ACCESSORI - Accessories

Aiuta gli artigiani a crescere sfoggiando gioielli bellissimi

Durante le vacanze ho cercato di riposarmi, ma ho approfittato per vedere qualche posto nuovo. La cosa che mi piace fare di più è girare per i centri storici, trovare edifici antichi particolari, botteghe originali e cose nuove da assaggiare.

Insomma le mie vacanze sono tranquille e multisensoriali anche se fatte in economia, per fortuna amo camminare che è il modo migliore per godersi tutto.

Nei miei giri per centri storici ho visto ovviamente tanti negozietti, purtroppo molti ormai si sono piegati al made in China e hanno tutti gli stessi souvenir, ma ci sono alcuni coraggiosi che propongono cose diverse. Continue reading “Aiuta gli artigiani a crescere sfoggiando gioielli bellissimi”

ACCESSORI - Accessories Anelli - Rings Collane - Necklaces Gioielli tradizionali Spille

In giro per l’Italia in cerca di gioielli.

La scorsa settimana ti ho messo in guardia sui gioielli che spesso si acquistano in vacanza. Se non si sta attenti, pensando di portarsi a casa un ricordo si rischia una truffa o un illecito e la vacanza viene rovinata.

Però al di la di cosa compriamo è anche molto bello approfittare delle vacanze per vedere cose nuove. Ad esempio che ne pensi di una vacanza a caccia di gioielli? Ecco, io ho fatto una piccola ricerca Regione per Regione. Ho cercato alcune gioiellerie storiche o laboratori orafi e musei del gioiello.

Sicuramente la mia ricerca sarà carente di tante eccellenze, perdonami se ne conosci altre scrivimi e le cercherò per un prossimo articolo.

Eccoti la mappa dell’Italia per seguire il viaggio con me.

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donna in un mercato artigianale che sceglie da un banco dei gioielli
ACCESSORI - Accessories Bigiotteria - Costume jewelry Gioielli tradizionali

Attenzione ai gioielli che compri in vacanza.

Cara se sei tra le fortunate che partiranno per le vacanze, in Italia o in Europa, che dire, beata te! Divertiti, spendi e spandi per quanto ti consente il tuo borsellino, ma sempre con un po’ di attenzione.

Andare in posti diversi da quelli dove si va di solito dà l’opportunità di vedere e conoscere cose nuove. Io ad esempio amo aggirarmi per le strade e i luoghi (sentieri, viuzze, edifici ecc…). Cerco negozi strani, particolari, con prodotti locali, mi piace assaggiare i piatti tipici e cercare oggetti tradizionali.

Ma fai attenzione, soprattutto con i gioielli. Diciamo che se acquisti nelle oreficerie puoi stare abbastanza tranquilla, perchè sono tenute ad avere permessi e documenti di tutto. Invece in negozi più turistici o bancarelle la fregatura è dietro l’angolo. Continue reading “Attenzione ai gioielli che compri in vacanza.”

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Cosa indossare in spiaggia al posto dei gioielli

Nell’ultimo post ti ho chiaramente detto che sconsiglio l’uso dei bijoux al mare (ed anche in piscina), ma in compenso esistono tanti accessori da indossare in spiaggia al posto dei gioielli.

Partiamo dal presupposto che sei al mare e non in città o in ufficio, non sei in una zona urbana e quindi ci sono molte concessioni che puoi fare al tuo look. Quindi perchè non approfittarne?

Andare al mare è un momento di liberazione. Lo so, ci assillano con la prova costume e la cellulite, ma se te ne fregassi?

Se la tua prova costume fosse quella di indossare il più bello che trovi? O magari di rendere tutto il tuo look originale ed unico ogni giorno?

Ora ti proporrò una lista di accessori che ti serviranno come alternativa ai gioielli, ma anche per rendere personale il tuo outfit.

Oltre ad un bel sorriso ed ad uno strato di crema solare puoi abbinare il tuo costume a diversi accessori originali: Continue reading “Cosa indossare in spiaggia al posto dei gioielli”

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Bon ton dei gioielli in spiaggia. Cosa, come e quando indossarli.

