Storia della cravatta e del suo accessorio principale, il fermacravatta.

Ci sono accessori che nascono legati al corpo, come le collane e gli anelli, ma alcuni sono legati all’abbigliamento e quindi molto alla cultura e alla storia di un popolo.

Uno di questi è sicuramente il fermacravatta, che deriva dalla spilla ma che è uno degli accessori più recenti della moda maschile e della gioielleria.

Ovviamente è strettamente legato alla storia della cravatta e ricostruirla non è stato semplice perchè parte da molto indietro.

Questo post quindi vedrà apparire il fermacravatta, come lo conosciamo, solo verso la fine della nostra storia, ma è importante partire dall’inizio nel raccontarla.

Ti garantisco un articolo veloce nei passaggi, ma molto ricco di contenuti, riferimenti e foto. Starà a te decidere quanto approfondire, è un articolo che puoi leggere a salti, tornando indietro, aprendo i link.

Puoi abbandonarlo e riprenderlo, tornarci varie volte, insomma, so già che non ti basterà una lettura veloce per goderne appieno.

Io mi sono stupita di tutte le informazioni che ho trovato e sinceramente non me la sono sentita di darti una versione all’acqua di rose. Per questo ho rimandato ad altri post le informazioni più pratiche e tecniche sul fermacravatta. Insomma volevo fare le cose per bene, quindi partiamo dalla storia.

Storia della cravatta.

Gli antichi legionari romani.

Ammetto che questa è la mia parte preferita perchè mi permette di immergermi nel periodo storico e capire come vivevano le persone mentre indossavano quel capo. Ovvimente per parlare del fermacravatta dobbiamo parlare della storia della cravatta. Ci sono pareri discordanti sull’origine di questo accessorio. Alcuni lo fanno risalire ai Legionari Romani che indossavano al collo un pezzo di tessuto e che usavano per riparare le vie respiratorie dalla polevere durante le lunghe marce (nella foto sopra la n.1).

Nasce il nome della “cravatta”

Ma siamo ancora lontani dalla nostra cravatta moderna, dovremo arrivare alla guerra dei Trentanni (1618-1648), quando a Parigi arrivarono I mercenari croati con il loro tessuto annodato al collo che attirò l’attenzio dei parigini. Fu proprio la parola croata per “croati”, hrvati, con la corrispondente francese croates, a far si che quel particolare foulard prendesse il nome di cravatta (cravate in francese).

All’età di sette anni, intorno al 1646, Re Luigi XIV cominciò a indossare una cravatta di pizzo detto anche jabot nella sua corte lanciando questa moda, inizialmente maschile che poi avrebbe incluso anche le donne nel 1800.

 

Ancora però non appare il fermacravatta e nemmeno la cravatta tradizionale come la intendiamo noi.

Comunque guardando diversi quadri antichi si vedono spesso degli spilloni che fissano questi voluminosi foulard alla camicia.

La cravatta Steinkirk o Steenkerque

Nel 1692 i principi, una volta vestitisi in fretta per la battaglia di Steenkerque (1692), si avvolsero intorno al collo una cravatta di tessuto legata alle sue estremità (nella foto in bianco e nero in alto, la cravatta n.3) . Il nodo veniva poi infilato nell’occhiello della giacca. È per questo che questo tipo di cravatta venne chiamata Steinkirk o Steenkerque.

Il ‘700 e la moda francese

Nel ‘700 le camicie sono spesso già fornite di rouge e volant, e non vengono aggiunti jabot, ma dei colletti rigidi (tipo lupetto o colletto da sacerdote, ma più alti) che vengono fissati sul retro del collo con delle fibbie preziose.

La rivoluzione francese.

Nel 1794, quando Robespierre cade e la Francia inizia a tornare ad una certa normalità la voglia di divertimento porta in auge un tipo di giovane alla moda detto Incroyables o Muscadins. Tra i vari elementi del particolare abbigliamento di questi giovani modaioli c’è l’enorme cravatta che nasconde interamente il collo.

La cravatta era molto lunga, (circa 1,8 metri), è anche piuttosto ampia, spesso di forma triangolare. Veniva ripiegata varie volte fino ad ottenere una striscia più lunga che larga. Il centro di questa striscia di tessuto molto leggero era posizionato sul pomo di adamo e incrociato sul retro del collo. Le estremità erano poi riportate sul davanti e annodate non troppo strettamente.

