Crea i gioielli su misura per te

Ti ricordi del post della scorsa settimana in cui ti parlavo di gioielli che ti rappresentino? Ecco e se non li trovassi?

Diciamo che può capitare se ti rivolgi a prodotti di massa, ma se punti a gioielli artigianali, realizzati non da una grande azienda ma da un piccolo artigiano, che fa pochi pezzi, molto particolari è probabile che trovi qualcosa di adatto. Continue reading “Crea i gioielli su misura per te”

Le giornate di un’artigiana digitale

Se hai letto la mia newsletter sai già che voglio fare diversi cambiamenti per questo nuovo anno, nella gestione del mio lavoro, ma forse non sai come sono davvero le giornate di un’artigiana digitale e quindi forse questa può essere una buona occasione per raccontartelo.

Forse pensi che il mio lavoro, o quello di qualsiasi artigiana che trovi su internet, sia passare le giornate a creare, credo tu abbia una visione molto romantica e non proprio veritiera della cosa. Continue reading “Le giornate di un’artigiana digitale”

Per splendere devi rischiare, io organizzerò un corso!

Per splendere a volte si deve rischiare, ci si deve mettere in gioco e, come ho scritto nel primo post di dicembre, non è una cosa facile. Io stessa sono vittima di pensieri negativi, che mi dicono che non sono abbastanza brava, abbastanza preparata, troppo grande ormai per fare certe cose.

Le ragazze giovani, che ai nostri occhi sono bellissime e hanno mille possibilità, invece si sentono confuse, non sanno che strada prendere, non conoscono se stesse, le loro potenzialità, si sentono sempre pronte al fallimento. Continue reading “Per splendere devi rischiare, io organizzerò un corso!”

Le clienti che ritornano da te.

Con le donne che acquistano da me ho un rapporto particolare; alcune sono amiche, che per prime hanno apprezzato le mie creazioni e forse più per supportarmi che per altro hanno acquistato la prima volta.

Altre invece le ho conosciute attraverso le mie creazioni ed i social quando hanno scelto qualcosa fatto da me. Magari la cosa finisce li e non ci sentiamo più, alcune però tornano…..più volte……ancora…..ed ancora. Continue reading “Le clienti che ritornano da te.”

Gioielli su ordinazione, l’avventura dell’ignoto.

In questo ultimo periodo mi sono capitati due ordini personalizzati dopo diverso tempo e oggi voglio condividere con te questa esperienza.

Ovviamente io posso parlarti di me, del mio tipo di lavorazione e del rapporto che ho con le clienti, magari altri artigiani si relazionano diversamente. Continue reading “Gioielli su ordinazione, l’avventura dell’ignoto.”

Gioielli esotici li compreresti?

Ti è mai capitato di trovarti in vacanza e trovare gioielli fatti con materiali strani che non conoscevi? Come ti sei comportata? Li hai comprati o non ti sei sentita di lanciarti in questa avventura?

Oggi come avrai capito vorrei parlare di quei gioielli realizzati con materiali particolari, un po’ esotici. A volte non serve allontanarsi troppo, già rimanendo in Italia se ne trovano degli esempi interessanti.

Nei mercatini a volte spuntano cose strane che non avevamo mai visto e anche tra le mie MAKE ME SHINE ne ho alcune.

Mi viene in mente LA RAGAZZA DEL FICO D’INDIA, che appunto usa le fibre di piante per realizzare i sui gioielli, ed in particolare quelle dei fichi d’india della sua Sardegna.

Sempre in Sardegna si trovano gioielli fatti in sughero, io ad esempio ho trovato Ortigu Creazioni che usa questo materiale bellissimo e leggero per realizzare oggetti che raccontano benissimo quest’isola.

Saltando da un’isola all’altra ricordo che in Sicilia, soprattutto vicino l’Etna si trovavano tantissimi oggetti fatti con i lapillli che uscivano dal vulcano, tra cui anche molti gioielli.

Tornando al giro del mondo, mentre cercavo i gioielli fatti con la buccia di arancia di cui mi ha parlato un’amica che fa la spola tra Spagna ed Italia, mi sono imbattutta in questo sito che usa una marea di materiali diversi, tutti di origine vegetale.

Chi semina raccoglie (sempre in Sicilia) usa fibre, semi, bucce e cortecce di piante italiane e non. I risultati sono molto interessanti, soprattutto quando si cerca di tenere la materia prima più semplice possibile.