Argomento scottante, come la sabbia delle nostre spiagge in questo periodo, perchè per me ci vorrebbe un bon ton apposito per i gioielli in spiaggia.

Prima di addentrami nella questione, di quali gioielli indossare in spiaggia, te lo dico subito, io sono contraria! Secondo me non andrebbero messi per vari motivi: Continue reading “Bon ton dei gioielli in spiaggia. Cosa, come e quando indossarli.”

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Bon ton dei gioielli, cosa dice il galateo e come la penso io.

Il Bon ton, o galateo danno tante regole su tutto nella vita, come comportarsi, come vestirsi, cosa dire, cosa fare e soprattutto una lunga lista di NO, e con i gioielli cosa dicono lo sai? E soprattutto, io come la penso!?

Ecco, se sei una precisina puoi prendere le regole del galateo, saltando quello che dirò io. Del resto sono regole legate soprattutto ai gioielli preziosi mentre io prediligo la bigiotteria o i semi preziosi.

Ovviamente se domani arrivassero Bulgari o Cartier dicendomi che posso scegliere qualsiasi cosa dai loro scrigni puoi immaginare che punterei alle cose più sobrie che hanno, giusto? Ahahaha, no davvero, mi piacciono le cose vistose, colorate e punterei a collier di rubini e smeraldi a più file.

Tornando al bon ton dei gioielli, cercando on line ho trovato proprio dei punti saldi che ora ti riporto di seguito con i miei commenti, e ovviamente aspetto i tuoi.

Iniziamo!

  1. Effetto layer, a strati, tre collane leggere di diverse lunghezze, con orecchini appariscenti ma nello stesso stile, su un outfit molto basico e a contrasto.

    LESS IS MORE, potrebbe essere il riassunto della prima regola. Sta ad indicare quanti gioielli puoi indossare. C’è un numero preciso. 3, ma se sei in dubbio meglio pochi che troppi. Per gli anelli puoi arrivare al massimo a 4 (e credo che questa concessione sia dovuta al fatto che se indossi anello di fidanzamento e fede, 2 opzioni sono occupate). Ma non solo la quantità ma anche la qualità è importante. Se hai un collier molto importante il consiglio è di ridurre gli orecchini a dei punti luce. Cosa ne penso io? Di questi tempi spesso queste regole sono state sovvertite, come nel mettere le collane in maniera massiva ottenendo un effetto a strati o a torchon. Secondo me la regola principale è avere chiaro cosa si vuole ottenere, se i gioielli sono intonati, quasi come se fossero uno solo o un set e non cozzano con l’outif e gli altri accessori si può riuscire a trovare un risultato piacevole. La regola per me è equilibrio come dico anche nel mio Collanina a chi*.  lo stesso discorso possiamo farlo per gli anelli, se sono dei set o midi ring il numero può addirittura raddoppiare senza per questo apparire pacchiani e per questo ti rimando ai post sugli anelli e come indossarli.

  2. ABBINA I GIOIELLI ALL’OUTFIT, il consiglio è di rimanere più sobrie di giorno e sfoggiare cose più appariscenti di sera. Ovviamente poi si deve tenere conto anche di dove si deve andare di giorno e dove di sera. Cosa ne penso io? In linea generale sono d’accordo, ma per semplici ragioni di buon senso. Di giorno spesso abbiamo da fare, lavoriamo, ci occupiamo della casa, della famiglia, eccc..  La sera ci concediamo talvolta eventi più mondani delle uscite con amici in posti carini. Quindi se l’outfit per lavorare è più pratico o formale è abbastanza logico che il gioiello si debba adeguare a questa regola. Mentre se il programma è uscire con la persona che amiamo e vogliamo essere speciali abito e accessori saranno più appariscenti e particolari. Facile! Comunque ho scritto un post sui gioielli da indossare per lavorare