Lord Beau Brummel e il dandismo, la cravatta diventa l’accessorio di stile.

Quando Beau Brummel scoprì la cravatta all’epoca chiamata “neckcloth”, la portò a livelli di elaborazione altissimi.

Alcuni nodi richiedevano un’ora per essere legati correttamente, i colletti erano diventati molto rigidi grazie all’amido che teneva le punte sollevate e rigide, talvolta fino alle guance. Lui abbandonò i tessuti colorati pieni di pizzi del polveroso ‘700 sostituendoli con colori come il blu per la giacca e il beige per i pantaloni. Questi ultimi iniziano ad essere aderenti e lunghi (tenuti con delle strisce di tessuto che passavano sotto il piede) o a sigaretta.

Non solo, introdusse l’uso di lavarsi e cambiarsi spesso con abiti puliti (cosa considerata assai bizzarra) e tolse definitivamente le parrucche.

Insomma fu uno dei maggiori promoter del dandismo e un’innovatore dello stile regency.

Nel 1818 e nel 1828 furono addirittura scritti interi libri sulla cravatta perchè esistevano infiniti modi di annodarla e avere una piega sbagliata significava dover ricominciare da capo.

I camerieri personali particolarmente ferrati nella cura del proprio signore e nella capacità di vestirlo sempre in maniera adeguata, secondo le tendenze di moda, erano molto ricercati e dovevano fare lunghi apprendistati.

Infatti esisteva una cravatta ed il relativo modo di annodarla adatto ad ogni momento ed evento della giornata. C’erano cravatte e nodi per le commissioni, per andare nella camera dei Lord o al club a parlare di ffari, altre adatte ai balli, altre alla caccia alla volpe o alla corsa dei cavalli.

La cravatta Ascot, le gare di cavallo, la vita mondana, i dress code.

Ad esempio la cravatta modello Ascot prende il suo nome dalla famosa corsa di cavalli che aveva un rigido regolamento circa l’abbigliamento tanto che esiste ancora oggi anche per le donne che indossano il completo da equitazione.

Il nome arriverà in epoca tardo vittoriana mentre prima era definita plastron (foto in bianco e nero in altro n. 11) dal francese per la forma che aveva, ma solo successivamente si evolse al modello usato oggigiorno.

Quindi anche se in precedenza talvolta erano usati dei fermagli per le varie cravatte, fu soprattutto con questo tipo di cravatta che gli uomini iniziarono ad usare sempre degli spilloni piuttosto discreti per tenerle in modo appropriato. Questa abitudine rimarrà fino oltre il 900.

Il marito della regina Vittoria, fu un’icona di stile per la moda degli inglesi, sceglieva capi pratici e moderni visto che si interessava personalmente di tantissime materie. Le cravatte quindi si ridussero durante il giorno spesso a semplici fiocchi, spesso in tessuto più pesante e scuro che teneva la forma senza necessità di troppi ghirigori.

La moda maschile moderna.

Da questo periodo in poi la moda maschile cambiò poco rispetto a quella femminile, a parte qualche accessorio come i cappelli o i dettagli di giacche e pantaloni. Una cosa importante è che se fino ad ora era stata la moda europera a dettare legge, con l’avvento del cinematografo e la nascita dell’industria cinematografica americana saranno le star dei film a fissare i nuovi modelli in fatto di moda.

Gli anni 20, il proibiziosismo, il dopo guerra.

Quindi facciamo un salto fino agli anni 20, in questi anni iniziano ad essere usate le camicie col collo già attaccato, in alternativa ai colli più rigidi e scomodi ma staccabili. Inoltre variano le forme dei colletti, alcuni hanno anche i bottoncini per tenerli abbassati in alternativa al fermacolletto ( o spilla da colletto).

Al posto dei classici gilet usati fino ad ora entro cui venivano infilate le cravatte appaiono i pullover (gilet di lana senza maniche chiusi o abbottonati sul davanti) sotto le giacche o indossati senza per le occasioni informali, pic nick ed eventi all’aperto.

Fatto sta che mentre il papillon diventa l’accessorio formale, la cravatta si incammina sulla via dell’informalità. Il nostro fermacravatta ancora non compare, ma appaiono le prime cravatte fatte ai ferri (questa cosa è importante per il tipo di fermaglio che si potrà poi usare, ci sarà un post dedicato prossimamente).