Sicuramente ti sarà capitato girando per fiere e mercati artigianali di trovare banchi dorati pieni di gioielli fatti con uno speciale giunco dal colore splendente. Flessibile e sottile si presta ad essere modellato ed intrecciato per creare gioielli leggeri e luminosi. Il Capim Duorado del Brasile.

Ovviamente da sempre vengono usati anche materiali di origine animale, come ossa, zanne, coralli gusci, conchiglie ecc… anche da noi. Anche se sempre meno per motivi etici. Ma è sempre interessante come le diverse culture li lavorino e abbinino in maniera diversa.

Ora la mia domanda è….ne hai mai comprato qualcuno?

Si perchè quando sei li, immersa in un ambiente diverso dal solito sei capace di comprare qualsiasi cosa, tutto è giusto, bello, ti senti immersa nel contesto, ma poi si torna a casa.

E già e quando si torna a casa, la borsetta di pelle di ornitorinco (spero non esista, l’ho buttata li a caso) non sembra molto adatta per andare a prendere i bambini a scuola e per l’aperitivo con le colleghe.

Infatti travolte dall’aria esotica a volte ci facciamo prendere la mano e acquistiamo cose un po’ improbabili, ma tutto sommato i gioielli non creano così tanti problemi.

Mi vengono in mente quelli che comprano sombreri in Messico o altri capi di abbigliamento all’estero e poi arrivati a casa non sanno dove metterli. Se va bene finiscono come decorazione appesi al muro.

Ma non sono qui per scoraggiarti, anzi, siamo qui per provare cose nuove. Come fare? Io ti consiglio intanto di valutare la preziosità e l’autenticità di quello che stai guardando.

Sappiamo bene che a volte alcune cose sono fatte appositamente per i turisti e che gli autoctoni non li indosserebbero mai.

AUTENTICITA’. Quindi guarda chi vive in un luogo e cosa indossa. A quel punto scopri dove loro comprano i loro gioielli. Magari chiedi!

INDOSSABILITA’. Altra valutazione che devi fare è, ma poi lo metterò? Per capire questo devi un attimo staccarti dal momento, proiettarti nel tuo ambiente quotidiano, immaginati con i vestiti che hai lasciato nell’armadio a casa, e che usi per andare a lavoro, per prendere i bambini a scuola e per prendere un aperitivo con le amiche. Ok, ora prova ad abbinarci il pezzo che hai visto. Ti ci vedi? Se funziona e ti piace vai. Se ti da davvero gioia ed emozione vai. Ma ricorda, acquistare un gioiello che ti farà sentire in colpa una volta tornata a casa non è utile.

Ok hai preso il tuo tesoro e sei tornata a casa, ma non ti decidi ad indossarlo. Nel mio blog trovi tantissimi post che affrontano il problema da vari punti di vista, questo anche se di un annetto fa è ancora utile e raccoglie varie opzioni.

Se il tuo acquisto è una collana sicuramente la cosa che potrà aiutarti meglio è la mia guida COLLANINA A CHI che regalo agli iscritti alla newsletter, vai qui per averla.

Ti ho dato tutti i consigli che potevo, se invece di avere certezze ora hai ulteriori perplessità scrivimi per una consulenza SPLENDORE A DOMICILIO e cercheremo di risolvere insieme i dubbi che hai e farti partire all’avventura. 

 

 

 

Non è tutto oro quello che riluce!

Non è tutto oro quello che riluce. Quanto ci facciamo infinocchiare da nomi, apparenze e condizionamenti e quanto riusciamo a valutare obiettivamente?

Ciao, scusami se oggi esco un po’ fuori dal seminato, ma sulla bacheca Facebook mi è apparso uno di quei meme che mi ha fatto riflettere su come non siamo capaci di valutare il valore di una cosa nel suo complesso tenendo conto di tutte le variabili coinvolte.

OK! Entro meglio nel merito di quello che ho scritto. Continue reading “Non è tutto oro quello che riluce!”

Quanto vale quello che compri?

Ciao in questi giorni ci sono i saldi e anche San Amazon de’ no’ poracci ha lanciato il super h48 in cui, se sei iscritto al servizio Prime, ti fa tanti tanti tanti sconti.

Contemporaneamente Etsy chiede a noi venditori l’ulteriore sacrificio di togliere le spese di spedizione, o meglio, di far finta di farlo per allinearsi e fare concorrenza ad Amazon. Ha inventato un tool (strumento) che ti aiuta a spalmare i costi di spedizione sui tuoi oggetti.

Stavo scrivendo un pippone su come lo farà, ma mi stava venendo l’ulcera, di fatto penalizzerà chi non si adatta a questa nuova situazione, ti metto il link qui

Di fatto Amazon ha introdotto il concetto che, non importa cosa compri, l’importante è pagarlo poco e possibilmente senza spendere per la spedizione. Ovviamente tutto da lui.

