VERDE! San Patrizio

VERDE!

L’isola di smeraldo

Oggi è San Patrizio, San Patrizio vuol dire Irlanda e Irlanda vuol dire verde. Non a caso è chiamata “l’isola di smeraldo” per le sue immense distese d’erba e muschio. Chiunque ci sia stato, sa che il verde dei prati in Irlanda è quasi sfacciato!

L’antica bandiera irlandese era verde, con un’arpa d’oro al centro; l’attuale tricolore è entrato in uso all’inizio del Novecento e simboleggia la popolazione cattolica (verde) unita a quella protestante (arancione) da un augurio di pace (bianco).

Uno dei simboli dell’isola inoltre è il trifoglio, legato proprio alla leggenda di San Patrizio. Si dice che lo utilizzasse durante la sua opera di conversione, per spiegare agli irlandesi il concetto di “uno e trino”. Grazie a tutte queste associazioni, oggi irlandesi e appassionati indossano almeno qualcosa di verde. Fino ad arrivare all’usanza ormai consolidata nella città di Chicago, che rende omaggio al patrono dei suoi abitanti di origine irlandese tingendo di verde brillante il fiume che la attraversa.

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Una curiosità: tra le decorazioni più comuni per San Patrizio, oltre al trifoglio, ci sono i berretti da leprechaun, i più famosi folletti irlandesi. Oggi sono immancabilmente vestiti di verde ma, fino a tutto il XIX secolo, le loro descrizioni nelle fiabe e nelle leggende li vedevano invece abbigliati di rosso. Probabilmente il cambio di colore è avvenuto dopo che gli emigranti irlandesi hanno esportato la festa di San Patrizio al’estero, soprattutto negli Stati Uniti. Dev’essere stato più semplice sovrapporre il “verde Irlanda” alla festa irlandese, tingendo di verde tutto ciò che la riguardava, folletti compresi!

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Green Power!

Perciò, ti va di conoscere meglio, proprio oggi, significati e usi di questo bellissimo colore?

Iniziamo dai suoi messaggi più belli e importanti: speranza, tenacia e armonia. Il verde aiuta a rilassarsi e comunica equilibrio e autoaffermazione. È il colore del mondo vegetale, richiama la sua energia fertile e creativa, la sua capacità di adattamento e la sua forza sicura, concreta e tranquilla. È talmente associato alla natura che basta dire “green” per intendere tutto uno stile di vita ecologico e sostenibile.

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Spazi verdi

Nella decorazione degli ambienti, il verde può risultare vivace, riposante o serioso, a seconda delle sfumature: più chiare o più scure, più calde (cioè con una maggiore quantità di giallo) o più fredde (cioè con più blu). In generale, però, è facile che susciti un senso di pace e benessere, e che favorisca la concentrazione. È particolarmente adatto quindi agli spazi dedicati allo studio e al lavoro, alla lettura e al relax.

Si abbina molto bene a materiali naturali come legno e pietra, ma anche al bianco. Diventa allegro accostato a dettagli caldi, come color arancio, giallo e oro; si fa più fresco e romantico assieme al rosa e al viola chiaro.

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Chi di verde si veste…

“…Di beltà sua si fida”, recita un vecchio detto. Ma non è mica vero! Il verde giusto non mortifica affatto il colorito; tutto sta a sceglierlo bene. Il verde con un’altra percentuale di giallo, per esempio il verde prato o il lime, sta molto bene alle persone dai colori solari, con pelle chiara e capelli dalle sfumature dorate o ramate. I tipi insomma che l’armocromia indica come Primavera. Il verde più freddo e un po’ grigiastro, come quello della salvia e della giada, è invece adatto alle persone dai colori freschi e soffusi, e dai capelli con sfumature cenere; i cosiddetti tipi Estate. Il verde che tende al marrone, come l’oliva e colori del muschio e del bosco, si sposa bene a chi ha le nuance dell’Autunno: carnagione e capelli dai riflessi caldi, bronzei o decisamente rossi. Infine, il verde puro, il verde pino e lo smeraldo sono in armonia con le persone Inverno, che possono avere la pelle da molto chiara a scurissima ma presentano sempre capelli scuri e in generale colori netti.

Lo sapevate?

Gli antichi Greci definivano il mare e il cielo verdi o glauchi, aggettivo che indica la sfumatura grigio-verde degli ulivi. Perché? Perché non avevano una parola che indicasse con esattezza il colore blu!