Galleria di vari tipi di cravatta (su alcuni si vedono anche dei fermacravatta o degli spilloni) dalla fine dell’800 fino agli anni 60 circa.
Gli anni 40 e la II guerra mondiale, arriva finalmente il fermacravatta.

Negli anni 40 con la seconda guerra mondiale in tutto il mondo le risorse di ogni paese sono concentrate sullo sforzo bellico. Tutti i tessuti ed i capi vengono riveduti con linee più semplici, materiali più economici e colori più sobri. Spariscono i gilet nella moda maschile, le cravatte si assottigliano e diventano l’unico elemento decorativo di un look altrimenti molto sobrio e lineare nelle forme e nei colori. Quindi la cravatta è l’accessorio che attira l’attenzione e caratterizza l’outfit. Sparito il gilet il fermacravatta diventa indispensabile per valorizzare la cravatta e tenerla a posto.

Il dopoguerra, il boom economico e l’affermarsi del corporate branding e del fermacravatta brandizzato.

Dopo la fine della guerra con l’avvento dei corporate branding, cioè gli accessori personalizzati di grandi aziende, il fermacravatta divenne un distintivo che accomunava uomini appartenenti a un determinato gruppo.

Le aziende, le squadre sportive, i club, e i gruppi sociali, politici, religiosi ecc… iniziarono a produrre fermacravatta e spillette che li rappresentassero da regalare o vendere, ai loro dipendenti, soci, tifosi e affiliati.

Fu così che esplose come accessorio maschile necessario anche a tenere in ordine questa striscia di tessuto svolazzante. Ovviamente ognuno aveva lo stemma o i colori che lo accomunavano al gruppo di appartenenza, ma anche fuori da questo contesto, l’uomo medio spesso indossava il fermacravatta.

PEACE AND LOVE

Con gli anni ‘60 e I movimenti per la Pace e i figli dei fiori la moda prese tutt’altra strada. Addio ai formalismi, con influenze orientali, le ribellioni giovanili, le fantasie colorate ed esagerate, spesso senza cravatta e camicia. L’uso del fermacravatta rimase solo per coloro che continuarono ad avere uno stile molto formale.

Da quel momento il fermacravatta è diventato un accessorio dedicato alle occasioni speciali, o indossato soprattutto dai più attenti ad alcuni tipi di moda. 

Mentre preparavo il post ho anche imparato molto sui vari tipi di fermacravatta, su come indossarli, e come abbinarli. Non mi sento di dare un giudizio morale su questo accessorio, sull’uso o meno della cravatta, secondo me c’è sempre una giusta misura per tutto. 
Quando un uomo vuole sentirsi in ordine e bello è giusto che lo faccia, sempre cercando di esprimere se stesso. Se la moda diventa una costrizione o una omologazione, la reazione più normale sarà quella del rifiuto. 
L’argomento fermacravatta è molto vasto e per questo ho deciso di fare dei post dedicati e approfonditi, correlati da foto e video.
PROSSIMI POST SUL FERMACRAVATTA
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PER METTERE TUTTO INSIEME ECCO UN VIDEO SULL’EVOLUZIONE DELLA MODA MASCHILE DAL 1800 AD OGGI

(tempo di visione 22 minuti)

Immagini:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Louis_XIV_1648_Henri_Testelin.jpg

Wikimedia 

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Louis_XIV_1648_Henri_Testelin.jpg

https://it.wikipedia.org/wiki/Cravatta#/media/File:Ties_(Cravate_-_Larousse).jpg

https://picryl.com/search

 

Fonti:

https://en.wikipedia.org/wiki/Cravat

https://it.wikipedia.org/wiki/Incroyables_e_Merveilleuses

https://it.wikipedia.org/wiki/Cravatta

https://vanessariley.com/blog/tag/cravatm-neckcloth/

https://angolodiestel.blogspot.com/2011/02/moda-maschile-nell800.html

https://georgianagarden.blogspot.com/2012/01/la-cravatta-ascot.html

http://georgianagarden.blogspot.com/2010/02/la-cravatta.html

 

Citati nel testo

Libro del 1818

Libro del 1828

 

Come tieni i tuoi gioielli? Crea uno spazio speciale per loro.

Ho scoperto che molte di noi, quindi non solo io, sono sempre alla ricerca di modi per riordinare le proprie cose, ma a volte non è questione solo di ordine, ma di spazio. Quindi cominciamo il nuovo anno facendo spazio per i tuoi gioielli.

