Regali per lui, scegli i miei gioielli artigianali da uomo.

Nelle scorse settimane abbiamo affrontato la questione regali di Natale, ma non è l’unico periodo dell’anno in cui dobbiamo fare dei regali e quindi ho deciso di fare dei post classificandoli per destinatario.

Oggi quindi parliamo di regali per lui. Io realizzo prevalentemente gioielli da donna, anche se quelli da uomo spesso mi danno grandi soddisfazioni ed in generale mi piace molto farli. È un po’ più difficile trovare le basi in argento per alcune tipologie, ma poi vengono molto belli.

Del resto anche se i miei gioielli sono destinati prevalentemente a donne, molti hanno una linea unisex, altri vengono acquistati da fidanzati, mariti e figli e poi ci sono i regali che le clienti fanno ai loro uomini.

Quindi prometto che mi impegnerò ad aumentare la scelta tra i miei gioielli, e comunque esistono sempre gli ordini personalizzati.

Detto questo iniziamo con i vari gioielli e accessori da uomo che puoi trovare nel mio shop Continue reading “Regali per lui, scegli i miei gioielli artigianali da uomo.”

Regali di Natale per minimalisti, scegli un gioiello artigianale.

Il Natale  non si può certo considerare una festività minimalista, io stessa ieri ho acquistato una decorazione per l’albero a forma di ananas rosa glitterato! Tuttavia se vogliamo fare dei regali riusciti dobbiamo adattarci ad acquistare oggetti (o servizi) che rispecchino il gusto di chi li riceve.

Per questo, anche se spesso risulta difficile, ci ritroviamo a volte a dover fare regali minimalisti che hanno ben poco di natalizio. Questo non toglie che possano essere belli e preziosi e soprattutto dimostrare il nostro affetto a chi li riceve.

Ammetto che non ho uno stile minimalista in senso stretto. Amo i colori, le cose estrose, sopra le righe, ma ti assicuro che aprezzo una cosa fatta bene, dalla linea pulita e soprattutto che non sia noiosa nella sua semplicità.

Quindi dopo il post della scorsa settimana, con i regali divisi per fasce di prezzo, in questo post ti farò vedere quali articoli dallo stile minimalista puoi trovare nel mio shop. Continue reading “Regali di Natale per minimalisti, scegli un gioiello artigianale.”

Apparecchi elettronici e metalli preziosi, quanto oro abbiamo in mano?

Forse non lo sai ma tra in quasi tutti gli apparecchi elettronici che usiamo sono presenti metalli o materie prime preziose. Anni fa in una trasmissione radiofonica sentii parlare per la prima volta di una professione strana “il cercatore d’oro”. Non quelli del far west, ma quelli che andavano nelle discariche a cercare metalli preziosi tra i nostri rifiuti elettronici.

Da allora le cose sono molto cambiate! Continue reading “Apparecchi elettronici e metalli preziosi, quanto oro abbiamo in mano?”

Cosa sono i gioielli etici?

Da anni si sente parlare di moda etica, ma molti altri settori si stanno interrogando su quanto le loro attività produttive, economiche e finanziare siano eticamente corrette, compreso il settore dei gioielli.

Ma cosa sono i gioielli etici? 

In realtà sicuramente tutti sappiamo più o meno quanto pietre e metalli preziosi nei secoli siano stati causa di guerre, tragedie e genocici atroci, ma ancora oggi alcuni di questi problemi persistono.

Alcune miniere di preziosi sono come delle banche che finanziano guerre nei paesi del sud del mondo, e non solo. Spesso queste cave o miniere non fanno solo questo, ma distruggono i territori dove si trovano a livello ecologico, con inquinamento e distruzione di fiumi, montagne e campi. In più spesso la popolazione viene sottomessa e resa schiava (anche bambini), per estrarre le materie prime.

Il tutto per portare all’occidente (noi) fiumi di preziosi. Continue reading “Cosa sono i gioielli etici?”

Bon ton dei gioielli in spiaggia. Cosa, come e quando indossarli.

Argomento scottante, come la sabbia delle nostre spiagge in questo periodo, perchè per me ci vorrebbe un bon ton apposito per i gioielli in spiaggia.

