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Per splendere devi rischiare, io organizzerò un corso!

Per splendere a volte si deve rischiare, ci si deve mettere in gioco e, come ho scritto nel primo post di dicembre, non è una cosa facile. Io stessa sono vittima di pensieri negativi, che mi dicono che non sono abbastanza brava, abbastanza preparata, troppo grande ormai per fare certe cose.

Le ragazze giovani, che ai nostri occhi sono bellissime e hanno mille possibilità, invece si sentono confuse, non sanno che strada prendere, non conoscono se stesse, le loro potenzialità, si sentono sempre pronte al fallimento.

Tutte ci sentiamo sempre mancare la terra sotto i piedi e ci aggrappiamo alle nostre certezze, non osiamo smuoverci per paura di cadere. Ovviamente anche io ho le mie e non te le svelerò tutte. Perchè? Perchè sono sicura che vedresti tutti i miei difetti e ho paura che scapperesti via.

Scommetto che anche tu ti senti così.

Però un passettino fuori dalla comfort zone possiamo farlo. Io ci ho messo anni a fare questo, perchè sono convinta che le mie insicurezze e quelle che secondo me sono carenze gravi, superano le doti, i pregi e le capacità che ho. Nonostante questo, lo sto facendo, ora mentre mi leggi, mi metto in gioco, a te sembrerà una cosa normale quella che sto per dirti, ma no, non lo è!

Ecco il mio passo fuori dalla mia bolla. Ho deciso di insegnare ad altre persone quello che so fare. Mi hanno convinta, che ce la posso fare, che ho le competenze e le capacità di spiegare e aiutare altre persone a realizzare un gioiello con la tecnica Tiffany.

Ti aspettavi qualcosa di più eclatante vero? Rulli di tamburi, fuochi d’artificio, testa alta e petto in fuori, ma in realtà tutto questo percorso per me è stato davvero faticoso, soprattutto a livello emotivo.

Intanto mi sono dovuta convincere che quello che sapevo fare era qualcosa di valido da poter insegnare, che come lo faccio io non lo fa nessuno (ed è anche vero, ma non è detto che lo faccia meglio) e che potevo davvero essere di aiuto ad altre persone.

Poi mi sono dovuta convincere che potevo farlo io invece di indirizzare chi me lo chiedeva verso altri insegnanti.

Quindi invece di imbarcarmi in un corso di Tiffany, che mi sembrava una cosa immensa (e lo è!) ho puntato su qualcosa di più gestibile: un workshop!

Che cambia?

  • Intanto il tempo, sarà meno lungo di un corso, che richiede più lezioni.
  • La modalità, proprio per i tempi ridotti, puntaremo subito a mettere in pratica quello che vi spiegherò, perchè alla fine delle 4 ore del workshop chi parteciperà avrà in mano un oggetto finito.

Per questo motivo il progetto da realizzare sarà basico. Un ciondolo composto da un solo pezzo, di una forma utile ad applicare le varie tecniche di taglio, molatura, ramatura e stagnatura in maniera semplice ed efficace.

Un oggetto che io ormai realizzo in circa un’ora, ma chi partecipa dovrà prendere dimestichezza con i materiali e gli strumenti e per questo avrà il quadruplo del tempo, oltre alle nozioni di teoria da apprendere prima di passare alla parte pratica pratica.

Finito questo workshop gli studenti saranno degli esperti di Tiffany? Non sono un’esperta nemmeno io, ma avranno delle buone basi di partenza, da cui potranno, se vorranno, approfondire con altri corsi specifici (vetrata, lampada, finestre ecc…. sono lavori molto più elaborati e complessi da realizzare anche tecnicamente) da fare di persona o online, oppure sperimentando da soli.

Quello che io non potrò trasmettere è ovviamente il mio stile, ed è una cosa positiva. La donna da cui io ho imparato questa tecnica ha uno stile completamente diverso dal mio, e altre artigiane che ho incontrato nel tempo hanno stili diversi. Quindi ogni partecipante potrà poi usare le competenze acquisite per creare il proprio stile personale.

Dicevo che sono uscita dalla comfort zone, in realtà ho ricevuto una serie di calci nel sedere, da amiche artigiane di altri settori, da richieste di aspiranti artigiane di Tiffany, e da Alessandro di Artemarcia.

Artemarcia non è il primo negozio dove ho acquistato i miei materiali, ce n’era un altro a Roma, lontanissimo da casa mia, li acquistai il primo vetro (enorme per quello che mi serviva), i primi attrezzi, i primi materiali. Spesi un bel po’ e oltretutto il tizio non era nemmeno simpatico.

Le persone antipatiche (non so se hai letto i miei post su Instagram della prima settimana di dicembre, cè un altro soggetto poco carino) ti spingono a cercare di meglio. E così feci!

Mi misi alla ricerca di qualcosa on line, perchè il posto era troppo lontano, e il tizio davvero insopportabile, trovai Artemarcia, aveva la molatrice e il saldatore e aveva uno shop on line. Costavano molto e non potevo aquistarli contemporaneamente, quindi mi feci spedire la prima, la migliore sul mercato, quella che avevo usato per il corso.

Arrivò dove lavoravo, le mie colleghe erano entusiaste per me, e inziai a provarla. La volta successiva, visto che Artemarcia era a Roma e aveva anche un negozio fisico, pensai di andare di persona. 

Caso volle che quando decisi di fare l’acquisto del saldatore stesse per nascere la figlia di Alessandro e lui, molto gentilmente lo lasciò per me al negozio accanto al suo, un’erboristeria.

Finalmente poi avemmo modo di conoscerci di persona, eravamo entrambi nerd, e lui nel suo negozio meraviglioso aveva vetri, marmi, colori e materiali per ogni spirito creativo.

Ogni volta che andavo da lui ci perdevamo in chiacchiere infinite, e mentre io lo sgridavo perchè non faceva conoscere abbastanza la bellezza del suo negozio (ormai credo si sia abituato e non si rende conto del posto stupendo che ha creato) lui ribatteva che dovevo fare dei corsi per insegnare a fare i gioielli come li faccio io.

Insomma, come si dice a Roma “daje e daje” mi hanno convinta. Ma creare il progetto non è stato semplice ed  è stato possibile solo con il supporto di Artemarcia .

Infatti saremo ospiti dei suoi spazi, ci farà usare le sue macchine (molatrice e saldatore) e metterà a disposizione i materiali (vetri, rame, stagno, pinze varie eccc..) indispensabili, mentre io insegnerò come realizzare un ciondolo partendo da un pezzo di vetro informe.

Oggi è il giorno del lancio ufficiale e volevo condividere con te le sensazioni che stanno accompagnando questo evento, perchè non è tutto bello e scintillante come lo schermo del cellulare fa sembrare. Le cose non vengono con uno schiocco di dita, oltre alla fatica fisica e mentale di fare un progetto in primis c’è quella emotiva di superare le proprie paure, le insicurezze.

Ora mi sento sicura? No certo, finchè il corso non sarà finito e non vedrò i sorrisi soddisfatti dei partecipanti avrò il dubbio di aver fatto una gran …..cavolata! Ma diciamo che lo devo a me stessa, per crescere e alle persone che mi hanno supportato e dato fiducia.

Quindi come vedi, splendere non è semplice, bisogna, purtroppo mettersi in gioco e non poco, ma se le cose vanno bene, poi ti immagini quanto sarai luminosa?

Ecco, ora sai quasi tutto, vuoi raccontarmi esperienze dove ti sei lanciata?

Invece se sei curiosa e vuoi delle informazioni più pratiche su questo workshop

clicca qui

 

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