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Splendente di grazia, una dote sottovalutata che ti cambierà.

Febbraio nella mia ruota dell’anno è dedicato alla grazia. Per me la grazia è una cosa molto legata all’essenza di una persona e non tanto a come si muove o come appare e che la fa splendere.

E’ una qualità interiore che secondo me traspare anche esternamente e che trascende l’aspetto fisico.

Io nel mio piccolo cerco (con risultati non sempre soddisfacenti) di coltivare la mia grazia interiore, perchè anche se ci sono persone che ne sono dotate naturalmente ritengo che sia una dote che si possa far crescere e migliorare nel tempo e con l’impegno.

La vedo come uno stato di armonia interiore, di connessione positiva con se stessi che porta poi anche a connettersi “con grazia” anche con gli altri.

Per me ha anche un che di religioso, nel senso che i santi (di qualsiasi religione fossero) erano sempre descritti in primis con questa caratteristica. Che poi scendesse dal cielo o meno, questo dipende da noi se crederlo o no. Io penso ce se ce l’hai riesci a rapportarti a quello che ti circonda in modo diverso.

 

Da grazia derivano tante parole, come graziosa, grazie, e di conseguenza anche sinonimi come eleganza, bellezza, gentilezza.

Ecco, mi capita spesso che le donne si descrivano prive di grazie. Con questo intendono che non si muovono in maniera femminile, che non indossano gioielli o abiti da donna perchè sono “sgraziate”, “mascoline” non “femminili”.

I canoni della femminilità sono stati dettati da una cultura patriarcale, se sei una donna e/o ti senti donna sei femminile.

Se sei considerata volgare o troppo diretta, se non parli e ti vesti in un certo modo, se non rispecchi dei canoni che risalgono al medio evo, dove le dame erano graziose e venerate come Madonne, allora sei priva di grazia?

Tra l’altro la grazia non è prerogativa delle donne.

Però a volte queste cose creano davvero confusione in noi. Provo a spiegarmi. Io ad esempio, siccome sono grassa, sono spesso stata considerata priva di grazia, ingombrante, come un elefante che entra in una cristalleria. Salvo poi vedermi ballare e rimanere letteralmente esterefatti per come mi muovo (se non ci credi andiamo a ballare insieme!). Altra cosa che stupisce è il fatto che io indossi gioielli, anche molto ingombranti senza distruggere tutto quello che tocco (compresi i gioielli stessi) : “ma riesci a fare questo?” o “riesci a muoverti?”.

Ma insomma, basta fare attenzione!

Ad altre donne viene rinfacciato di essere dei maschiacci, di non essere femminili e gli  viene ripetuto talmente tanto spesso, che alla fine ci credono anche loro. Se non porti i tacchi non sei aggraziata, se ti piace il calcio non sei elevata, se fai attività considerate maschili poi….

Ho amiche che non indossano gioielli perchè “non sono adatti a loro” in quanto “poco femminili”. Giurerei di aver visto omoni pelosi e molto machi indossare gioielli anche molto vistosi.

Ci sono poi quelle che sono ritenute troppo “rustiche” non sofisticate, poco chic, non aggiornate sulla moda, che non conoscono le regole del bon ton. Mia nonna era una contadina eppure era splendente di grazia, pur con le scarpe da campagna infangate e i capelli spettinati dal lavoro (nemmeno vi dico come erano le sue mani).

Quindi la grazia che cos’è? Secondo me è davvero, non per retorica, una cosa che ci fa splendere, che illumina noi, la nostra vita e chi ci circonda. Quando siamo innamorati, quando siamo ispirati, quando un artista crea un’opera si dice sia “in stato di grazia”, ma possiamo esserlo tutti anche nel quotidiano.

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Come possiamo coltivarla? Eh bella domanda, ognuna di noi noi è diversa, e per creare la grazia ci vogliono tante cose. Provo a buttarne giù qualcuna, dimmi se sei daccordo e cosa cambieresti

  1. Cercare di essere in pace ed in equilibrio con se stessi, questo ci permette di esserlo anche con gli altri e comunque di non farci influenzare da quello che arriva da fuori;
  2. Coltivare la gentilezza, verso di noi in primis allargando poi l’onda agli altri, come un sassolino in uno stagno;
  3. Essere attenti. A volte non ci accorgiamo di cosa ci circonda e lo travolgiamo, come il famoso elefante in un negozio di cristalli. Fare attenzione a come ci muoviamo ma anche a come ci comportiamo verso gli altri è un passo verso la conoscenza di chi ci è accanto e della nostra società e verso il miglioramento di noi stessi.
  4. Scegliere bene e scegliere il bene. Ogni giorno facciamo tante scelte, a volte quasi inconsapevoli, se siamo in equilibrio con noi stessi, e siamo attenti, usando la gentilezza possiamo scegliere meglio e decidendo di fare una scelta che farà del bene a noi e anche agli altri.
  5. Coltivare la pazienza. La pazienza intesa come controllo dei nostri impulsi (e oggi giorno è difficile) e come capacità di aspettare (difficoltà 5 dan). La pazienza ti da il tempo di riflettere e scegliere bene ed agire per il bene.

Ho buttato giù le prime cinque che mi sono venute in mente ma ti invito a trovare la tua grazia, la tua essenza luminosa, a coltivarla a non farla schiacciare da pregiudizi e preconcetti, da dictat che non hanno niente a che vedere con quella che sei e che fai.

Tu hai la grazia dentro di te, tirala fuori, guardala, prendila tra le mani, come una sfera di luce, portala nel cuore e in fronte come una corona e una medaglia e poi coltivala, per te stessa e per nessun altro.

 

 

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