Prima di addentrami nella questione, di quali gioielli indossare in spiaggia, te lo dico subito, io sono contraria! Secondo me non andrebbero messi per vari motivi: Continue reading “Bon ton dei gioielli in spiaggia. Cosa, come e quando indossarli.”

Trame e finiture del vetro Tiffany

Negli scorsi post abbiamo visto come si fa il vetro e come si colora, ma una cosa che influenza molto il suo aspetto e l’uso sono le trame e le finiture del vetro Tiffany.

Intanto chiarisco che il vetro artistico viene chiamato Tiffany prevalentemente in Italia mentre nei paesi anglosassoni è chiamato “stained glass” cioè vetro stagnato.

Questo perchè la tecnica è stata sviluppata da L. Comfort Tiffany, ma i vetri decorati esistevano da secoli (basti guardare le più belle cattedrali gotiche europee). Per gli anglosassoni parlare di Tiffany significa prevalentemente parlare di gioielleria, per questo è utile fare questo chiarimento.

Noi quindi lo chiameremo indifferentemente vetro Tiffany o vetro cattedrale per intendere il vetro a lastre usato come decorazione.

Detto questo, a L. C. Tiffany va il merito di aver fatto moltissima ricerca per creare nuovi tipi di vetri, viaggiò e sperimentò moltissimo, creò dei laboratori e si circondò di esperti vetrai con cui recuperò vecchie tecniche decorative del vetro, risalenti ai romani e anche precedenti, mentre altre le inventò di sana pianta.

In questo post cercherò di dare una descrizione di massima delle trame e finiture più frequenti, ma tieni conto che in genere esistono delle sotto categorie per ognuna, spesso sviluppate dai singoli laboratori.

In ogni caso proviamo a partire dall’inizio. 

Piccola annotazione, da qui in poi troverai molti link che ti permetteranno di vedere i vetri di cui stiamo parlando.

VETRO CATTEDRALE

Continue reading “Trame e finiture del vetro Tiffany”

Come si fa per colorare il vetro

Come si fa per colorare il vetro? La scorsa settimana abbiamo parlato di come si fa il vetro, ma non ho approfondito la questione colori, anche se ho mostrato su Instagram alcuni dei miei vetri colorati.

Nel post non ho approfondito come si colora il vetro per due motivi, il primo è che il post era già abbastanza lungo, e capire, almeno in parte tutti quei concetti mi ha richiesto un po’ di approfondimento.

L’uso dei colori nel vetro cattedrale o Tiffany, sono un ulteriore step nel mondo della chimica. Infatti, se anche nei video sul vetro si vede l’addetto che aggiunge una polverina verde, o viola, o rossa al fuso, ciò non significa che basti trovare un colorante qualsiasi.

Difatti, quelle polverine sono dei sali, sali metallici, ossia ossidi e/o solfati. Cosa cambia?

Facciamo un passettino indietro. La tecnica di colorazione con sali metallici è quella usata nell’antichità. In tempi moderni sono stati creati sali più stabili con processi di sintesi (cioè in laboratori di chimica) però le materie prime sono sempre quelle.

Invece in tempi moderni sono stati sviluppati anche altri metodi per colorare il vetro, che però mostrano degli inconvenienti.

Intanto chiariamo che non esiste un solo modo per colorare il vetro, in primis esiste la colorazione a caldo e a freddo.

La colorazione a caldo in fusione con:
  1. ossidi metallici (gli ossidi sono dei sali, ne ho accennato nel post precedente) aggiunti alla massa vitrea, per conferire un colore omogeneo; detta anche Colori in fuoco soprattutto dai maestri vetrai di Murano ;
  2. sostanze in stato colloidale, come d’esempio l’oro colloidale per ottenere il vetro rosso-rubino e, Infine,
  3. particelle di materiali coloranti dispersi nella massa vitrea, come nell’avventurina.
La colorazione a caldo senza fusione

Questa tecnica prevede l’inclusione di sostanze chimiche tra due lastre di vetro incolore incandescenti. Queste sostanze a contatto con l’alta temperatura generano colori ed effetti particolari ed unici. Questo procedimento venne ideato da Ercole Barovier verso il 1930.

La colorazione a freddo

Per questo tipo di colorazione si usano dei colori che vengono applicati sul vetro senza cottura. Si usano colori a lacca o ad olio, in epoca moderna si è iniziato ad usare anche vernici sintetiche (in genere a base polimerica).

