Kristal: gioielli unici, ecosostenibili, in vetro recuperato.

Il vetro è un bellissimo materiale, io adoro persino i vasetti dello yogurt e soffro quando li devo buttare, per questo vorrei si tornasse al vuoto a rendere, che ha molto più senso del riciclo.

Ma i miei gioielli Tiffany purtroppo non sono di quel tipo di vetro. Infatti contengono minerali al loro interno, che servono a colorarli e dare effetti particolari che non li rendono adatti alla campana della raccolta differenziata.

Usare il normale vetro d’uso comune, d’altronde, non è possibile perchè non è adatto a fare gioielli. In primis non è colorato e quindi mi limita un po’ nelle scelte di design, e poi è molto delicato.

Però ogni tanto mi capita di trovare dei vetri speciali buttati, e quando posso cerco sempre di recuperarli. Insomma se vedi una macchina che inchioda davanti ad una finestra abbandonata a bordo strada, sai chi è alla guida!

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Cosa sono i gioielli etici?

Da anni si sente parlare di moda etica, ma molti altri settori si stanno interrogando su quanto le loro attività produttive, economiche e finanziare siano eticamente corrette, compreso il settore dei gioielli.

Ma cosa sono i gioielli etici? 

In realtà sicuramente tutti sappiamo più o meno quanto pietre e metalli preziosi nei secoli siano stati causa di guerre, tragedie e genocici atroci, ma ancora oggi alcuni di questi problemi persistono.

Alcune miniere di preziosi sono come delle banche che finanziano guerre nei paesi del sud del mondo, e non solo. Spesso queste cave o miniere non fanno solo questo, ma distruggono i territori dove si trovano a livello ecologico, con inquinamento e distruzione di fiumi, montagne e campi. In più spesso la popolazione viene sottomessa e resa schiava (anche bambini), per estrarre le materie prime.

Il tutto per portare all’occidente (noi) fiumi di preziosi. Continue reading “Cosa sono i gioielli etici?”

In giro per l’Italia in cerca di gioielli.

La scorsa settimana ti ho messo in guardia sui gioielli che spesso si acquistano in vacanza. Se non si sta attenti, pensando di portarsi a casa un ricordo si rischia una truffa o un illecito e la vacanza viene rovinata.

Però al di la di cosa compriamo è anche molto bello approfittare delle vacanze per vedere cose nuove. Ad esempio che ne pensi di una vacanza a caccia di gioielli? Ecco, io ho fatto una piccola ricerca Regione per Regione. Ho cercato alcune gioiellerie storiche o laboratori orafi e musei del gioiello.

Sicuramente la mia ricerca sarà carente di tante eccellenze, perdonami se ne conosci altre scrivimi e le cercherò per un prossimo articolo.

Eccoti la mappa dell’Italia per seguire il viaggio con me.

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donna in un mercato artigianale che sceglie da un banco dei gioielli

Attenzione ai gioielli che compri in vacanza.

Cara se sei tra le fortunate che partiranno per le vacanze, in Italia o in Europa, che dire, beata te! Divertiti, spendi e spandi per quanto ti consente il tuo borsellino, ma sempre con un po’ di attenzione.

Andare in posti diversi da quelli dove si va di solito dà l’opportunità di vedere e conoscere cose nuove. Io ad esempio amo aggirarmi per le strade e i luoghi (sentieri, viuzze, edifici ecc…). Cerco negozi strani, particolari, con prodotti locali, mi piace assaggiare i piatti tipici e cercare oggetti tradizionali.

Ma fai attenzione, soprattutto con i gioielli. Diciamo che se acquisti nelle oreficerie puoi stare abbastanza tranquilla, perchè sono tenute ad avere permessi e documenti di tutto. Invece in negozi più turistici o bancarelle la fregatura è dietro l’angolo. Continue reading “Attenzione ai gioielli che compri in vacanza.”

Gioielli esotici li compreresti?

Ti è mai capitato di trovarti in vacanza e trovare gioielli fatti con materiali strani che non conoscevi? Come ti sei comportata? Li hai comprati o non ti sei sentita di lanciarti in questa avventura?