Photo by Dimitris Kiriakakis on Unsplash
Bene ora ti svelo l’arcano, questo è il secondo guest post di ques’anno ed è stato scritto da Simona Calavetta, sai già di chi parlo se hai letto altri articoli del mio post. Lei è una illustratrice e consulente colore, mi ha ispirato il post sui Gioielli delle Suffragette e ha fatto la mia consulenza di armocromia.
Visto che oggi è San Patrizio, ed il verde è uno dei colori preferiti da chi mi segue ho pensato di far parlare una esperta di questo colore. Nel suo blog troverete tanti articoli non solo sul verde (che è anche il suo colore preferito) ma su tutti i colori, vi suggerisco di seguirla sui suoi canali Facebook ed Instagram.

 

Foto di copertina by Patrick Fore on Unsplash

Come si fa per colorare il vetro

Come si fa per colorare il vetro? La scorsa settimana abbiamo parlato di come si fa il vetro, ma non ho approfondito la questione colori, anche se ho mostrato su Instagram alcuni dei miei vetri colorati.

Nel post non ho approfondito come si colora il vetro per due motivi, il primo è che il post era già abbastanza lungo, e capire, almeno in parte tutti quei concetti mi ha richiesto un po’ di approfondimento.

L’uso dei colori nel vetro cattedrale o Tiffany, sono un ulteriore step nel mondo della chimica. Infatti, se anche nei video sul vetro si vede l’addetto che aggiunge una polverina verde, o viola, o rossa al fuso, ciò non significa che basti trovare un colorante qualsiasi.

Difatti, quelle polverine sono dei sali, sali metallici, ossia ossidi e/o solfati. Cosa cambia?

Facciamo un passettino indietro. La tecnica di colorazione con sali metallici è quella usata nell’antichità. In tempi moderni sono stati creati sali più stabili con processi di sintesi (cioè in laboratori di chimica) però le materie prime sono sempre quelle.

Invece in tempi moderni sono stati sviluppati anche altri metodi per colorare il vetro, che però mostrano degli inconvenienti.

Intanto chiariamo che non esiste un solo modo per colorare il vetro, in primis esiste la colorazione a caldo e a freddo.

La colorazione a caldo in fusione con:
  1. ossidi metallici (gli ossidi sono dei sali, ne ho accennato nel post precedente) aggiunti alla massa vitrea, per conferire un colore omogeneo; detta anche Colori in fuoco soprattutto dai maestri vetrai di Murano ;
  2. sostanze in stato colloidale, come d’esempio l’oro colloidale per ottenere il vetro rosso-rubino e, Infine,
  3. particelle di materiali coloranti dispersi nella massa vitrea, come nell’avventurina.
La colorazione a caldo senza fusione

Questa tecnica prevede l’inclusione di sostanze chimiche tra due lastre di vetro incolore incandescenti. Queste sostanze a contatto con l’alta temperatura generano colori ed effetti particolari ed unici. Questo procedimento venne ideato da Ercole Barovier verso il 1930.

La colorazione a freddo

Per questo tipo di colorazione si usano dei colori che vengono applicati sul vetro senza cottura. Si usano colori a lacca o ad olio, in epoca moderna si è iniziato ad usare anche vernici sintetiche (in genere a base polimerica).

Questo tipo di pittura di fatto non resiste a lungo (è come i colori a vetro che si trovano nei negozi per artisti), un escamotage può essere dipingere il vetro internamente, in questo modo la pittura non è intaccata dagli agenti esterni perchè il vetro la protegge.

Questo tipo di colori venivano usati per decorare oggetti vari, spesso dai vetrai che non avevano una fornace a disposizione.

Colorazione a freddo con ricottura

Esiste poi una tecnica che prevede la colorazione della superficie del vetro con dei pigmenti colorati (creando anche disegni) senza che il colore entri nella pasta vitrea, poi però necessita una ricottura per il fissaggio dei pigmenti. A questa tecnica spesso seguiva l’incisione del vetro per mostrare la sottigliezza dello strato di colore.

Oggigiorno esistono varie aziende che realizzano colori economici simili a quelli per ceramica per dipingere il vetro. Si possono fissare con cotture a temperature “domestiche” (160°C circa) e rendono la colorazione permanente e resistente.

LASTRE DI VETRO COLORATE

Come abbiamo visto sopra per colorare le grandi lastre di vetro si aggiungono sali di metalli (in forma ionica o colloidale) al fuso del vetro. La differenza è nella struttura chimica dei due sali, io me li sono dovuti far spiegare dalla mia amica Isabella e, anche se più o meno ho capito, non mi metto qui a farti la lezione di chimica.

Ti basti sapere che alcuni metalli, possono produrre diversi tipi di sali (semplificando molto, li chiameremo  solo ossidi e solfati), che generano colori diversi.