A questo altare vengono immolati tutti:

  • i negozi di quartiere che iniziano anche loro a vendere on line per aumentare il loro bacino di utenza, la quale altrimenti va a comprare su Amazon (vedi il negozio di ferramenta, di giocattoli, di prodotti per la casa, bellezza ecc….)
  • tutti quelli che vendevano on line già prima
  • ovviamente gli artigiani
  • presto anche chi vende cibo (pizzerie, ristoranti ecc..)
  • chi lavora per AMAZON e deve rispettare le linee guida (se non fai pipì è meglio)
  • i corrieri, che per lavorare devono sottostare alle condizioni dettate da Amazon (consegna entro 24H dall’Uzbekistan!!!!) sennò le penali si sprecano. E sicuramente capiterà che qualche spedizione non arrivi come previsto, ma anche li Amazon ci guadagnerà anzichè rimetterci.
  • chi produce. Se devi svendere la roba, il lavoro deve costare poco, e i materiali devono essere economici

L’importante è fare soldi. I clienti sono soddisfatti? Ma si, forse per i 5 minuti in cui ricevono l’oggetto, poi arriva la stanchezza la noia e tornano a cercare altro, tanto costa poco, tanto te lo portano a casa, tanto lo puoi restituire.

Ma si, che ci importa dell’inquinamento causato da questo via vai di merci, dei lavoratori con il cronometro al braccio, della grande quantità di imballi sprecati (noi a Roma ne sappiamo qualcosa di spazzatura in esubero), dei piccoli negozi che chiudono e le serrande abbassate per le strade.

Al di la di tutta questa manfrina, il nocciolo del problema non tocca minimamente chi ama navigare come un drogato tra i vari prodotti senza nemmeno vedere da dove partono, che strada faranno, quanti paesi attraverseranno, ne come sono stati prodotti (questo prolema poi è un altro paio di maniche).

La domanda che ti faccio io è: dopo tutto questo, cosa ti ritrovi tra le mani? L’oggetto che hai comprato è di qualità? È unico? Ti renderà davvero felice di averlo, ti aiuterà a fare qualcosa o diventerà l’ennesimo oggetto buttato in un cassetto? Sarai felice di averlo o ti dimenticherai di averlo mai comprato e magari non lo userai mai?

Questa è la mia domanda. Perchè se un marketplace come Etsy, che era nato per valorizzare artigianato e vintage ora obbliga i suoi venditori a questi e altri trucchetti pur di vendere, che esclude alcuni per privilegiare chi si adatta e sottostà a queste nuove metodiche, mi viene da pensare che non importa il cosa, ma il quanto si compra.

E a me di riempirmi casa di monnezza non va proprio. A te?

Dopo il decluttering di un paio di anni fa, i miei acquisti sono dettati dalla necessità. Finisco un prodotto! Mi serve? Lo ricompro. Posso farne a meno? Ciaone. Un abito si consuma, ne cerco uno che lo sostituisca e mando al riciclo quello vecchio. Ho una confezione di pennarelli, alcuni si stanno asciugando, beh finchè non smetteranno tutti di scrivere io non li butterò via (anzi se conosci un metodo per rianimarli fammi sapere).

Guardo la mia scrivania ingombra di roba, materiali, quaderni, appunti, prototipi, avanzi di vetro. È un gran casino, ma ognuna di quelle cose l’ho presa per un motivo. Purtroppo alcune non hanno funzionato come speravo, ma prima di buttarle o di ricomprarne altre voglio dargli un altra possibilità.

I miei gioielli poi, non entrano quasi più nel mio portagioie. Se si rompono irrimediabilmente li butto e basta, recuperando quello che posso, ma ognuno di loro ha una storia, un ricordo, so chi li ha fatti!!!!

È come quando da piccole, nostra madre o nostra nonna, o una zia dalle mani d’oro ci cuciva qualcosa. Quel vestito passava da un membro della famiglia Continue reading “Quanto vale quello che compri?”

Torna bambina con la collana SPECCHIO RIFLESSO

Ti ricordi da piccola all’asilo o alle elementari, quando bisticciavi con la tua amichetta e vi lanciavate tremende offese come, “brutta” o, “cattiva” o il peggiore degli anatemi, “non siamo più amichette?

L’altra, offesa e triste, pur di non dimostrarlo, e anche presa dalla rabbia del momento, rispondeva con un “Non mi importa niente faccia di serpente!” (da dire come una cantilena da film horror!!!!) oppure con il super colpo protettivo di “SPECCHIO RIFLESSO!” con cui rimandavi al mittente l’offesa.