Oggi come avrai capito vorrei parlare di quei gioielli realizzati con materiali particolari, un po’ esotici. A volte non serve allontanarsi troppo, già rimanendo in Italia se ne trovano degli esempi interessanti.

Nei mercatini a volte spuntano cose strane che non avevamo mai visto e anche tra le mie MAKE ME SHINE ne ho alcune.

Mi viene in mente LA RAGAZZA DEL FICO D’INDIA, che appunto usa le fibre di piante per realizzare i sui gioielli, ed in particolare quelle dei fichi d’india della sua Sardegna.

Sempre in Sardegna si trovano gioielli fatti in sughero, io ad esempio ho trovato Ortigu Creazioni che usa questo materiale bellissimo e leggero per realizzare oggetti che raccontano benissimo quest’isola.

Saltando da un’isola all’altra ricordo che in Sicilia, soprattutto vicino l’Etna si trovavano tantissimi oggetti fatti con i lapillli che uscivano dal vulcano, tra cui anche molti gioielli.

Tornando al giro del mondo, mentre cercavo i gioielli fatti con la buccia di arancia di cui mi ha parlato un’amica che fa la spola tra Spagna ed Italia, mi sono imbattutta in questo sito che usa una marea di materiali diversi, tutti di origine vegetale.

Chi semina raccoglie (sempre in Sicilia) usa fibre, semi, bucce e cortecce di piante italiane e non. I risultati sono molto interessanti, soprattutto quando si cerca di tenere la materia prima più semplice possibile.

Sicuramente ti sarà capitato girando per fiere e mercati artigianali di trovare banchi dorati pieni di gioielli fatti con uno speciale giunco dal colore splendente. Flessibile e sottile si presta ad essere modellato ed intrecciato per creare gioielli leggeri e luminosi. Il Capim Duorado del Brasile.

Ovviamente da sempre vengono usati anche materiali di origine animale, come ossa, zanne, coralli gusci, conchiglie ecc… anche da noi. Anche se sempre meno per motivi etici. Ma è sempre interessante come le diverse culture li lavorino e abbinino in maniera diversa.

Ora la mia domanda è….ne hai mai comprato qualcuno?

Si perchè quando sei li, immersa in un ambiente diverso dal solito sei capace di comprare qualsiasi cosa, tutto è giusto, bello, ti senti immersa nel contesto, ma poi si torna a casa.

E già e quando si torna a casa, la borsetta di pelle di ornitorinco (spero non esista, l’ho buttata li a caso) non sembra molto adatta per andare a prendere i bambini a scuola e per l’aperitivo con le colleghe.

Infatti travolte dall’aria esotica a volte ci facciamo prendere la mano e acquistiamo cose un po’ improbabili, ma tutto sommato i gioielli non creano così tanti problemi.

Mi vengono in mente quelli che comprano sombreri in Messico o altri capi di abbigliamento all’estero e poi arrivati a casa non sanno dove metterli. Se va bene finiscono come decorazione appesi al muro.

Ma non sono qui per scoraggiarti, anzi, siamo qui per provare cose nuove. Come fare? Io ti consiglio intanto di valutare la preziosità e l’autenticità di quello che stai guardando.

Sappiamo bene che a volte alcune cose sono fatte appositamente per i turisti e che gli autoctoni non li indosserebbero mai.

AUTENTICITA’. Quindi guarda chi vive in un luogo e cosa indossa. A quel punto scopri dove loro comprano i loro gioielli. Magari chiedi!

INDOSSABILITA’. Altra valutazione che devi fare è, ma poi lo metterò? Per capire questo devi un attimo staccarti dal momento, proiettarti nel tuo ambiente quotidiano, immaginati con i vestiti che hai lasciato nell’armadio a casa, e che usi per andare a lavoro, per prendere i bambini a scuola e per prendere un aperitivo con le amiche. Ok, ora prova ad abbinarci il pezzo che hai visto. Ti ci vedi? Se funziona e ti piace vai. Se ti da davvero gioia ed emozione vai. Ma ricorda, acquistare un gioiello che ti farà sentire in colpa una volta tornata a casa non è utile.