Questo tipo di pittura di fatto non resiste a lungo (è come i colori a vetro che si trovano nei negozi per artisti), un escamotage può essere dipingere il vetro internamente, in questo modo la pittura non è intaccata dagli agenti esterni perchè il vetro la protegge.

Questo tipo di colori venivano usati per decorare oggetti vari, spesso dai vetrai che non avevano una fornace a disposizione.

Colorazione a freddo con ricottura

Esiste poi una tecnica che prevede la colorazione della superficie del vetro con dei pigmenti colorati (creando anche disegni) senza che il colore entri nella pasta vitrea, poi però necessita una ricottura per il fissaggio dei pigmenti. A questa tecnica spesso seguiva l’incisione del vetro per mostrare la sottigliezza dello strato di colore.

Oggigiorno esistono varie aziende che realizzano colori economici simili a quelli per ceramica per dipingere il vetro. Si possono fissare con cotture a temperature “domestiche” (160°C circa) e rendono la colorazione permanente e resistente.

LASTRE DI VETRO COLORATE

Come abbiamo visto sopra per colorare le grandi lastre di vetro si aggiungono sali di metalli (in forma ionica o colloidale) al fuso del vetro. La differenza è nella struttura chimica dei due sali, io me li sono dovuti far spiegare dalla mia amica Isabella e, anche se più o meno ho capito, non mi metto qui a farti la lezione di chimica.

Ti basti sapere che alcuni metalli, possono produrre diversi tipi di sali (semplificando molto, li chiameremo  solo ossidi e solfati), che generano colori diversi.

Te lo dico perchè quando ti elencherò i colori e i metalli che si usano per crearli vedrai che con uno stesso metallo possono essere creati coloranti molto diversi.

Dopo questa lunga, ma necessaria, premessa andiamo alla parte divertente.

I COLORI

BLU . Il blu è abbastanza facile e se hai visto “La ragazza con l’orecchino di perla“, sai che uno dei coloranti più preziosi e belli è il cobalto. Nel vetro non viene usato puro ma sotto forma di sale.

Può dare diversi tipi di sali, che generano diverse sfumature con Ossidi di cobalto ad esempio si ottiene un blu violetto. Un’altra sfumatura di blu tendente al verde si può ottenere invece con un sale di ferro, ma anche il rame può fare sfumature bluastre.

ROSSO. Questo colore si può ottenere usando diversi metalli, ad esempio mischiando zolfo, cadmio e selenio. Oppure con Cloruro di oro (III) AuCl3 o composti contenenti rame si ottengono delle tonalità di rosso rubino molto intense. Ovviamente l’intensità è data anche dalla quantità di oro che si usa, ma questo spiega come mai sia così costoso.

IL ROSA. Il rosa si può ottenere sia attraverso l’uso dell’oro per tonalità più intense, sia con l’ossido di Erbio Er2O per varianti più delicate. 

IL GIALLO. Sotto forma di ossido di ferro, questo metallo si usa per dare una colorazione giallo marroncino al vetro, mischiato con lo zolfo si ottiene una sfumatura giallo-ambra. Anche una miscela di Zolfo e Cadmio Solfuro di cadmio CdS oppure l’argento danno delle tonalità di giallo. Persino il piomo può essere usato per sfumature di giallo. Oltre ad ottenere sfumature diverse, è evidente come alcuni possano essere più convenienti di altri. 

IL VERDE. Può avere varie sfumature, con l’ossido di rame si può ottenere un color acquamarina oppure un verde. Ma ricordiamoci che con il ferro si possono ottenere delle sfumature di blu verde. Con l’Ossido di cromo (III) Cr2O3 si ottiene il verde smeraldo. Invece con Ossido di uranio (IV) UOun verde fosforescente, ovviamente appena si sono scoperti i danni che provoca questa sostanza si è sospeso l’uso di questo vetro. 

IL VIOLA. Per ottenere il viola si possono usare vari sali metallici, il Biossido di manganese MnO2 per avere una sfumatura viola porpora, mentre con un mix di cobalto-manganese si ottengono diverse sfumature di un color ametista. L’ossido di nichel NiO da il violetto. 