Te lo dico perchè quando ti elencherò i colori e i metalli che si usano per crearli vedrai che con uno stesso metallo possono essere creati coloranti molto diversi.

Dopo questa lunga, ma necessaria, premessa andiamo alla parte divertente.

I COLORI

BLU . Il blu è abbastanza facile e se hai visto “La ragazza con l’orecchino di perla“, sai che uno dei coloranti più preziosi e belli è il cobalto. Nel vetro non viene usato puro ma sotto forma di sale.

Può dare diversi tipi di sali, che generano diverse sfumature con Ossidi di cobalto ad esempio si ottiene un blu violetto. Un’altra sfumatura di blu tendente al verde si può ottenere invece con un sale di ferro, ma anche il rame può fare sfumature bluastre.

ROSSO. Questo colore si può ottenere usando diversi metalli, ad esempio mischiando zolfo, cadmio e selenio. Oppure con Cloruro di oro (III) AuCl3 o composti contenenti rame si ottengono delle tonalità di rosso rubino molto intense. Ovviamente l’intensità è data anche dalla quantità di oro che si usa, ma questo spiega come mai sia così costoso.

IL ROSA. Il rosa si può ottenere sia attraverso l’uso dell’oro per tonalità più intense, sia con l’ossido di Erbio Er2O per varianti più delicate. 

IL GIALLO. Sotto forma di ossido di ferro, questo metallo si usa per dare una colorazione giallo marroncino al vetro, mischiato con lo zolfo si ottiene una sfumatura giallo-ambra. Anche una miscela di Zolfo e Cadmio Solfuro di cadmio CdS oppure l’argento danno delle tonalità di giallo. Persino il piomo può essere usato per sfumature di giallo. Oltre ad ottenere sfumature diverse, è evidente come alcuni possano essere più convenienti di altri. 

IL VERDE. Può avere varie sfumature, con l’ossido di rame si può ottenere un color acquamarina oppure un verde. Ma ricordiamoci che con il ferro si possono ottenere delle sfumature di blu verde. Con l’Ossido di cromo (III) Cr2O3 si ottiene il verde smeraldo. Invece con Ossido di uranio (IV) UOun verde fosforescente, ovviamente appena si sono scoperti i danni che provoca questa sostanza si è sospeso l’uso di questo vetro. 

IL VIOLA. Per ottenere il viola si possono usare vari sali metallici, il Biossido di manganese MnO2 per avere una sfumatura viola porpora, mentre con un mix di cobalto-manganese si ottengono diverse sfumature di un color ametista. L’ossido di nichel NiO da il violetto. 

IL NERO. Per ottenere il nero si usa la stessa abbinata che si usa per il viola, il cobalto-manganese, ovviamente modificate le formulazioni e i dosaggi sono diversi, ma è interessante perchè io ho un vetro viola che in fotografia viene nero per quanto è scuro!

BIANCO. Se poi vuoi colorare il vetro di bianco  puoi farlo mediante composti contenenti stagno.

Oltre alle colorazioni esistono dei particolari effetti come l’iridescenza, l’opacità ecc… ottenuti sempre mediante processi chimici scoperti e sperimentati nel tempo. Ma di questi ne possiamo parlare successivamente perchè è un argomento ancora più vasto di quello sui colori.

Io spero che questo post ti abbia aiutato a capire ed apprezzare ancora di più questo materiale bellissimo, che da millenni ci accompagna. 

Ora sai come si fa a colorare il vetro e, se ti è venuta voglia di avere il tuo pezzettino di vetro colorato, puoi andare nel mio shop e scegliere quello che preferisci da indossare. 

Ed ora il video!!!

Fonti:
www.muranoglass-shop.it/blog/i-processi-di-colorazione-del-vetro-fusione-e-colorazione-a-freddo.html
www.glassway.vda.it/vetro/index.cfm?glass=1,12,0,0
www.chimicamo.org/tutto-chimica/vetri-colorati.html/2
www.wikipedia.org

Il disagio di indossare i colori. Come siamo condizionati dall’ambiente.

Torno a parlare di colore, e sul disagio di indossare i colori, perchè dietro a quelli che noi riteniamo i nostri gusti personali si nasconde spesso un giudizio da parte dell’ambiente in cui viviamo.

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I colori e la paura di emergere.

Domanda a bruciapelo, tu usi i colori quando ti vesti? O hai paura di farti notare?

Questo mese affronteremo la paura di essere viste, di risaltare, di essere notate, di spiccare nella folla. Io ne so qualcosa e proprio negli ultimi giorni mi sono capitate diverse situazioni in cui mi sono resa conto di quanto sono fuori dal normale per via dei colori. Continue reading “I colori e la paura di emergere.”