Ok hai preso il tuo tesoro e sei tornata a casa, ma non ti decidi ad indossarlo. Nel mio blog trovi tantissimi post che affrontano il problema da vari punti di vista, questo anche se di un annetto fa è ancora utile e raccoglie varie opzioni.

Se il tuo acquisto è una collana sicuramente la cosa che potrà aiutarti meglio è la mia guida COLLANINA A CHI che regalo agli iscritti alla newsletter, vai qui per averla.

Ti ho dato tutti i consigli che potevo, se invece di avere certezze ora hai ulteriori perplessità scrivimi per una consulenza SPLENDORE A DOMICILIO e cercheremo di risolvere insieme i dubbi che hai e farti partire all’avventura. 

 

 

 

Gioielli tradizionali – Le spille sarde

Dopo una lunga pausa eccoci alla terza puntata dei gioielli tradizionali, e alla Sardegna, oggi cercherò di fare un’escursus sulle spille.

La dicitura è molto generica perchè anche di queste ne esistono tantissime e hanno delle caratteristiche specifiche sia stilisticamente sia per l’uso che se ne faceva e se ne fa ancora. Se immagini le spille da mettere sul risvolto della giacca, diciamo che hai una visione un po’ limitata.

Cagliari -Costume tradizionale Foto per gentile concessione di Gianni Careddu

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A cosa sto lavorando? E perchè non vedi le mie novità?

Forse questo sarebbe stato un post più adatto per la newsletter, ma visto che non ho ancora tanti follower ho pensato di parlarti qui sul blog di quello che sto e non sto facendo.

Intanto sappi che il lancio del nuovo servizio Splendore a Domicilio, ha richiesto mesi di preparazione, l’ho pensato, l’ho cambiato, l’ho testato, ho aggiustato il tiro varie volte e poi ho dovuto preparare il lancio. Lo so alla fine il lancio è stato rapido e improvviso, ma come ti ho spiegato, ci sono stati degli imprevisti. Continue reading “A cosa sto lavorando? E perchè non vedi le mie novità?”

GIOIELLI TRADIZIONALI – Gli anelli sardi

Torna la rubrica dei gioielli tradizionali anche questo mese. Ti sto facendo girare la Sardegna, per scoprire la sua ricca cultura del gioiello. Lo scorso mese ti ho parlato del Bottone sardo, oggi parliamo degli anelli.

Dico anelli perchè, oltre agli anelli normali, nella tradizione sarda ci sono degli anelli speciali legati a momenti specifici della vita dell’individuo alcuni distinti per genere, riservati solo alla donna o all’uomo alcuni venivano regalati, non potevi comprarteli da sola e in molti casi ho trovato intrecci con altre tradizioni, non solo italiane. Continue reading “GIOIELLI TRADIZIONALI – Gli anelli sardi”

Gioielli Sardi: Il Bottone.

Mia madre è sarda e fin da piccola ogni estate andavo da nonna e ci stavo almeno un mese. Per me andare in Sandegna non era tanto una roba lussuosa, ma essere immersa in una realtà completamente diversa da quella romana.

Non entrerò troppo nei dettagli della vita quotidiana, per quanto interessanti, ma questa sarditudine per me era normale, quando ero li. Mio nonno era pastore e mia nonna aveva cresciuto nove figli con grandi sacrifici e nella migliore tradizione.

In alto mio zio Paolino e mia Zia Carmela (con la tipica gonna sarda) sotto io con il costume sardo e mio cugino Michele.

Tra queste tradizioni c’era l’abito, mia nonna l’ha portato fino all’ultimo giorno della sua vita, con la gonna lunga a pieghe, il fazzoletto e tutto il resto.

Questo era il vestito di tutti i giorni, ma poi c’era il vestito della festa. Lussuoso, costoso, pieno di ricami, velluti, broccati su ogni dettaglio e a completamento c’erano i gioielli.