La casa ci ha protetti, ma viverla tutto il giorno anche con funzioni nuove ce la rende stretta a volte e va ripensata. Continue reading “Come tieni i tuoi gioielli? Crea uno spazio speciale per loro.”

Gioielli particolari colorati grandi effetto WOW!

E se invece dei soliti regali, dei pensierini tu dovessi fare o farti un per regalo un gioiello davvero particolare, unico, speciale effetto WOW?

Benvenuta nel Paese delle Meraviglie mia cara Alice!

Nulla per me è troppo, non esiste troppo grande, troppo, strano o troppo colorato. L’unicità è la mia musa ispiratrice, il mio ossigeno. Qui sta solo a te capire quanto unico deve essere il gioiello che vuoi.

Vuoi vedere delle cose che ti faranno dire WOW? Eccole qui.

LE COLLANE MATRIOSKA

Io comincerei subito con gioielli super colorati ed iconici, le Matrioske.

Sono delle collane grandi, come catena hanno un cordone di passamaneria di colore molto acceso intonato al ciondolo a forma di Matrioska. Queste bambole tradizionali russe hanno richiesto tantissimo lavoro e ricerca, non solo da parte mia e ho raccontato tutto il procedimento in questo post prima e in quest’altro dopo.

Leggendolo capirai perchè sono pezzi unici. Al momento non avrei nemmeno modo di farne altre.

Oltre all’unicità ci sono altre cose che me le fanno amare e mi fanno dire che sono dei gioielli particolari e speciali, intanto sono una capsule collection, molto colorate, e tutte diverse.

A proposito dei colori, per realizzarle ho cercato dei vetri speciali, con colori molto pop e siccome il Tiffany e tutti gli altri vetri che uso normalmente non andavano bene ho dovuto comprare dei vetri da vetrofusione.

Comunque loro sono sicuramente un regalo o un autoregalo che merita un WOW!!!

Ci sono altri pezzi collegati a questa collezione e due collane speciali e diverse, le trovi tutte qui

Invece passiamo alla seconda linea WOW del mio shop, composta da vari pezzi, anelli, orecchini, ciondoli, un paio di cose da uomo che hai già visto nel post della scorsa settimana, ma i pezzi top sono le collane.

LA COLLEZIONE CIRCUITI

La storia di questa collezione è molto arzigogolata, legata a nuove persone che avevo conosciuto in quel periodo, alla mia vena creativa che vede sempre qualcosa di prezioso in quello che per altri è uno scarto inutilizzabile.

Frequentavo questo laboratorio ed era pieno di schede di computer vecchie o “svampate” che non si potevano più usare. Il mio occhio da studentessa di architettura vedeva edifici di chip, vie di rame stampate sui circuiti, serbatoi nelle bobine. Insomma, erano bellissime.

Avevo già visto altri usare i circuiti per realizzare oggetti alternativi, tra cui anche gioielli, alcuni con esiti più felici di altri, diciamocelo!

Come sempre, le gestazioni dei miei progetti sono lunghe e nebbiose. Per mesi questi tarli mi assillano senza uscire allo scoperto, poi la nebbia si dirada e puff! Ecco che l’idea esce.

I gioielli con i circuiti sono particolari, bellissimi secondo me, alcuni con delle piccole trovare originali, come il disco in vetro al posto della pila a pasticca, o il saliscendi in argento che passa attraverso il circuito, per non parlare del filo elettrico che funge da girocollo. I colori sono determinati dal circuito, è lui che da forma al gioiello, parte tutto da lì.

 

I prossimi gioielli che ti propongo sono alcuni parte di micro collezioni, altri dei solitari pezzi unici, altri attrraversano trasversalmente altre linee. 

I GIOIELLI CON I TESSUTI

Il concetto di base è semplice, mettere in tessuto tra due lastre di vetro, ma la storia ci insegna che tra il dire ed il fare…..

e quindi posso anticiparti che ci sono pochi pezzi perchè è un procedimento che richiede, attenzione, cura e tempo. 

Un po’ come le torte, quelle a strati, prepari tutto, ma poi quando metti insieme se non stai attenta la torta crolla .