    Un classico esempio di gioielli armoniosamente abbinati all’outfit e che sono perfetti anche se qualcuno li definirebbe troppi!
  3. DIAMOND IN THE NIGHT, c’è chi afferma che, a parte l’anello di fidanzamento, i diamanti siano da indossare solo la sera. Cosa ne penso io? Se ci atteniamo alla regola 2 del buonsenso, se i gioielli sono adatti all’outfit per me puoi mettere diamanti anche di giorno. Magari non una tiara per andare in ufficio col tailler, ma un punto luce, perchè no?
  4. NO AL POUTPOURRI, insomma, non mischiare cose diverse, stili diversi, pietre diverse, metalli diversi. Insomma abbina bene i gioielli, se indossi oro giallo, non abbinare oro bianco o argento, se metti le perle non abbinarci la giada ecc… Cosa ne penso io? In teoria sono d’accordo, nel senso che se mischi delle cose troppo diverse tra loro l’effetto sarà di disordine, invece di rendere visibili entrambi, creerai una accozzaglia. Però ad esempio puoi abbinare uno stesso stile di gioiello anche se in colori diversi se l’outfit ti aiuta. Ad esempio, se indossi una stampa colorata, puoi mettere gli orecchini che riprendono un colore della stessa e l’anello che ne riprende un’altro. L’accortezza è che i colori siano perfettamente abbinati (uguali identici!!!) a quelli della stampa e che tra loro siano simili, come ad esempio i miei gioielli, colori e forme diversi ma stile uguale.

    Diversi gioielli tutti importanti, ok hanno tutti il colore degli occhi della signorina, ma davvero non si sa bene dove guardate. Io personalmente avrei evitato la collana d’oro.  
  5. L’OCCASIONE D’USO CONTA, non indossare gioielli ai funerali, ad esempio, non indossare gioielli vistosi al lavoro e se sei over 40 bando alla bigiotteria, niente gioielli se fai sport. Cosa ne penso io? 2 su 3 concordo. Su quando non indossare i gioielli ho fatto un manifesto e te lo puoi anche scaricare qui. Sui funerali dipende, certo non stai andando ad una sfilata, ma se sei una di quelle persone che ha dei gioielli che indossa sempre (tipo la catenina d’oro o gli orecchini della nonna) direi che non sono un grosso problema. Tieni conto di dove stai andando. Sui gioielli al lavoro ti rimando nuovamente al post che ho scritto in merito. Sulla bigiotteria dopo i 40, io ho 47 anni, ok mi sono ridimensionata, ma non ci rinuncerei mai. Si torna sempre al punto 2!
  6. GALATEO PER UOMO, dovrebbe indossare solo il minimo indispensabile, orologio (semplice) e fede nuziale. Concessi i gemelli con camicie speciali, e collane e bracciali minimal per look casual. Cosa ne penso io? Se hai letto i miei post sugli anelli, soprattutto quelli da uomo, avrai letto che tutte queste differenze sugli accessori UOMO/DONNA sono nate nell’800. Quindi direi che essendo giunti nel 2020, volendo l’uguaglianza tra i sessi, essendo stufi del rosa e del blu (altra storia inventata negli ultimi due secoli), e considerando che esistono gioielli da uomo molto belli ed eleganti. No, mi sembra una regola obsoleta e non al passo con i tempi. Però anche gli uomini possono affidarsi alle regole di buon senso delle donne nello scegliere i gioielli da indossare.
  7. NON REGALARE MAI, spille e perle. Le prime pungono, e ricordano un pugnale, come a voler versare il sangue di chi riceve la spilla. Le seconde sono sempre state associate alle lacrime, regalarle è un cattivo augurio. Cosa ne penso io? Adoro le spille e le perle, e queste sono superstizioni, ma c’è già chi ha risolto la questione. Come ti raccontavo sul post delle spille sarde, un modo per eludere la cattiva sorte è di pagare un piccolo pegno. Lo stesso vale per le perle, basta anche una monetina di valore infinitesimale pagata da chi riceve il dono per scacciare la sfortuna.

Ecco ora sai perfettamente cosa dice il bon ton sull’indossare i gioielli. Poi esiste Iris Apfel che ha preso queste regole e credo gli abbia dato fuoco, creandosi uno stile unico e personale. 

Se anche tu vuoi capire come indossare al meglio i tuoi gioielli puoi provare la mia consulenza personalizzata SPLENDORE A DOMICILIO – Chat Edition, e trovare il tuo stile unico. 