IL NERO. Per ottenere il nero si usa la stessa abbinata che si usa per il viola, il cobalto-manganese, ovviamente modificate le formulazioni e i dosaggi sono diversi, ma è interessante perchè io ho un vetro viola che in fotografia viene nero per quanto è scuro!

BIANCO. Se poi vuoi colorare il vetro di bianco  puoi farlo mediante composti contenenti stagno.

Oltre alle colorazioni esistono dei particolari effetti come l’iridescenza, l’opacità ecc… ottenuti sempre mediante processi chimici scoperti e sperimentati nel tempo. Ma di questi ne possiamo parlare successivamente perchè è un argomento ancora più vasto di quello sui colori.

Io spero che questo post ti abbia aiutato a capire ed apprezzare ancora di più questo materiale bellissimo, che da millenni ci accompagna. 

Ora sai come si fa a colorare il vetro e, se ti è venuta voglia di avere il tuo pezzettino di vetro colorato, puoi andare nel mio shop e scegliere quello che preferisci da indossare. 

Ed ora il video!!!

Fonti:
www.muranoglass-shop.it/blog/i-processi-di-colorazione-del-vetro-fusione-e-colorazione-a-freddo.html
www.glassway.vda.it/vetro/index.cfm?glass=1,12,0,0
www.chimicamo.org/tutto-chimica/vetri-colorati.html/2
www.wikipedia.org

Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.

Oggi voglio iniziare a parlarti del vetro, la materia prima di cui sono fatti i miei gioielli. Il vetro che uso per fare i miei gioielli però di per se non è una materia prima (come ad esempio il legno o il marmo) ma è un composto, formato da altre sostanze.

Il vetro è conosciuto fin dall’antichità, lo conoscevano i Fenici, gli Egizi ed i Romani, e a parte alcuni ritocchi la formula di base è rimasta immutata. Non immaginatevi vetri grossolani o rozzi, già a quei tempi realizzavano oggetti finemente lavorati.

Parlare del vetro richiederebbe mesi, perchè è usato in talmente tanti modi che l’argomento è vastissimo, e passa dall’arte, all’industria, all’ottica, alla medicina, al settore alimentare e molto altro.

Io stessa ne so davvero poco, e scoprire le basi di questo materiale non è semplice perchè se fai una ricerca nel web esce fuori davvero di tutto, da chi ci fa le bottiglie a chi lo usa nell’edilizia.

Quindi oggi, proviamo a parlare del vetro che si usa per fare il Tiffany (e se vuoi sapere perchè si chiama così vai qui)

Prima le basi. Di cosa è fatto il vetro? Continue reading “Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.”

Gioielli per chi è allergico ai gioielli

Si, oggi parliamo di nuovo di allergia ai gioielli, ne avevo parlato già in questo post dove ti davo 7 suggerimenti su trucchi per poterli indossare comunque. Il punto è che chi è allergico ai gioielli pensa principalmente ai metalli e alle leghe che contengono le sostanze allergizzanti.

Ma se chi è allergico ai metalli non indossasse gioielli di metallo?

Ecco, io mi escludo automaticamente, perchè nei miei bijoux c’è lo stagno. In realtà raramente è  il diretto responsabile della reazione allergica, ma è legato con altri metalli che invece possono dare fastidio ad alcune persone.

Nonostante questo mi è capitato di recente, parlando con una amica di trovarmi di nuovo davanti una persona che deve rinunciare ad indossare tanti tipi di gioielli a causa dell’allergia.

La cosa mi spiace sempre molto, quindi ho cercato per tutte le persone allergiche ai gioielli delle alternative. Dei gioielli per le persone “che pensano di essere allergiche” ai gioielli. Continue reading “Gioielli per chi è allergico ai gioielli”

Quanti tipi di anelli esistono? Parte 2

La scorsa settimana abbiamo approfondito gli anelli dedicati all’amore, ma quanti tipi di anelli esistono? Oggi oltre agli anelli ampliamo un po’ il discorso, perchè alcuni non sono definiti in base all’uso, ma allo stile e alla lavorazione tecnica. Se ti eri chiesta cosa vuol dire Pavè o Halo, quando indossare quell’anello così appariscente e dove, oggi lo imparerai, insieme ad altre curiosità sugli anelli.

Cercando di riprendere il filo dal post precedente iniziamo con anelli preziosi muniti di gemme.

