa lunga, ma necessaria, premessa andiamo alla parte divertente.

I COLORI

BLU . Il blu è abbastanza facile e se hai visto “La ragazza con l’orecchino di perla“, sai che uno dei coloranti più preziosi e belli è il cobalto. Nel vetro non viene usato puro ma sotto forma di sale.

Può dare diversi tipi di sali, che generano diverse sfumature con Ossidi di cobalto ad esempio si ottiene un blu violetto. Un’altra sfumatura di blu tendente al verde si può ottenere invece con un sale di ferro, ma anche il rame può fare sfumature bluastre.

ROSSO. Questo colore si può ottenere usando diversi metalli, ad esempio mischiando zolfo, cadmio e selenio. Oppure con Cloruro di oro (III) AuCl3 o composti contenenti rame si ottengono delle tonalità di rosso rubino molto intense. Ovviamente l’intensità è data anche dalla quantità di oro che si usa, ma questo spiega come mai sia così costoso.

IL ROSA. Il rosa si può ottenere sia attraverso l’uso dell’oro per tonalità più intense, sia con l’ossido di Erbio Er2O per varianti più delicate. 

IL GIALLO. Sotto forma di ossido di ferro, questo metallo si usa per dare una colorazione giallo marroncino al vetro, mischiato con lo zolfo si ottiene una sfumatura giallo-ambra. Anche una miscela di Zolfo e Cadmio Solfuro di cadmio CdS oppure l’argento danno delle tonalità di giallo. Persino il piomo può essere usato per sfumature di giallo. Oltre ad ottenere sfumature diverse, è evidente come alcuni possano essere più convenienti di altri. 

IL VERDE. Può avere varie sfumature, con l’ossido di rame si può ottenere un color acquamarina oppure un verde. Ma ricordiamoci che con il ferro si possono ottenere delle sfumature di blu verde. Con l’Ossido di cromo (III) Cr2O3 si ottiene il verde smeraldo. Invece con Ossido di uranio (IV) UOun verde fosforescente, ovviamente appena si sono scoperti i danni che provoca questa sostanza si è sospeso l’uso di questo vetro. 

IL VIOLA. Per ottenere il viola si possono usare vari sali metallici, il Biossido di manganese MnO2 per avere una sfumatura viola porpora, mentre con un mix di cobalto-manganese si ottengono diverse sfumature di un color ametista. L’ossido di nichel NiO da il violetto. 

IL NERO. Per ottenere il nero si usa la stessa abbinata che si usa per il viola, il cobalto-manganese, ovviamente modificate le formulazioni e i dosaggi sono diversi, ma è interessante perchè io ho un vetro viola che in fotografia viene nero per quanto è scuro!

BIANCO. Se poi vuoi colorare il vetro di bianco  puoi farlo mediante composti contenenti stagno.

Oltre alle colorazioni esistono dei particolari effetti come l’iridescenza, l’opacità ecc… ottenuti sempre mediante processi chimici scoperti e sperimentati nel tempo. Ma di questi ne possiamo parlare successivamente perchè è un argomento ancora più vasto di quello sui colori.

Io spero che questo post ti abbia aiutato a capire ed apprezzare ancora di più questo materiale bellissimo, che da millenni ci accompagna. 

Ora sai come si fa a colorare il vetro e, se ti è venuta voglia di avere il tuo pezzettino di vetro colorato, puoi andare nel mio shop e scegliere quello che preferisci da indossare. 

Ed ora il video!!!

Fonti:
www.muranoglass-shop.it/blog/i-processi-di-colorazione-del-vetro-fusione-e-colorazione-a-freddo.html
www.glassway.vda.it/vetro/index.cfm?glass=1,12,0,0
www.chimicamo.org/tutto-chimica/vetri-colorati.html/2
www.wikipedia.org

Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.

Oggi voglio iniziare a parlarti del vetro, la materia prima di cui sono fatti i miei gioielli. Il vetro che uso per fare i miei gioielli però di per se non è una materia prima (come ad esempio il legno o il marmo) ma è un composto, formato da altre sostanze.

Il vetro è conosciuto fin dall’antichità, lo conoscevano i Fenici, gli Egizi ed i Romani, e a parte alcuni ritocchi la formula di base è rimasta immutata. Non immaginatevi vetri grossolani o rozzi, già a quei tempi realizzavano oggetti finemente lavorati.

Parlare del vetro richiederebbe mesi, perchè è usato in talmente tanti modi che l’argomento è vastissimo, e passa dall’arte, all’industria, all’ottica, alla medicina, al settore alimentare e molto altro.

Io stessa ne so davvero poco, e scoprire le basi di questo materiale non è semplice perchè se fai una ricerca nel web esce fuori davvero di tutto, da chi ci fa le bottiglie a chi lo usa nell’edilizia.