 

 

 

*Nel mio scaricabile Collanina a chi approfondisco tutti questi argomenti, lo puoi avere iscrivendoti alla mia newsletter ed accedendo al mio Scrigno dei tesori. 
HANDMADE LAVORAZIONE TIFFANY Vetro

Trame e finiture del vetro Tiffany

Negli scorsi post abbiamo visto come si fa il vetro e come si colora, ma una cosa che influenza molto il suo aspetto e l’uso sono le trame e le finiture del vetro Tiffany.

Intanto chiarisco che il vetro artistico viene chiamato Tiffany prevalentemente in Italia mentre nei paesi anglosassoni è chiamato “stained glass” cioè vetro stagnato.

Questo perchè la tecnica è stata sviluppata da L. Comfort Tiffany, ma i vetri decorati esistevano da secoli (basti guardare le più belle cattedrali gotiche europee). Per gli anglosassoni parlare di Tiffany significa prevalentemente parlare di gioielleria, per questo è utile fare questo chiarimento.

Noi quindi lo chiameremo indifferentemente vetro Tiffany o vetro cattedrale per intendere il vetro a lastre usato come decorazione.

Detto questo, a L. C. Tiffany va il merito di aver fatto moltissima ricerca per creare nuovi tipi di vetri, viaggiò e sperimentò moltissimo, creò dei laboratori e si circondò di esperti vetrai con cui recuperò vecchie tecniche decorative del vetro, risalenti ai romani e anche precedenti, mentre altre le inventò di sana pianta.

In questo post cercherò di dare una descrizione di massima delle trame e finiture più frequenti, ma tieni conto che in genere esistono delle sotto categorie per ognuna, spesso sviluppate dai singoli laboratori.

In ogni caso proviamo a partire dall’inizio. 

Piccola annotazione, da qui in poi troverai molti link che ti permetteranno di vedere i vetri di cui stiamo parlando.

VETRO CATTEDRALE

Continue reading “Trame e finiture del vetro Tiffany”

Colore LAVORAZIONE TIFFANY Vetro

Come si fa per colorare il vetro

Come si fa per colorare il vetro? La scorsa settimana abbiamo parlato di come si fa il vetro, ma non ho approfondito la questione colori, anche se ho mostrato su Instagram alcuni dei miei vetri colorati.

Nel post non ho approfondito come si colora il vetro per due motivi, il primo è che il post era già abbastanza lungo, e capire, almeno in parte tutti quei concetti mi ha richiesto un po’ di approfondimento.

L’uso dei colori nel vetro cattedrale o Tiffany, sono un ulteriore step nel mondo della chimica. Infatti, se anche nei video sul vetro si vede l’addetto che aggiunge una polverina verde, o viola, o rossa al fuso, ciò non significa che basti trovare un colorante qualsiasi.

Difatti, quelle polverine sono dei sali, sali metallici, ossia ossidi e/o solfati. Cosa cambia?

Facciamo un passettino indietro. La tecnica di colorazione con sali metallici è quella usata nell’antichità. In tempi moderni sono stati creati sali più stabili con processi di sintesi (cioè in laboratori di chimica) però le materie prime sono sempre quelle.

Invece in tempi moderni sono stati sviluppati anche altri metodi per colorare il vetro, che però mostrano degli inconvenienti.

Intanto chiariamo che non esiste un solo modo per colorare il vetro, in primis esiste la colorazione a caldo e a freddo.

La colorazione a caldo in fusione con:
  1. ossidi metallici (gli ossidi sono dei sali, ne ho accennato nel post precedente) aggiunti alla massa vitrea, per conferire un colore omogeneo; detta anche Colori in fuoco soprattutto dai maestri vetrai di Murano ;
  2. sostanze in stato colloidale, come d’esempio l’oro colloidale per ottenere il vetro rosso-rubino e, Infine,
  3. particelle di materiali coloranti dispersi nella massa vitrea, come nell’avventurina.
La colorazione a caldo senza fusione

Questa tecnica prevede l’inclusione di sostanze chimiche tra due lastre di vetro incolore incandescenti. Queste sostanze a contatto con l’alta temperatura generano colori ed effetti particolari ed unici. Questo procedimento venne ideato da Ercole Barovier verso il 1930.