Si, quello dove, imitando un super robottone, dichiaravi a voce alta il colpo e poi facevi la mossa protettiva (incrociare le dita delle mani e rivolgere i palmi verso l’avversario) simile ad un movimento di stretching.

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Ti ricordi ora?

E dimmi, non ti piacerebbe certe volte usare ancora quel colpo magico che ti faceva sentire protetta da qualsiasi cosa ti avessero detto?

Scommetto di si e scommetto anche che, quando eri bambina, ti sentivi davvero come se avessi avuto uno scudo protettivo che impediva alla cattiveria lanciata di andare a segno anche se ovviamente la barriera non c’era.

L’unica cosa davvero potente era la nostra convinzione di bambini che ci fosse e, infatti, funzionava.

Così, dopo un po’ di muso, si tornava amici come prima.

Invece crescendo abbiamo perso “la fede”, non crediamo più che ci sia una barriera, uno specchio, che rimanda indietro la negatività. Quella arriva e ci colpisce in pieno, che sia una frecciatina, un commento all’apparenza interessato al nostro benesssere (dai dovresti dimagrire, perchè non ti tingi i capelli, eh però ora sei troppo magra ecc…) o un vampiro energetico (tipo quelle che hanno sempre problemi, devono sempre sfogarsi, hanno bisogno della tua attenzione ecc…).

Durante la lavorazione

Per tutte queste situazioni una buona dose di autostima e di GNOCCA INSIDE spesso è risolutiva, quindi tesoro, con tutto il cuore, lavoraci sopra. Ma a volte basta uno SPECCHIO RIFLESSO ben piazzato e nemmeno avrai bisogno di sfoderare le tue armi.

Lo SPECCHIO RIFLESSO ti proteggerà da qualsiasi rottura di scatole, dalla collega acida, alla commessa scocciata o viceversa dalla cliente psicopatica, dall’amica vampira che ti tiene ore al telefono e ti angoscia con i suoi “problemi”, fino al superiore iper critico.

Significa che non devi lavorare su di te, sulla tua autostima, sul tuo equilibrio? No, assolutamente no, ma lo potrai fare senza intralci e con una potente protezione.

Come diceva il capitano Kirk: Signor Sulu, alzare gli scudi!

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Ora che ti ho spiegato a cosa serve la collana SPECCHIO RIFLESSO (c’è anche il ciondolo), ti spiego al volo come è fatta.

Ovviamente c’è scritto SPECCHIO RIFLESSO tanto per chiarire il messaggio. Le più potenti sono fatte con vero specchio (lo specchio è un vetro trasparente su cui si mette una patina, in genere argentata, riflettente) così oltre al potere della parola, ci sarà lo specchio che rifletterà chi ti sta di fronte e qualsiasi negatività ti rivolga (attiva o passiva che sia).

Ne farò qualcuna anche con vetro Tiffany, per chi non volesse andare in giro con uno specchio appeso al collo o volesse qualcosa di meno POP come stile. Così tanto per essere protette anche in occasioni più formali.

SPECCHIO RIFLESSO non è uguale a M’ARIMBARZA, la prima è protettiva nel senso che evita che il colpo arrivi a segno, ma anzi lo rimanda indietro. M’ARIMBARZA invece, anche se il colpo arriva, ti rende immune dai suoi effetti.

Bene, mi sembra di averti detto tutto, per ora nello shop ne trovi un paio, perchè lo specchio rende ancora più complicato avere un lavoro finito come piace a me, e quindi su alcune dovrò rimettere le mani.

Quindi se senti che hai bisogno di una protezione alla SPECCHIO RIFLESSO corri ad accaparrarti la tua collana prima che finisca, la trovi nel mio shop insieme alle altre.

p.s. non dovrei dirlo perchè non è carino, ma ci ho fatto un paio di giri di rodaggio e beh! Spacca. Chiunque l’ha vista ha sbarrato gli occhi dalla bramosia e dall’invidia!!! Shhh non dirlo a nessuno però!

Non sono umile, ma sono gentile.

Ti racconto una chicca! Sai a chi piace la collana NON SONO UMILE? Ai maschi! Si davvero, da non crederci vero? La cosa mi fa tanto ridere perchè io l’avevo creata contro la Sindrome dell’impostore che affligge le donne e invece, proprio quelli che ne hanno meno bisogno sono quelli che la vorrebbero! Continue reading “Non sono umile, ma sono gentile.”