Di questi gioielli ci sono diversi tipi, alcuni pezzi delle Matrioske (quelli che hanno dato vita a tutta la collezione), un ciondolo pazzesco con del pizzo recuperato da un capo che andava buttato, il mono set giallo e nero, e la collezione Giapponese

Ora non ci sono più tutti i pezzi iniziali di ogni linea, ma sono gioielli talmente originali ed unici che ne basta uno. 

 

Potrei anche concludere qui, ma se vuoi davvero qualcosa che faccia i fuochi d’artificio devo presentarti le mie due linee più POP, sia per i colori che per lo spirito con cui sono nate.
Loro hanno la gioia e la grinta, e lo esprimono con ogni colore, dettaglio, parola e simbolo.

PEACE AND FLOWER

Solo 4 pezzi, ciondoli medaglione enormi, colorati con dei charms che puoi cambiare.

In quel periodo mi sentivo molto figlia dei fiori e avevo voglia di colori accesi.

La seconda line super POP, unica e particolare è formata da ciondoli e girocolli coloratissimi.

COLLANE CON LE SCRITTE 

Se vuoi tutta la storia ti invito a leggere questo poste poi i singoli post per M’ARIMBARZA, GNOCCA INSIDE, FREE TO BE UNIQUE, SPECCHIO RIFLESSO , NON SONO UMILE e MAKE ME SHINE.

Secondo me ti aiuteranno a capire il senso di ogni frase che ho scelto per questa linea di collane e scegliere quella più adatta a te. Anche per loro dall’idea iniziale al primo prototipo valido è passato più di un anno, fatto di ipotesi, prove, tentativi, errori e fallimenti. 

 

Creerò altri gioielli particolari e unici? Certo, altrimenti mi annoierei troppo. Ne ho già in mente qualcuno?

Assolutamente si, anzi ti dirò di più, alcuni sono fermi da anni, in attesa che tu sia pronta per loro, quindi se vuoi sempre essere aggiornata su cosa produco iscriviti alla mia newsletter ora. 

Regali per lui, scegli i miei gioielli artigianali da uomo.

Nelle scorse settimane abbiamo affrontato la questione regali di Natale, ma non è l’unico periodo dell’anno in cui dobbiamo fare dei regali e quindi ho deciso di fare dei post classificandoli per destinatario.

Oggi quindi parliamo di regali per lui. Io realizzo prevalentemente gioielli da donna, anche se quelli da uomo spesso mi danno grandi soddisfazioni ed in generale mi piace molto farli. È un po’ più difficile trovare le basi in argento per alcune tipologie, ma poi vengono molto belli.

Del resto anche se i miei gioielli sono destinati prevalentemente a donne, molti hanno una linea unisex, altri vengono acquistati da fidanzati, mariti e figli e poi ci sono i regali che le clienti fanno ai loro uomini.

Quindi prometto che mi impegnerò ad aumentare la scelta tra i miei gioielli, e comunque esistono sempre gli ordini personalizzati.

Detto questo iniziamo con i vari gioielli e accessori da uomo che puoi trovare nel mio shop Continue reading “Regali per lui, scegli i miei gioielli artigianali da uomo.”

Gioielli dallo stile classico e come fare comunque regali originali.

Spesso lo stile classico è inteso come qualcosa di un po’ noioso, e questo stile cambia molto parlando di moda, o arredamento, gioielli o accessori. Come si possono definire classici dei gioielli quando se sono di 20 o 30 anni fa, possono già definirsi vintage?

Diciamo che forse possiamo dire che lo stile classico è quello che riassume in se un compromesso tra vari stili, senza propendere mai troppo per uno o per un altro. Un equilibrio di forme e colori senza eccessi. 

Io ho dei gioielli dallo stile classico? Forse non nel significato assoluto del termine, ma sicuramente ho alcuni pezzi che possono essere abbinati ad outfit più classici coordinandosi perfettamente. Continue reading “Gioielli dallo stile classico e come fare comunque regali originali.”

Regali di Natale per minimalisti, scegli un gioiello artigianale.

Il Natale  non si può certo considerare una festività minimalista, io stessa ieri ho acquistato una decorazione per l’albero a forma di ananas rosa glitterato! Tuttavia se vogliamo fare dei regali riusciti dobbiamo adattarci ad acquistare oggetti (o servizi) che rispecchino il gusto di chi li riceve.

Per questo, anche se spesso risulta difficile, ci ritroviamo a volte a dover fare regali minimalisti che hanno ben poco di natalizio. Questo non toglie che possano essere belli e preziosi e soprattutto dimostrare il nostro affetto a chi li riceve.