Halo. Questo anello si caratterizza per avere una pietra centrale tipo diamante o altro, circondata da una fila o più di pietre più piccole intorno come un “alone” brillante. Un anello che sfrutta questo stratagemma permette di avere un effetto wow di luminosità e splendore anche se la pietra centrale non è particolarmente grande. Infatti questa composizione riflette la luce infinite volte aumentando l’impatto visivo.

La pietra centrale può avere diversi tagli, quadrata, tonda, a brillante, a cuore, a principessa, quadrata o rettangolare, a goccia o a baguette e così via. L’importante è che metta in luce chi lo indossa.

Questo anello può rientrare tra gli anelli di fidanzamento o di anniversario, soprattutto se interamente di diamanti, ma se particolarmente grande può essere anche classificato tra gli anelli da cocktail (che trovi sotto).

Pavé

pavé s. m., fr. [propr., part. pass. di paver «lastricare», che è dal lat. pavire «pavimentare», 
con mutamento di coniugazione]. – 1. Particolare tipo di selciato, costituito da piccoli cubi 
di pietra o di porfido (come, per es., il selciato di ‘sampietrini’ di molte strade romane). 
Il termine è usato in Italia soprattutto nel linguaggio sport., con riferimento ad alcune 
strade della Francia nord-orientale e del Belgio pavimentate in tal modo e incluse nei percorsi
 di note gare ciclistiche per aumentarne la difficoltà. 2. Nell’arte orafa, particolare 
disposizione delle pietre preziose che vengono collocate una accanto all’altra in modo da
 apparire come uno strato compatto, quasi una pavimentazione: spilla realizzata in oro 
e p. di diamanti

Quindi parafrasando il dizionario Treccani, il pavè è una pavimentazione di pietre preziose. Una fascia completamente ricoperta di diamanti (il più famoso ed usato), ma anche di altre gemme splendenti. Non si limita agli anelli ma può essere ovviamente usata per spille, ciondoli, orecchini ecc…

La base di metallo viene incisa per creare gli alloggiamenti delle gemme, più la superficie è uniforme e ben realizzata più il valore del gioiello sarà alto. Per questo spesso per pavè si intende il tipo di montatura.

Questo significa che non c’è una forma unica per gli anelli pavè, possono avere forme e dimensioni diverse, questo fa si che muovendo le mani la luce colpisca le pietre da angolazioni diverse aumentando lo scintillio dell’anello.

(dura un po’ quindi se non hai tempo mettilo a velocità doppia dalle impostazioni)

Principessa. Prima di addentrarmi nella descrizione di questo tipo di anello, devo spiegarti che esiste un anello chiamato Principessa e un taglio chiamato Princess.

L’anello è di fatto un solitario, circondato da tanti brillantini. La caratteristica che lo distingue dal solitario classico è che la pietra centrale può essere anche diversa dal diamante, spesso di opta per lo zaffiro, che ha un blu molto intenso. La forma varia, ma la più classica è ovale e al contrario del solitario, che spesso ha una pietra più contenuta, generalmente l’anello Principessa ha una pietra abbastanza appariscente.

La montatura è nella maggior parte dei casi in oro bianco, e oltre allo zaffiro si trovano versioni anche con smeraldi o rubini al centro. La corona di brillanti che circondano la pietra principale non può non farci pensare ad un anello halo, di cui abbiamo parlato all’inizio.

Spesso è usato come anello di fidanzamento, le famiglie reali amano molto questo modello, che viene tramandato spesso da una generazione all’altra (vedi i reali di Inghilterra), ma non necessariamente ci si deve fidanzare per averlo, in questo caso un autoregalo è del tutto lecito.

Princess. Esiste poi il taglio princess, che come avrai già capito riguarda più la forma della pietra che l’anello. Fu inventato da Basil Watermeyr (famoso tagliatore di diamanti ) che lo chiamò Barion Cut. Prima di lui c’era stato agli inizi degli anni ’70 un ungherese, Basil Nagy che aveva anticipato questo tipo di taglio chiamandolo Profile Cut, la differenza con il princess, successivo, era che risultava più piatto.