Quindi oggi, proviamo a parlare del vetro che si usa per fare il Tiffany (e se vuoi sapere perchè si chiama così vai qui)

Prima le basi. Di cosa è fatto il vetro? Continue reading “Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.”

Gioielli per chi è allergico ai gioielli

Si, oggi parliamo di nuovo di allergia ai gioielli, ne avevo parlato già in questo post dove ti davo 7 suggerimenti su trucchi per poterli indossare comunque. Il punto è che chi è allergico ai gioielli pensa principalmente ai metalli e alle leghe che contengono le sostanze allergizzanti.

Ma se chi è allergico ai metalli non indossasse gioielli di metallo?

Ecco, io mi escludo automaticamente, perchè nei miei bijoux c’è lo stagno. In realtà raramente è  il diretto responsabile della reazione allergica, ma è legato con altri metalli che invece possono dare fastidio ad alcune persone.

Nonostante questo mi è capitato di recente, parlando con una amica di trovarmi di nuovo davanti una persona che deve rinunciare ad indossare tanti tipi di gioielli a causa dell’allergia.

La cosa mi spiace sempre molto, quindi ho cercato per tutte le persone allergiche ai gioielli delle alternative. Dei gioielli per le persone “che pensano di essere allergiche” ai gioielli. Continue reading “Gioielli per chi è allergico ai gioielli”

Gioielli in estate? 10 dritte per accessoriarti con il caldo

Quest’anno il caldo ci ha assalite alle spalle con un colpo fortissimo, lasciandoci sudare e stremate a boccheggiare sulle scrivanie, ed essere carine e ordinate sta diventanto una fatica di Sisifo.

Anche indossare gioielli è difficile, si attaccano, ci strangolano, ci danno caldo loro stessi, ma con i vestitini leggeri e semplici che mettiamo per stare fresce senza un accessorio sembra che siamo uscite in camicia da notte (Cit. Luca alla nostra amica Marina, alcune sere fa, quando l’ha vista con un abitino di cotone bianco, per altro carinissimo) come fare?

Non agitiamoci, ci sono varie soluzioni.

  1. Materiali naturali, come legno, pietre dure, fibre naturali, tessuto, semi, sia colorati che lasciati nel loro colore originale. Faranno molto estate e starai comoda.
  2. Materie plastiche leggere, in colori pop. Daranno spint al tuo outfit in leggerezza.
  3. Misure grandi, larghe. Non costringete il corpo, con le variazioni di calore si gonfia e odierete la collanina da 45 cm che adorate, optate per qualcosa di lungo e largo.
  4. Anelli regolabili o elastici. Io gli anelli li uso leggermente morbidi, non mi piace che mi stiano perfetti o addirittura stretti. Col caldo mi si gonfiano le dita e mi danno fastidio. Spesso, degli anelli che durante l’inverno indosso nel medio in estate passano sull’anulare. Ma se sono regolabili li allargo e via.
  5. Laccetti in pelle o gomma, al posto delle catenine, per ciondoli e pendenti. Se hai un ciondolo che usi sempre non rinunciarci solo perchè la catenina col caldo ti sega il collo, sostituiscilo per il periodo estivo con un laccetto più morbido e lungo in pelle, nabuk o tessuto.
  6. Il vetro può essere molto leggero, dipende da come è lavorato e rimane abbastanza refrattario agli sbalzi di temperatura, al contrario dei metalli che si scaldano. Inoltre con il sole farà dei bellissimi giochi di luce se trasparente o traslucido.
  7. Tieni i metalli per la sera. Se hai eventi eleganti tieni brillocchi e metalli preziosi per la sera che di solito è più fresca. Tieni presente il punto numero 3, usa orecchini pendenti grandi in caso e rinuncia alla collana. In estate in generale meglio puntare sulla leggerezza che sull’opulenza.
  8. Tatoo. In estate puoi anche optare per i gioielli tatoo o quelli adesivi. Sono temporanei, quindi non li avrai per sempre e sono perfetti se sei insofferente ai gioielli col caldo. Ci sono sia colorati che metallizzati, li trovi facimente on line, anzi avrai l’imbarazzo della scelta.
  9. Less is more. Soprattutto in estate non hai bisogno di indossare tutta la parure, a volte basta un anello gigante, o degli orecchini chandeliere appariscenti per completare un outfit.
  10. Spille. Se proprio non sopporti nulla sulla pelle, le spille possono venire in tuo soccorso, le attacchi agli abiti e ce ne sono di tantissimi tipi adatte a tanti outfit. Puoi optare per quelle più moderne o divertirti a girare per i mercatini e trovarle vintage. In inverno potrai metterle sui risvolti di giacche e cappotti.

Ecco questi sono i miei suggerimenti per indossare i gioielli con il caldo estivo, spero ti siano utili. La prossima volta ti dirò quando invece non devi assolutamente indossare gioielli.