Ammetto che non ho uno stile minimalista in senso stretto. Amo i colori, le cose estrose, sopra le righe, ma ti assicuro che aprezzo una cosa fatta bene, dalla linea pulita e soprattutto che non sia noiosa nella sua semplicità.

Quindi dopo il post della scorsa settimana, con i regali divisi per fasce di prezzo, in questo post ti farò vedere quali articoli dallo stile minimalista puoi trovare nel mio shop. Continue reading “Regali di Natale per minimalisti, scegli un gioiello artigianale.”

Regali di Natale per vari budget, scegli i miei gioielli artigianali.

Anche se racconto spesso del mio lavoro non faccio spesso post di autopromozione, a parte quando lancio una nuova collezione e più che promuoverla la spiego, come il post della scorsa settimana.

Invece questa volta lo farò per un semplice motivo, perchè credo che potrebbe esserti utile. Infatti ho visto che il post su come organizzarsi per fare i regali di Natale ha riscosso molto successo e alcuni mi hanno chiesto post simili.

Per questo dedicherò alcuni post ai gioielli nel mio shop per aiutarti a trovare tra essi qualche regalo per amici e familiari.

Questo primo post terrà in considerazione delle fasce di prezzo. Quindi se hai fissato un budget per ogni regalo ti dovrebbe essere più semplice andare subito sulla fascia di prezzo che ti interessa.

Prima di iniziare ti ricordo che gli iscritti alla newsletter hanno un codice sconto da poter usare nello shop on line e in più ho preparato un paio di sorprese una per Halloween ed una per novembre. Quindi intanto continua a leggere e iscriviti alla newsletter Continue reading “Regali di Natale per vari budget, scegli i miei gioielli artigianali.”

Quale gioiello regalare? Scegli il gioiello giusto in 6 mosse.

Ragionando sui regali di Natale la scorsa settimana, ho pensato di fare un articolo specifico per chi sceglie di regalare un bijoux, ma non sa bene come muoversi.

In questi anni, soprattutto da quando ho iniziato a fare la consulenza Splendore a Domicilio ho visto diversi portagioie con degli intrusi.

Molti erano gioielli ricevuti in regalo, da suocere, ex boyfriends, colleghe o vinti a qualche pesca. Insomma non rispecchiavano il gusto del ricevente, ma di chi faceva il regalo. Continue reading “Quale gioiello regalare? Scegli il gioiello giusto in 6 mosse.”

Kristal: gioielli unici, ecosostenibili, in vetro recuperato.

Il vetro è un bellissimo materiale, io adoro persino i vasetti dello yogurt e soffro quando li devo buttare, per questo vorrei si tornasse al vuoto a rendere, che ha molto più senso del riciclo.

Ma i miei gioielli Tiffany purtroppo non sono di quel tipo di vetro. Infatti contengono minerali al loro interno, che servono a colorarli e dare effetti particolari che non li rendono adatti alla campana della raccolta differenziata.

Usare il normale vetro d’uso comune, d’altronde, non è possibile perchè non è adatto a fare gioielli. In primis non è colorato e quindi mi limita un po’ nelle scelte di design, e poi è molto delicato.

Però ogni tanto mi capita di trovare dei vetri speciali buttati, e quando posso cerco sempre di recuperarli. Insomma se vedi una macchina che inchioda davanti ad una finestra abbandonata a bordo strada, sai chi è alla guida!

Continue reading “Kristal: gioielli unici, ecosostenibili, in vetro recuperato.”

Come l’etica entra nel mio lavoro.

Durante il mese abbiamo visto come sia importante l’etica nella nostra vita e in particolare abbiamo approfondito la parte legata ai gioielli ed ai preziosi.

Abbiamo iniziato con la mia esperienza da cliente, abbiamo visto che esistono gioielli etici a che grandi aziende e gruppi si stanno muovendo su questo fronte. Abbiamo scoperto che abbiamo più oro e materie preziose addosso ed intorno di quante pensiamo, nei nostri apparecchi elettronici e che anche questi pongono problemi etici importanti.

La scorsa settimana ti ho dato dei consigli per rendere un po’ più etico il tuo portagioie.

Bene, quindi ognuno sta facendo la sua parte, ma io? Come artigiana? Come cerco di coltivare la mia etica nel lavoro? Continue reading “Come l’etica entra nel mio lavoro.”