Ma com’è questo taglio princess? Ha un profilo quadrato che nella parte superiore (detta tavola) mette in evidenza un motivo a croce che è proprio la caratteristica principale del taglio princess. La maggiore “profondità” del princess e la grande quantità di sfaccettature inoltre lo rende particolarmente luminoso e brillante. Per quest motivo è addatto ai diamanti ed in generale alle pietre più chiare e trasparenti, in cui la luce entra rifrangendosi in milioni di scintillii.

REGARDS o DEAREST. Nel periodo vittoriano si sviluppo la moda di anelli (ma anche bracciali) che esprimevano un sentimento. Si usavano degli acronimi, con le iniziali delle pietre, per esprimere la parola. Le parole, o frasi, potevano essere diverse ad esempio beloved, dear, love me, ed anche REGARDS, che in realtà è un acronimo per RubyEmeraldGarnetAmethystRubyDiamond, Sapphire. (Rubinosmeraldogranato, ametista, rubinodiamante e zaffiro). Regards o Regard vuol dire regalo, ed era un gioiello ad esclusivo uso delle famiglie più nobili e facoltose, vista la preziosità di queste pietre.

Insieme al DEAREST era tra i più usati all’epoca come anelli di fidanzamento, visto il romanticismo che esprimevano  e alle pietre meravigliose che sfoggiavano Diamond, Emerald, Amethyst, Ruby, Emerald, Sapphire and Topaz (diamante, smeraldo, ametista, rubino, smeraldo, zaffiro e topazio)

CLADDAGH. Questo anello molto famoso ha origine in un villaggio di pescatori in Irlanda, per l’appunto Claddagh. Di origine celtica è una fedina con due mani che tengono un cuore sormontato da una corona.

Le mani simboleggiano l’amicizia, la corona è simbolo di lealtà e il cuore simboleggia l’amore.

Gli anelli più antichi ritrovati erano in ferro, argento o bronzo ed oggi giorno sono conservati nei musei di Dublino e Londra (National Museum of Ireland a Dublino, e il Victoria and Albert Museum a Londra). C’è chi dice che venisse trasmesso di madre in figlia al momento in cui quest’ultima si sposava. Ma anche se ora è usato soprattutto come anello di matrimonio, a seconda di come lo si indossa il significato cambia.

Infatti, l’Anello di Claddagh può simboleggiare sentimenti diversi:

  • Ricerca di un legame sentimentale: mano destra, con la punta del cuore rivolta verso la punta delle dita;
  • Legame sentimentale: mano destra, con la punta del cuore puntata verso il polso;
  • Matrimonio: mano sinistra, con la punta del cuore puntata verso il polso;
  • Fidanzamento ufficiale: mano sinistra, con la punta del cuore puntata verso la punta delle dita.

Wikipedia ha una bellissima pagina dedicata a questo anello, alle sue origini, a storie e tradizioni legate ad esso e ti consiglio di andarla a visitare.

Su questo anello vorre aggiungere una nota particolare, anelli simili sono presenti anche nelle tradizioni di alcune regioni italiane. Io ad esempio ne ho parlato sul post dedicato agli anelli sardi come sa maninfide.

Un anello con le mani intrecciate è quello di Santa Rita, dove tradizione vuole che Santa Rita indossasse questo anello al momento del matrimonio. Ma non solo, in alcuni musei sicialiani sono conservate alcune antiche fedi ottocentesche che si rifanno a questo tipo di anello ed erano usate molto come anelli di matrimonio.

Per oggi ti lascio con questo anello, forse meno prezioso ma molto romantico e ricco di storia e magia.

Se pensi di sapere ormai tutto sugli anelli, purtroppo devo smentirti. Prossima settimana infatti ci sarà un nuovo post, dedicato ad altri tipi di anelli, ancora diversi e bellissimi.

Spero davvero che questo escursus ti stia piacendo, se è così ti invito a condividere il post con le tue amiche (e magari coi loro fidanzati/mariti/compagni) e amici. Alla prossima settiman!

 

Credits:

La maggior parte delle immagini sono prese da Pixabay e unsplash

https://gioiellis.com/i-10-tipi-di-anelli-piu-amati/

https://www.gioielleriamazzoni.com/tipologie-di-anelli-da-donna

https://www.economia-italia.com/anello-significati-dita.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Claddagh_Ring

http://www1.unipa.it/oadi/digitalia/dellutri/index.php?page=catania.013

Anello di Santa Rita

Diamanti taglio Princess

Guida ai tipi di anelli