 

 

I gioielli nel costume sardo non sono un optional. Sia per l’uomo che per la donna ci devono essere, più sono e meglio è, e sono bellissimi, preziosi e ricchi di simbologia.

Visto che la Sardegna ha una storia, cultura e tradizione del gioiello molto vasta ho deciso di parlartene un po’ alla volta perchè ogni argomento e ogni gioiello ha una storia vasta e interessante che merita lo spazio di almeno un post.

Inoltre ti fornirò i link su cui ho approfondito gli argomenti, perchè sono davvero tanti e molto interessanti.

Ti assicuro che ti brilleranno gli occhi. Cominciamo?

Per il costume sardo una delle cose fondamentali sono I BOTTONI

Nella camicia del costume infatti raramente ci sono bottoni cuciti, ci sono per lo più le asole, all’interno delle quali vanno inseriti I bottoni. In mancanza di questi si usano le spille.

I BOTTONI hanno forma di seno (con tre diverse forme principali: conico, sferico o a melagrana) e sono diffuse più o meno in in tutta l’isola, anche se il bottone conico tende ad essere associato maggiormente alla zona del nuorese. Vengono realizzati in oro o argento lavorati con la tenica della filigrana, e in cima c’è una pietra che ricorda il capezzolo.

LA SIMBOLOGIA: Cercando in giro ho trovato che questa forma ha una simbologia ben precisa, il seno è quello della dea punica della fertilità, Tanit. In tempi in cui le cure mediche non erano a disposizione di tutti e comunque la medicina era ancora agli albori, I decessi dei bambini e dei neonati erano purtroppo molto frequenti. Il bottone era un amuleto che doveva proteggere la donna e il bambino, per questo aveva questa forma. Si diceva che di notte le streghe si avvicinassero ai bambini per succhiargli il sangue, ma il bottone, dotato della giusta pietra forniva protezione. Questa protezione proveniva dalle fate, le Janas (vedi domus de Janas in tutta l’isola) che realizzavano questi amulti magici filando l’oro e incastonando ossidiana (pietra vulcanica) per sotterrare il male e il corallo (creatura marina) per annegarlo sotto l’acqua.

LA LAVORAZIONE: La lavorazione segue anche essa una procedura ben precisa. Essendo il bottone formato da due semisfere o semiconi, si procede prima alla realizzazione dei due coni separatamente ottenuti dalla imbutitura, che darà alla lastra la forma concava. Quando saranno saldati insieme si potrà procedere alla decorazione con la filigrana e infine all’incastonatura della pietra.

Questo in parole povere.

IL COSTUME: Nel costume sardo si usano due bottoni uniti insieme che chiudono il collo della camicia. Oppure si monta il bottone su una spilla, che uguarmente chiude o decora la camicia. In alcuni casi, soprattutto nel costume dell’uomo si usa “sa buttonera”, cioè una fila di bottoni (dai 7 ai 12 che chiude la manica a partire dal polso in su).

TEMPI MODERNI: Oggi giorno il bottone è riproposto anche come anello, ciondolo e orecchino, in argento e oro, o argento placcato. La forma sempre tonda varia nella bombatura più o meno accentuata, ma il design è talmente caratteristico che si riconosce comunque sempre.

Il bottone è il bottone.

Comunque questo è niente come sempre dietro a questi oggetti c’è un mondo di tradizioni, di cultura che raccontano la società dell’epoca. Se vuoi approfondire ti lascio questo video, anche se è un po’ lungo è davvero interessante, preparati una tisana e goditelo perchè merita.

Ti aspetto sulla mia pagina Facebook per altre chicche che ho trovato on line e alla prossima puntata con i gioielli sardi.

P.S. vorrei piano piano percorrere tutta l’Italia per scoprire i suoi tesori di gioielleria, mentre per la Sardegna ho trovato facilmente tantissimo materiale, per alcune regioni non ho trovato gioielli tipici. Se ne conosci qualcuno,  magari della tua regione, puoi segnalarmelo? Ti ringrazio.