La colorazione a freddo

Per questo tipo di colorazione si usano dei colori che vengono applicati sul vetro senza cottura. Si usano colori a lacca o ad olio, in epoca moderna si è iniziato ad usare anche vernici sintetiche (in genere a base polimerica).

Questo tipo di pittura di fatto non resiste a lungo (è come i colori a vetro che si trovano nei negozi per artisti), un escamotage può essere dipingere il vetro internamente, in questo modo la pittura non è intaccata dagli agenti esterni perchè il vetro la protegge.

Questo tipo di colori venivano usati per decorare oggetti vari, spesso dai vetrai che non avevano una fornace a disposizione.

Colorazione a freddo con ricottura

Esiste poi una tecnica che prevede la colorazione della superficie del vetro con dei pigmenti colorati (creando anche disegni) senza che il colore entri nella pasta vitrea, poi però necessita una ricottura per il fissaggio dei pigmenti. A questa tecnica spesso seguiva l’incisione del vetro per mostrare la sottigliezza dello strato di colore.

Oggigiorno esistono varie aziende che realizzano colori economici simili a quelli per ceramica per dipingere il vetro. Si possono fissare con cotture a temperature “domestiche” (160°C circa) e rendono la colorazione permanente e resistente.

LASTRE DI VETRO COLORATE

Come abbiamo visto sopra per colorare le grandi lastre di vetro si aggiungono sali di metalli (in forma ionica o colloidale) al fuso del vetro. La differenza è nella struttura chimica dei due sali, io me li sono dovuti far spiegare dalla mia amica Isabella e, anche se più o meno ho capito, non mi metto qui a farti la lezione di chimica.

Ti basti sapere che alcuni metalli, possono produrre diversi tipi di sali (semplificando molto, li chiameremo  solo ossidi e solfati), che generano colori diversi.

Te lo dico perchè quando ti elencherò i colori e i metalli che si usano per crearli vedrai che con uno stesso metallo possono essere creati coloranti molto diversi.

Dopo questa lunga, ma necessaria, premessa andiamo alla parte divertente.

I COLORI

BLU . Il blu è abbastanza facile e se hai visto “La ragazza con l’orecchino di perla“, sai che uno dei coloranti più preziosi e belli è il cobalto. Nel vetro non viene usato puro ma sotto forma di sale.

Può dare diversi tipi di sali, che generano diverse sfumature con Ossidi di cobalto ad esempio si ottiene un blu violetto. Un’altra sfumatura di blu tendente al verde si può ottenere invece con un sale di ferro, ma anche il rame può fare sfumature bluastre.

ROSSO. Questo colore si può ottenere usando diversi metalli, ad esempio mischiando zolfo, cadmio e selenio. Oppure con Cloruro di oro (III) AuCl3 o composti contenenti rame si ottengono delle tonalità di rosso rubino molto intense. Ovviamente l’intensità è data anche dalla quantità di oro che si usa, ma questo spiega come mai sia così costoso.

IL ROSA. Il rosa si può ottenere sia attraverso l’uso dell’oro per tonalità più intense, sia con l’ossido di Erbio Er2O per varianti più delicate. 

IL GIALLO. Sotto forma di ossido di ferro, questo metallo si usa per dare una colorazione giallo marroncino al vetro, mischiato con lo zolfo si ottiene una sfumatura giallo-ambra. Anche una miscela di Zolfo e Cadmio Solfuro di cadmio CdS oppure l’argento danno delle tonalità di giallo. Persino il piomo può essere usato per sfumature di giallo. Oltre ad ottenere sfumature diverse, è evidente come alcuni possano essere più convenienti di altri. 

IL VERDE. Può avere varie sfumature, con l’ossido di rame si può ottenere un color acquamarina oppure un verde. Ma ricordiamoci che con il ferro si possono ottenere delle sfumature di blu verde. Con l’Ossido di cromo (III) Cr2O3 si ottiene il verde smeraldo. Invece con Ossido di uranio (IV) UOun verde fosforescente, ovviamente appena si sono scoperti i danni che provoca questa sostanza si è sospeso l’uso di questo vetro. 