Se vuoi qualcosa di più specifico ti invito a navigare nel blog dove troverai dei post specifici per ogni tipologia di gioiello, con spiegazioni, suggerimenti e dritte per indossarli al meglio.

Ti ricordo inoltre che iscrivendoti alla newsletter potrai avere tanti vantaggi e regali tra cui il manuale Collanina a Chi, la super guida sulle collane che ti darà altri suggerimenti su come indossare le tue collane al meglio e scegliere le prossime con furbizia. Puoi iscriverti qui

 

 

 

 

I tuoi gioielli sono splendenti come in gioielleria?

Ah che belle le vetrine dei gioiellieri, così lucide, splendenti e scintillanti, ti fermi anche se in realtà non comprerai nulla. Ma quelli che hai in casa sono così?

Io adoro le pietre, quelle grosse, sfaccettate, che rilettono la luce in mille sfumaure, ma certo anche i metalli scintillanti contribuiscono ad abbagliare. Poi torni a casa e il tuo portagioie è opaco, disordinato, ingrabugliato!

Ti capita mai? Se la risposta è si non ti scoraggiare basta un po’ di buona volontà e qualche trucchetto.

In realtà pulire i gioielli non è così difficile, ci sono metodi fai da te che letteralmente fanno da soli, nel senso che alcuni non richiedono nemmeno che tu strofini. Continue reading “I tuoi gioielli sono splendenti come in gioielleria?”

MAKE ME SHINE – RicicloLab

Ciao ed eccoci di nuovo al Make Me Shine, il primo di quest’anno, e come vedrete iniziamo con una artigiana molto particolare. Io l’ho conosciuta quest’anno alla Maker Faire, mentre giravo tra stampanti 3D e laser, robottini e ciruiti il suo banco mi ha attratto come una calamita. I suoi gioielli sono spettacolari, così sinuosi e grafici, grazie al materiale che usa per realizzarli.

Io le ho fatto le domande e qui sotto ci racconta il suo brand.

Mi chiamo Francesca Leone, sono un architetto 40enne romana e dopo essermi dedicata per anni al mondo del design, nel 2016 alla passione per la bicicletta unisco il “dilettevole all’utile” dando vita a RicicloLab, gioielli e accessori in camere d’aria riciclata di biciclette, recuperate nelle ciclo officine.

Le miei creazioni sono totalmente realizzate handmade, senza l’utilizzo di macchine o colle, tagliate a vivo con una semplice forbice proprio perché la camera d’aria e’ un materiale duttile, morbido, elastico e resistente che si presta ogni volta alla sperimentazione di nuove forme e assemblaggi.

Ed e’ proprio da questa sperimentazione, dagli “errori”, da diversi punti di vista che tutto nasce sul momento, nell’attimo, tramite sensazioni e condivisioni.
E’ uno stile apparentemente undergound e minimalista nelle realizzazioni completamente in camera d’aria, ma anche dolce e femminile quando il nero della gomma incontra le perle in ceramica, altro materiale che caratterizza fortemente le mie creazioni.
Dal 2016 ad oggi, il Fuori Salone di Milano nel 2017 e la Maker Faire a Roma nel 2017 e nel 2018, sono stati gli eventi che mi hanno messo in contatto con il maggior numero di persone che non conoscendomi hanno apprezzato il mio lavoro incondizionatamente.
Progetti per il futuro…nel 2019 sicuramente dar vita al sito e all’e-commerce e poi…collaborazioni…spero di cominciare a farmi fare le perle in ceramica da poter utilizzare nei miei lavori direttamente da una ceramista …
Spero che chiunque guardi, tocchi,  acquisti o riceva un Riciclolab, continui a percepire la passione con cui ogni creazione e’ stata fatta, che apprezzi ogni “taglio non dritto” che l’artigianalita’ e la manualita’ genera ed e’ proprio per questo che ogni oggetto e’ unico.
Quello che mi piace continuare a ripetere e’ che …I punti di vista sono infiniti…non sempre cio’ che appare e’ quel che sembra…

Ti suggerisco di iniziare subito a seguire Francesca sul suo profilo Facebook RicicloLab per vedere tutte le sue creazioni e rimanere aggiornata nel suo interessante e bellissimo lavoro. 

I miei gioielli silenziosi

Cara amica, ormai ti sei abituata ai miei gioielli colorati, allegri, un po’ chiassosi. Spesso controcorrente e innovativi.

Li ho sempre fatti e già ne sto preparando altri che arriveranno a brevissimo e saranno chiacchierini e chiacchierati (se vuoi essere aggiornata su questa novità iscriviti alla newsletter), ma ogni tanto, soprattutto quando arriva l’autunno arrivano i miei gioielli silenziosi. Semplici, lineari, con colori sobri, non chiassosi. Continue reading “I miei gioielli silenziosi”