IL VIOLA. Per ottenere il viola si possono usare vari sali metallici, il Biossido di manganese MnO2 per avere una sfumatura viola porpora, mentre con un mix di cobalto-manganese si ottengono diverse sfumature di un color ametista. L’ossido di nichel NiO da il violetto. 

IL NERO. Per ottenere il nero si usa la stessa abbinata che si usa per il viola, il cobalto-manganese, ovviamente modificate le formulazioni e i dosaggi sono diversi, ma è interessante perchè io ho un vetro viola che in fotografia viene nero per quanto è scuro!

BIANCO. Se poi vuoi colorare il vetro di bianco  puoi farlo mediante composti contenenti stagno.

Oltre alle colorazioni esistono dei particolari effetti come l’iridescenza, l’opacità ecc… ottenuti sempre mediante processi chimici scoperti e sperimentati nel tempo. Ma di questi ne possiamo parlare successivamente perchè è un argomento ancora più vasto di quello sui colori.

Io spero che questo post ti abbia aiutato a capire ed apprezzare ancora di più questo materiale bellissimo, che da millenni ci accompagna. 

Ora sai come si fa a colorare il vetro e, se ti è venuta voglia di avere il tuo pezzettino di vetro colorato, puoi andare nel mio shop e scegliere quello che preferisci da indossare. 

Ed ora il video!!!

Fonti:
www.muranoglass-shop.it/blog/i-processi-di-colorazione-del-vetro-fusione-e-colorazione-a-freddo.html
www.glassway.vda.it/vetro/index.cfm?glass=1,12,0,0
www.chimicamo.org/tutto-chimica/vetri-colorati.html/2
www.wikipedia.org
Vetro

Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.

Oggi voglio iniziare a parlarti del vetro, la materia prima di cui sono fatti i miei gioielli. Il vetro che uso per fare i miei gioielli però di per se non è una materia prima (come ad esempio il legno o il marmo) ma è un composto, formato da altre sostanze.

Il vetro è conosciuto fin dall’antichità, lo conoscevano i Fenici, gli Egizi ed i Romani, e a parte alcuni ritocchi la formula di base è rimasta immutata. Non immaginatevi vetri grossolani o rozzi, già a quei tempi realizzavano oggetti finemente lavorati.

Parlare del vetro richiederebbe mesi, perchè è usato in talmente tanti modi che l’argomento è vastissimo, e passa dall’arte, all’industria, all’ottica, alla medicina, al settore alimentare e molto altro.

Io stessa ne so davvero poco, e scoprire le basi di questo materiale non è semplice perchè se fai una ricerca nel web esce fuori davvero di tutto, da chi ci fa le bottiglie a chi lo usa nell’edilizia.

Quindi oggi, proviamo a parlare del vetro che si usa per fare il Tiffany (e se vuoi sapere perchè si chiama così vai qui)

Prima le basi. Di cosa è fatto il vetro? Continue reading “Il vetro, la materia prima dei miei gioielli.”
ACCESSORI - Accessories Bigiotteria - Costume jewelry fashion Spendore a Domicilio

Splendore a Domicilio, la consulenza che ti farà splendere.

Finalmente oggi posso raccontarti della mia nuova consulenza “Splendore a DomicilioChat Edition“, il servizio via Skype che ti farà di nuovo amare i tuoi gioielli e ti permetterà di usarli al meglio.

Questo servizio si porta dietro le mie esperienze personali che ti ho raccontato negli ultimi due post, ma anche quello che ho imparato da quando creo gioielli.

All’inizio, l’avevo pensato per poter mostrare i miei gioielli dal vivo, perchè tutti mi dicevano che dalle foto non si capiva effettivamente quanto erano belli. Li avrei portati a domicilio insieme a delle coccole, per passare un pomeriggio di self care.

Ma una amica da poco conosciuta mi disse che lei avrebbe preferito ricevere dei consigli da me, un aiuto sui gioielli piuttosto che un momento di self care generico.

A quel punto ho capito che tutte quelle cose che avevo imparato nel tempo potevo metterle insieme per creare qualcosa di utile, e assolutamente nuovo. Continue reading “Splendore a Domicilio, la consulenza che ti farà splendere.”